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Il sindaco Guarente e l'ex assessore Padula

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L’ENCICLOPEDIA Treccani definisce doppiopesismo quella «tendenza a usare due pesi e due misure, cioè a comportarsi in modo contraddittorio in circostanze analoghe».

Questa definizione sembra calzare a pennello per quanto successo nell’affaire che ha travolto l’assessore Marika Padula (LEGGI LA NOTIZIA DELLA REVOCA DELLE DELEGHE).

Lei anche al nostro giornale qualche settimana fa ha riconosciuto la «leggerezza» nel richiedere il bonus Covid. Una “leggerezza” che ha trovato nei sodali di partito, i suoi più grandi accusatori. I consiglieri di “Idea-Cambiamo” non aspettavano altro. Da quando cioè hanno mal digerito la scelta del primo cittadino di scegliere una esterna (la Padula non è consigliera comunale anche se alle elezioni vi ha partecipato) come membro della giunta. Un’antipatia (politica si intende e probabilmente reciproca) che è stata chiara fin da subito. I consiglieri aspettavano al varco l’assessore e lei gli ha servito la sua testa su un piatto d’argento.

La palla è poi passata nelle mani del primo cittadino. Che ha temporeggiato fin quando ha potuto, salvo poi difronte alla presa di posizione ufficiale dei consiglieri di “Idea-Cambiamo” – un «ricatto» per dirlo con le parole della stessa Padula – ha dovuto cedere alla prospettiva di una “crisi” sacrificando una persona che lui stesso aveva scelto. Fin qui i fatti. Certamente a uscirne vincitori i consiglieri di maggioranza che volevano Padula fuori dalla giunta e ci sono riusciti.

La “scusa” è stata la richiesta del bonus Covid, anche se appare chiaro che le motivazioni vanno ricercate altrove. Anche perché il richiamo “moralizzante” dei consiglieri ha colpito l’ex sodale di partito, ma ha ignorato Patrizia Guma, assessore allo Sport in quota Lega. Doppiopesimo. Per carità e lo scriviamo: tutto legittimo. Ma era anche legittimo che i due assessori chiedessero il bonus Covid. Una mossa moralmente discutibile, ma legittima. Qualcuno obietterà che “Idea-Cambiamo” ha lavato i panni sporchi in casa propria e che le logiche di coalizione sono diverse da quelle di partito.

Sarà.

Ma quel leggero dubbio che il problema del bonus Covid (che ripetiamo a scanso di ogni equivoco è moralmente deprecabile) centrasse poco, quello rimane. Certo a uscirne con le ossa rotte è il primo cittadino Mario Guarente che ha ceduto alle logiche di un partito per salvare tutta la baracca. Una scelta presa a malincuore che ha salvato gli equilibri della maggioranza. Certo mantenendo in capo a se stesso le funzioni relative a ‘Pari opportunità – Politiche giovanili – Infanzia’, ha rimandato solo la nomina di quella designata a sostituire Padula e cioè Vittoria Rotunno, lei sì appoggiata da tutto il partito.

Ma per il sindaco aver ceduto ai consiglieri comporta necessariamente un’altra questione. Guarente, giustamente, ha parlato di «verifica» e che l’estromissione è a «tutela della prosecuzione dell’azione di governo».

Ma l’ “Idea” che la Padula sia stata estromessa per il bonus Covid è passata. Sarà difficile dunque giustificare l’estromissione di Padula e la permanenza di Guma. E anche questo, per alcuni, si chiama doppiopesimo. Di maniera certo. Ma sempre doppiopesimo.

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