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MATERA – Tre o quattro liste in un’area che rappresenta il mondo produttivo e che sceglierà il suo candidato sindaco (forse Giovanni Oliva) la prossima settimana. La voglia di diventare terzo polo a livello locale prima e nazionale poi, la rottura con Matera Futura (più o meno indolore) e le critiche ribadite al M5S da cui è uscito per “una gestione oligarchica”. “Non credo vinceranno a Matera soprattutto se faranno corsa solitaria”. Sono alcune delle cose che il deputato Gianluca Rospi ha spiegato in un’intervista al “Quotidiano” che affronta temi locali come le amministrative a Matera città e nazionali come il prossimo referendum di settembre.

Come vede in questo momento la complicata e frastagliata situazione politica della città di Matera?
«Sì, c’è una situazione frastagliata ma non solo a Matera ma in tutto il paese. La politica necessita di uno scatto culturale prima che civico, bisogna riportare in politica i migliori professionisti che ci sono nella società materana per poter riagganciare lo sviluppo che c’è stato l’anno passato. Io tra l’altro penso che l’emergenza sanitaria ha scatenato in tutte le persone risvegliando gli a nimi e sono convinto che si formerà un gruppo di persone volenterose che hanno a cuore questa città per poter essere la nuova classe dirigente».

Il percorso degli ultimi mesi può partire per quanto la riguarda la Matera Futura ma il tuo percorso si è diviso. Perchè?
«Matera Futura l’abbiamo presentata come un associazione culturale perchè secondo me la politica deve partire da un’altra visione culturale e quindi la mia idea era quella di fare un’associazione culturale, un serbatoio di idee al servizio della politica. Ad un certo punto poi Matera Futura ha preso un’altra strada cioè quella politica e da quel punto di vista io mi sono tirato fuori perchè volevo formare un serbatoio di idee che stimolasse la classe politica. Popolo Protagonista è nato prima di Matera Futura e non è il motivo per cui ho lasciato Matera Futura ed è legata ad un’associazione culturale per portare la discussione politica ad un livello più elevato rispetto ad oggi».

Proviamo a dare una collocazione a Gianluca Rospi rispetto alle prossime Comunali tra destra e sinistra?
«Sono per un terzo polo, nè destra nè sinistra. Ma è in un terzo polo, un grande polo moderato nel quale si riconoscono i cittadini materani e italiani per la maggior parte. Ad esempio il centrodestra è divisio in due o tre parti e lo stesso vale per il centrosinistra con le stesse persone che si spostano spesso da una parte all’altra. Saranno i cittadini a giudicare questa classe dirigente. Ciò che manca è un progetto nuovo che si colloca nell’aria dei moderati».

Ma a 20 giorni dalla presentazione delle liste quali interlocuzioni ha Gianluca Rospi in vista delle Comunali a Matera?
«Io ho lavorato dall’inizio con il mondo delle associazioni imprenditoriali, sono stato a stimolare quella parte importante di un territorio che sono le piccole e medie imprese. Sto lavorando con loro ad un progetto lontano dagli schieramenti politici».

Avete identificato anche un candidato sindaco?
«Ci sono alcune figure su cui stiamo ragionando e ci stiamo confrontando. Ma secondo me serve formare una squadra dirigenziale. Il candidato sindaco è il garante di un progetto ma noi dobbiamo parlare di classe dirigente perchè non possiamo avere un sindaco che fa tutto. Poi bisogna avere anche candidati al Consiglio comunale validi perchè lì vengono prese le decisioni politiche. Anche su quello stiamo cercando di ragionare per portare qualità nell’assise».

Imprese e mondo produttivo al lavoro verso queste Comunali sembrerebbero voler puntare su Giovanni Oliva. E’ una delle ipotesi?
«Sì ma come altre persone che hanno lavorato bene sul territorio. Ci sono diverse ipotesi però, io mi concentrerei sul progetto. In pochi giorni con altre interlocuzioni spero che chiuderemo anche sul nome del candidato sindaco per essere pronti la settimana prossima».
Invece quante liste questo schieramento con il mondo produttivo conterebbe?
«Non servono tante liste come si è dimostrato anche in passato. Serve fare 3-4 liste importanti che già ci sono. Se sono forti con 4 liste si riesce ad andare al ballottaggio».

