Leo Montemurro (Cna Matera)

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L’analisi del presidente della Cna

MATERA – Una Matera a due velocità, una che va avanti con il turismo e il resto delle imprese, soprattutto quelle più piccole che arranca. E’ questo il disegno di una realtà cittadina disomogenea che in parte subisce l’effetto di Matera 2019 e in altra parte, non marginale, patisce anche le difficoltà che emergono dalla crisi iniziata nel 2008 e i cui effetti si sentono ancora. A descrivere questo tipo di doppia velocità e dare un messaggio chiaro è Leo Montemurro (Cna Matera): «Non si può vivere solo con il turismo. Matera deve guardare anche ad altro, ben vengano in questo senso le infrastrutture tecnologiche».

Matera 2019 è alle porte, in quale situazione si trova oggi la città a poche settimane dall’inaugurazione ufficiale?

«Siamo in una situazione in cui un evento è avvertito più all’esterno che non dalla media dei materani. Ciò che accade e accadrà attorno all’evento sta creando due Matera. Oggi ci sono imprenditori che gestiscono situazioni legate al turismo che paiono andare con il vento in poppa e poi c’è un’altra parte della realtà produttiva cittadina che mostra chiaramente i segni di una crisi mai del tutto superata».

Quindi l’effetto di Matera 2019 non ha portato solo elementi positivi?

«Il 2019 sembrava poter essere la panacea di tutti i mali con il “riempimento” di alcune lacune e la nascita di una città più bella, gradevole, con qualche servizio in più ed è anche normale visti i soldi investiti e i cantieri comunque aperti. Sarebbe paradossale il contrario. Una città che dovrebbe essere più vivibile e che vede ancora l’apertura di altre strutture alberghiere».

Matera è oramai completamente proiettata  sulla necessità di essere quasi esclusivamente una città turistica senza guardare ad altro?

«Matera è ormai una città turistica a pieno livello con 40.000 posti letto che esprimono dei numeri significativi e una città che è in grado da sola di trasmettere 8000 anni di storia».

C’è una grande occasione in termini di visibilità che arriva dal 2019 e che in molti vogliono sfruttare. Basterà?

«Anche la stessa Cna non si sottrarrà all’indubbio effetto mediatico che porta con sè il 2019 con una vetrina in piazza Duomo che ospiterà per tutto l’anno le eccellenza e le produzioni migliori dei diversi territori italiani che vorranno arrivare fino a Matera. Gli occhi del mondo saranno sulla nostra città, l’effetto indubbiamente ci sarà. Non lo neghiamo».

E chi più beneficia dell’effetto Matera 2019?

«Sempre nell’ottica di uno sviluppo turistico c’è anche una piccola impresa edile che beneficia di un effetto Matera 2019 con gli adeguamenti e le ristrutturazioni che sono in aumento soprattutto per finalità turistico ricettive ma queste dinamiche hanno favorito al contempo l’espulsione dal centro storico delle imprese artigiane che per lungo tempo qui si sono stabilite».

 Quindi una sorta di effetto boomerang?

«A Matera servirebbe molto di più del turismo e solo del turismo. Io vorrei che di Matera 2019 non rimangano solo i marciapiedi, non vorrei si faccia come con il petrolio dove in qualche caso si è dato luogo ad una straordinaria manutenzione di interi paesi. Serve davvero puntare sulle infrastrutture, su quelle tecnologiche in particolare. Io penso che Matera debba puntare sul turismo ma al tempo stesso deve essere chiaro che non si può vivere di solo turismo».

Quale è oggi il problema che si riesce a ravvisare in maniera più evidente?

«C’è un tessuto di piccole imprese insofferenza, serve una grande industria che oggi manca. Non può bastare il turismo».

E una volta passato il 2019 cosa rimarrà nel 2020 per la città. Si azzererà tutto?

«Nel 2020 per evitare un effetto precipizio penso che l’ente pubblico debba ritrovare il suo protagonismo, andare alla ricerca di cose viste e toccato con mano.

Far crescere la città  anche con l’aiuto e il ritrovato protagonismo delle associazioni di categoria che rappresentano interessi diffusi.

«Matera è destinata ad essere una città proiettata nel futuro, fuori dai confini nazionali e deve riuscire ad utilizzare la sua notorietà di un anno da attore protagonista per amplificare attività e creare un vero e proprio effetto moltiplicatore».

 Una realtà indubbiamente complessa quella nella quale si trova Matera nel 2019 con una parte delle imprese commerciali e artigianali che continuano ad innalzare il proprio grido di aiuto.

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