L'ultimo saluto a Ignazio Olivieri

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MATERA – «Avere il cuore con la forma della Basilicata. Il dottor Olivieri aveva certamente questa terra nel suo cuore».

Le parole di monsignor Giuseppe Caiazzo nella Cattedrale di Matera hanno accompagnato l’ultimo saluto di una chiesa gremita, silenziosa, commossa e partecipe per la perdita del luminare della Reumatologia, Ignazio Olivieri, che ha confermato ieri una serie di messaggi di partecipazione e di vicinanza che hanno descritto l’umiltà, la professionalità, la vicinanza verso i più deboli che Olivieri ha manifestato nel corso della sua vita e fino all’ultimo. Non è mancato l’intervento alla fine del parroco di Trivigno che ne ha ricordato e sottolineato proprio l’umanità, l’umiltà che ha mostrato. Così come il ricordo dei suoi ricercatori del dipartimento di Reumatologia.

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«La propria professionalità, le conoscenze scientifiche e l’attenzione alla ricerca continua, per il bene dell’uomo, sono state caratteristiche che hanno contraddistinto l’opera, da tutti riconosciuta, di questo nostro fratello» ha detto monsignor Caiazzo sottolineando la vocazione ad aiutare gli altri di Olivieri: «me lo hanno raccontato in queste ore come estrememente disponibile verso gli altri e sempre pronto a dare una mano». «Vogliamo dire che il nostro fratello Ignazio è stato per molti di noi un vero Buon Samaritano? Sicuramente si: con tutti i suoi ammalati che ha incontrato negli anni della sua professione medica, su questa strada della vita. Quando si ama ciò che si fa non ci sono regole o limiti: l’unica legge è l’amore. Mi pare di aver colto che il Dott. Olivieri viveva per gli ammalati: erano il suo grande amore».

Una partecipazione al proprio lavoro che si è andata riscontrando anche nella partecipazione con la quale in maniera attenta, convinta, commossa, partecipata appunto gli è stato dato ieri il saluto tra personalità della politica regionale e soprattutto molta gente che lavorava quotidianamente o che aveva potuto conoscere direttamente il dottor Olivieri.

Presenti in prima fila il direttore generale del San Carlo di Potenza Rocco Maglietta e quello di Matera Piero Quinto accanto a loro il sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri visibilmente emozionato e il sottosegretario all’Istruzione Vito De Filippo insieme al viceministro Filippo Bubbico.

In chiusura monsignor Caiazzo ha ricordato anche la volontà esplicita di voler ricevere l’ultimo saluto in quella stessa Cattedrale nella quale era stato battezzato 64 anni fa. In molti hanno ricordato nel corso della cerimonia ma anche a margine il suo legame e la sua “passione” per la terra che viveva quotidianamente e per la città di Matera. «Per noi cristiani è fondamentale capire che ogni scelta che facciamo nella vita dev’essere risposta ad una chiamata precisa di Dio. La chiamiamo “Vocazione”. Riconosciamo l’opera di Dio nella vita di questo nostro fratello, da tutti amato. Ricordiamoci sempre che l’amore di Dio passa attraverso l’amore che siamo capaci di provare per gli uomini. Chi serve l’uomo agisce in nome di Dio anche quando non si ha la consapevolezza di essere uomo di fede o credente».

Al termine della cerimonia funebre i messaggi di Giovanni Minisola, past president della Società di Reumatologia, dalla cugina di Ignazio Olivieri, Mariangela De Bonis e da Michele Gilio, uno dei ricercatori del Dipartimento di Reumatologia che si sono stretti in un abbraccio alla moglie Angela e alla figlia Francesca. All’uscita della salma dopo le condoglianze di rito c’è stato anche l’arrivo dell’assessore regionale Flavia Franconi.

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