Quando definirete tutte le scelte?
«La settimana prossima si saprà che strategia adottare. Siamo arrivati alla chiusura per poter presentare le liste. Poi io mi impegno in un progetto nazionale che vedrà la luce entro fine anno. L’intenzione era quella di presentarci alle elezioni amministrative l’anno prossima ma credo che a Matera serva scatto aggiuntivo. In questo senso c’è il mio impegno per Matera ma la faccia per cambiare davvero le cose la devono mettere tutti. Serve davvero uno scatto di tutti per cambiare le cose e la politica».

Come valuta l’annuncio del sindaco De Ruggieri di candidarsi da consigliere e sostenere l’attuale assessora Dimona?
«Il sindaco ha lavorato benino ma non ho apprezzato ma non per la scelta dell’assessora Dimona ma perchè non deve indicare lui il successore. Bastava dicesse di volersi candidare comunque ma a consigliere».

Ma l’ipotesi di una donna come candidato sindaco che aveva lanciato è caduta?
«Io detto che il candidato oltre a essere competente se era anche una donna sarebbe stato un valore in più. Ma non avevo in mente nessuno in particolare».

Parliamo un attimo del M5S che a Matera ha sempre avuto ottimi risultati e che invece a livello nazionale sembra più in difficoltà. Un M5S che l’ha candidato ma con cui non si è lasciato benissimo?
«Io ho diversi amici nel M5S. Altri per loro volontà hanno chiuso la porta. Con la maggioranza dei colleghi in parlamento ho un ottimo rapporto. Io l’ho lasciato perchè c’era una gestione oligarchica e non c’era possibilità di intervenire. Non era una situazione democratica come invece mi aveva prospettato. M5S sta sbagliando perchè va molto dietro al Partoto Democratico a livello nazionale e a livello locale sono chiusi in loro stessi e non so se dialogano con altre forze politiche. Non so che forza potranno avere se si presentano da soli. Le elezioni amministrative senza consiglieri e andando soli difficilmente portano ad una vittoria. Non credo abbiano possibilità di vittoria».

Qual è la prospettiva di Popolo Protagonista visto che creare un terzo polo a livello nazionale è molto complicato e la geografia politica tende sempre a bipolarizzare la situazione?
«In 30 anni di polarizzazione abbiamo avuto l’attuale disastro. Il terzo polo non ha mai funzionato perchè la normativa maggioritaria ha imposto di schierarsi. Con il ritorno a sistema proporzionale c’è più spazio per poter rifondare un terzo polo. Ma un terzo polo ha ideali del PPE europeo».

Voi siete favorevoli al referendum?
«Non sono favorevole perchè il numero è stato istituito con una popolazione di 40 milioni, ora siamo oltre 60 milioni e mi sembra assurdo pensare ad una riduzione dopo che i padri costituenti hanno ritenuto di indicare quei numeri di parlamentari con una popolazione molto ridotta».

Questa è una battaglia storia del M5S?
«Noi rischiamo in Basilicata e nelle periferie di perdere rappresentatività e se c’è l’abbandono ci sono problemi socio-economici e aumenta la delinquenza organizzata. Penso che servirebbe taglio ma dando un maggior peso alle periferie non un taglio netto così come è ora».

E del reddito di cittadinanza cosa pensa?
«Doveva essere un inserimento al lavoro ma è stato declinato male ed è diventato un elemento assistenziale. Così si rischia di togliere dignità alle persone che vogliono entrare nel mondo del lavoro».

Come valuta la giunta Bardi in Basilicata?
«Non vedo una grande soddisfazione. Il voto era per il cambiamento e la discontinuità ma non c’è stata e sono rimasti gli stessi problemi che si riscontravano con giunta Pittella. Penso all’Ospedale di Matera che non può chiudere perchè altrimenti si riducono gli investimenti e si concentra tutto sul San Carlo».

Si è parlato molto tra il Conte 1 e il Conte 2 di un’emorragia di parlamentari verso la Lega. Ma c’è stata questa tentazione di andare verso la Lega e c’è stata o ci sarà questa emorragia?
«Oggi lo spazio è solo di area moderata, dove altri sono deboli. Lì si può essere protagonisti. L’obiettivo è essere quel piccolo movimento che dà la direzione alla politica».

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