X
<
>

Il Comune di Matera

Tempo di lettura 3 Minuti

MATERA – Il precariato nella pubblica amministrazione è un disvalore, un elemento di disturbo per l’efficienza stessa del sistema.

Lo ha sancito con apposita direttiva la Comunità europea. Da questa indicazione è nata la legge Madia, ma il Comune di Matera continua ancora ad avere un atteggiamento ondivago, tra la tendenza a stabilizzare i suoi precari professionalizzati, e quella a procedere con assunzioni per concorso, che garantiscono sì la copertura dei posti vacanti, ma non mettono a frutto l’esperienza dei precari, che viene praticamente gettata alle ortiche.

Ne sono convinti i quattro dipendenti, assunti con contratto a tempo determinato, per gli adempimenti pre e post Matera 2019, che oggi sono stati messi alla porta, e con loro tutta l’esperienza acquisita. Una vera risorsa per il Comune, che ha scelto di procedere a nuove assunzioni per concorso, interrompendo la linea tratteggiata dalla precedente amministrazione. Il risultato sarà quello di nuove assunzioni stabili, ma senza esperienza per poter garantire subito una risposta operativa all’ente, che nel frattempo sta perdendo anche il patrimonio dei dirigenti, potenziali formatori quasi tutti vicini alla pensione.

Il risultato sarà quello di avere una macchina amministrativa nuova di zecca, ma all’inizio inesperta e poco efficiente. I quattro ex di Matera 2019 si sono opposti al loro allontanamento presentando ricorso al Tar, che si discuterà mercoledì. Chiedono l’annullamento dei bandi di concorso per l’assunzione di figure tecniche (geometri disegnatori e architetti) e di tutte le recenti deliberazioni di Giunta, che ne prevedono l’assunzione. In subordine, i ricorrenti chiedono di poter godere della riserva dei posti nella misura massima del 50%, per la stabilizzazione.

Tutti sono stati assunti nel marzo 2017, con contratti di 30 mesi e competenze varie, tra cui 2 architetti esperti in restauro, 4 geometri contabili e 3 geometri disegnatori Cad, con requisito “pesante” al 50% la decennale e comprovata esperienza. Quindi, si tratta di persone che già all’atto di assunzione avevano un alto profilo. Il termine dei loro contratti era il 31 dicembre 2019, ma ci sono state diverse proroghe, che hanno fatto maturare loro il requisito per la stabilizzazione “diretta ed immediata”.

Quindi, nel corso del 2020, con l’approvazione del Piano di fabbisogno del personale, si confermò l’intenzione di procedere con le assunzioni a tempo determinato. Ma nel maggio scorso, il colpo di scena con l’indizione dei concorsi, quindi i ricorrenti fanno domanda e vengono ammessi con riserva, ma senza la riserva dei posti, nonostante avessero ricevuto certificazione di “lodevole servizio per il proprio operato”.

Sul precariato imperante al Comune, è intervenuta nei giorni scorsi anche la Cisl Funzione pubblica: «È datata ormai al 26 maggio 202, l’adozione del Piano del fabbisogno del personale di questo Comune -segnala il segretario Giuseppe Bollettino- e ad oggi l’eliminazione del part-time, l’attuazione delle progressioni verticali e l’eliminazione del precariato è cosa ancora lontana, se non un miraggio. È sotto gli occhi di tutti, l’inadeguatezza della dotazione organica, sia dal punto di vista numerico che delle professionalità mancanti, causata dall’esodo massiccio per pensionamenti, e di conseguenza l’assoluta necessità di mettere mano e con solerzia agli adempimenti necessari per ripristinare la funzionalità degli uffici e dei servizi. Ripristinare la funzionalità degli uffici dando dignità a tutti i lavoratori ancora con contratti part-time -rimarca Bollettino- condizione ormai anacronistica e ingiusta, attuate ed incrementare le progressioni verticali per il personale di ruolo in possesso dei requisiti di accesso per quelli che da molti anni sono chiamati a svolge mansioni superiori, eliminare il precariato internalizzando il personale interessato, altrimenti l’ormai prossimo 31 dicembre 2021 si assisterà all’esodo di oltre 30 unità lavorative, con conseguenze disastrose per molti uffici. La Cisl Fp pone questi interrogativi in maniera critica ma costruttiva ed esortativa, chiedendo di procedere con solerzia e correttezza per la soluzione delle problematiche evidenziate e non ancora risolte, significando che vigilerà sulle tempistiche e sulle procedure attuative che l’amministrazione intenderà seguire».

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA