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Un bus-navetta da Matera per l’aeroporto di Bari Palese

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MATERA – C’è un paradossale bisticcio istituzionale, dietro la mancata attivazione del servizio navetta Matera-Bari Palese, per la Basilicata.
Un tiro alla corda tra Regione, Provincia e Comune, a causa del quale pur essendoci le risorse, non si trova la strada formale per partire. Intanto sta trascorrendo un’estate strategica per l’economia materana nell’epoca della pandemia, una stagione che vede il grande impulso del turismo interno, ovvero di tanti potenziali fruitori del servizio divenuto vitale, per arrivi e partenze dall’aeroporto internazionale pugliese alla città dei Sassi con il suo hinterland.
Nei giorni scorsi, si è tenuto l’ennesimo incontro sostanzialmente improduttivo alla Regione.

Il nodo sta nella esclusione di questo servizio dal Trasporto pubblico locale, che peraltro è impantanato dopo una sentenza del Tar che ha messo in crisi la Regione (il Cotrab avanzerebbe 20 milioni di euro).
Il servizio potrebbe essere finanziato dal Comune di Matera, che dispone di risorse sufficienti a coprire quasi un anno, fino a maggio 2022. Ma dagli uffici comunali temevano di non poter utilizzare quei fondi, quindi hanno scritto a Roma, che ha risposto affermativamente. Il Comune, però, non può istruire il bando di gara, perché la titolarità del servizio è in capo alla Provincia.

Qui casca l’asino, perché l’ente di via Ridola, per procedere, chiede una delibera autorizzativa alla Regione, la quale però non ha competenza per fare questo atto e respinge la richiesta al mittente.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un servizio vitale per il turismo (e non solo) della provincia di Matera resta fermo negli uffici, con i soldi disponibili e spendibili. Come se ne esce? Al momento non è dato saperlo, perché la Regione avrebbe sostanzialmente le mani legate e il dirigente competente della Provincia (De Capua), non ha alcuna intenzione di procedere senza l’atto di via Anzio. Oggi, dunque, il servizio si regge solo su due corse finanziate dalla Regione Puglia, che in più di una occasione ha dimostrato di non avere un grosso interesse al servizio e lo mantiene in essere per un rapporto di buon vicinato.

Dal 1° luglio, le 2 navette finanziate dalla Regione Puglia hanno ripreso regolarmente il loro servizio, quelle finanziate dalla Basilicata, 3, e quelle finanziate dal Comune di Matera, 7, non hanno ancora preso il via.

Eppure, il Comune di Matera, grazie alla lungimiranza dell’ex assessore Angelo Montemurro, ha in bisaccia risorse che possono arrivare a finanziare il servizio di propria competenza fino alla primavera del 2022, previa variazione di bilancio da effettuare sempre sulla voce dei trasporti. Il servizio navetta verrà stabilizzato, semmai con condizioni diverse rispetto all’ordine del giorno votato in consiglio regionale ma solo quando sarà operativo il nuovo contratto regionale di Tpl, la cui gara non è stata ancora bandita. Il Comune di Matera ha messo a disposizione le risorse utili per far partire il servizio per la parte di competenza, 7 coppie di corse, oltre alle due coppie di corse “Matera- Ferrandina Scalo” assicurando le risorse, al momento, fino al 30 Aprile 2021. Intanto, lo scorso 13 luglio, il presidente del Consorzio trasporti di Basilicata, Giulio Ferrara, ha scritto alla Provincia rinnovando la disponibilità a riattivare le corse di competenza, purché l’ente di via Ridola corrisponda al Cotrab gli arretrati, ovvero 208mila euro al 31 dicembre 2019 e 210mila fino al 31 marzo 2020. Appare evidente che gli orari vadano rimodulati, perchè le sette coppie di corse sostituiscono le preesistenti 10 e su questo il ruolo principe è della Provincia, o in surroga della Regione.

La Basilicata è schiacciata tra due realtà: Campania e Puglia ed il viaggiatore è frastornato perchè non conosce o da poco importanza alla cosa ma i mezzi di trasporto finanziati da quelle Regioni avranno una capienza del 100%, mentre quelli lucani solo del 50% va da se che è una situazione non sostenibile ed alla quale bisogna porre ordine.

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