Il sindaco di Matera, Raffaello de Ruggieri

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IL titolo di Capitale europea della Cultura è il formale riconoscimento per la riottenuta dignità di Matera, uscita dalle nebbie e dalla subalternità e assurta ai vertici dell’attenzione mondiale. Per un comune impegnato nello sviluppo e nella  crescita del territorio, la cultura non può essere un muto cimelio del passato, un’ostentazione, un evento. 

La cultura è risorsa, è conoscenza, è missione, è propellente sociale. Rappresenta un fattore essenziale nella crescita di una società, perché il livello della cultura si è rivelato sempre il livello nevralgico di ogni trasformazione sociale.
Sono state queste consapevolezze a ritmare la lunga marcia di Matera da luogo di subalternità a Capitale Europea della Cultura, perché il patrimonio culturale ha funzionato come motore educativo.
Negli anni Cinquanta il cuore di Matera, i Sassi, era considerato una spenta e povera memoria incapace di trasformarsi in lievito di nuovi messaggi e di produrre nuova storia. La rigenerazione di questo luogo, il passaggio dalla vergogna all’orgoglio di appartenenza, dalla rassegnazione al protagonismo civico sono state le tappe di questa evoluzione culturale.
Una lunga marcia per riconquistare la rimossa dignità e per dare ai cittadini il senso di missione, individuando nella identità storica di Matera il ruolo della città per il suo sviluppo, coniugando autenticità e innovazione tecnologica. E’ questo il senso dell’idea di trasformare i vicinati contadini in vicinati digitali grazie all’hub tecnologico di San Rocco dove, tra qualche settimana, si insedieranno le imprese creative hi-tech che rappresenteranno il punto di partenza nella costruzione della nuova storia che anticipa il ruolo della città nel futuro. Identità e innovazione possono convivere, e lo faranno nel racconto che stiamo realizzando attraverso i parchi tematici della storia dell’Uomo. Dalla preistoria allo spazio, dalla selce al silicio: è questa la grandezza di Matera che dobbiamo testimoniare al mondo.
Quando mi chiedono cosa resterà del 2019, rispondo che questo lascito culturale sia il più importante veicolo di mutamento sociale della città per gli anni a venire. I marciapiedi, le rotatorie, i parcheggi sono nulla senza una visione di sviluppo.
Il coinvolgimento della popolazione è stato uno dei punti di forza della designazione a Capitale Europea della Cultura. Matera nel 2019 ha l’ambizione di testimoniare l’affermazione di tale cultura e di una comunità orientata alla produzione della conoscenza e della innovazione.
Sarà una città dove la piattaforma sociale della innovazione è rappresentata dalla cultura. Anche per questo Matera ha guadagnato la designazione a Capitale Europea della Cultura.
Non è stato uno scandalo, perché come è noto la cultura rende inevitabile ciò che è altamente improbabile.

Raffaello De Ruggieri
sindaco di Matera

 

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