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Piazza Vittorio Veneto, centro di Matera isola pedonale

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IL futuro di una città come Matera che punta evidentemente ancora molto, malgrado la continenza negativa, sul turismo si poggia anche sulla mobilità sostenibile. La possibilità di arrivare al centro con sempre meno mezzi e lasciando le auto il più lontane possibili in un percorso di scelte che dovrà essere definito nel nuovo piano urbano della mobilità sostenibile e che costituisce però una necessità e un’urgenza su cui l’architetto Tonio Acito ha voluto avviare nuove riflessioni per continuare a immaginare quella che potrà essere la città del futuro.

di TONIO ACITO*
In questi giorni sono stato sollecitato a riflettere sul tema “Matera città sostenibile”.

Dal mio studio ho di fronte i Sassi e la Murgia… e tanto assordante silenzio. Non si vedono e non si sentono le auto su Via Madonna delle Virtù. Ho il privilegio di vivere in area pedonale da qualche anno e le auto si sono allontanate da me sia in senso fisico e direi anche nell’uso a volte inutile che ne facevo per i piccoli spostamenti. Ho naturalmente qualche piccola difficoltà per carichi pesanti, trasferimenti, ma ripeto, credo che i vantaggi superano di gran lunga i disagi. Parto da queste considerazioni di vita per il mio nuovo “Esercizio di Futuro”.

Mathera città bella, lunga ed estesa diceva nel 1154 il viaggiatore arabo Edrisi…..e vedeva solo i Sassi. Oggi non riuscirebbe a vederla intera con un solo colpo d’occhio. Lo sviluppo urbano ha allungato la città seguendo il limite fisico della Gravina. L’auto a Matera serve per muoversi dai quartieri verso il centro, tra i quartieri stessi insistendo su assi viari sempre più congestionati. Sono state fatte complesse rilevazioni del traffico nelle varie ore della giornata e i dati dell’inquinamento non sono certo tranquillizzanti.

Prima del Covid 19 si era iniziato a discutere di Piano Urbano della Mobilità che, partendo proprio dalle rilevazioni effettuate, deve dare volto al nuovo assetto della città. Il legislatore ha aggiunto una S al PUM. La S sta per Sostenibile. Oggi Matera è chiamata appunto a redigere un PUMS.

Abbiamo visto in questi ultimi tre mesi crollare certezze, ripensare piani e programmi. Stiamo tutti leggendo di nuove visioni delle città: Milano, New York, Parigi, Madrid (solo per citarne alcune) aprono nuove piste per bici e pedoni, liberano vie e piazze dalle auto. Lo stato di necessità è più forte delle “comodità”: si chiude per consentire di avere aree libere per le file davanti ai negozi, per far posto a tavolini e sedie, per passeggiare, per incontrarsi, per socializzare.

E allora proviamo ad immaginare che la nostra Matera si possa presentare al nuovo mondo come modello di città sostenibile che ti accoglie in modalità “slow”. Andare piano, godere della storia, della cultura, assaporare gli odori ed i sapori del territorio, sentirsi accolti, camminare per i parchi lungo sentieri naturali, in una sensazione di “tempo dedicato alla vita e ai piaceri dell’anima”. La città storica di Matera non è fatta per le auto, si è adattata (male) al mezzo.

Non sarebbe stata proponibile questa visione prima del flagello sanitario, ma oggi sono cambiate tutte le nostre consolidate certezze. Metaforicamente avevamo preso la bici, avevamo scollinato dopo la salita delle guerre, avevamo pedalato nella dolce pianura del boom economico, avevamo iniziato la comoda discesa del benessere, e poi….abbiamo perso il controllo del mezzo con i più furbi (non necessariamente i più bravi) a tirare una volata che ha distanziato i ricchi dai poveri. Tutti abbiamo chiesto di più e oggi, impauriti, siamo tornati a sperare nel minimo sindacale. Matera deve ripresentarsi al mondo con un nuovo messaggio attrattivo che deve risultare “bello e possibile”. Qui si può vivere una vacanza nelle antiche case, si può camminare nella storia, ci si ferma a parlare, si vedono spettacoli nelle piazze, nei parchi, nelle cave, si mangia bene e sano, si respira la sensazione che torneremo a casa più ricchi. A Matera si arriva, si lascia l’auto, si prende una bici, un monopattino, un bus elettrico, una ferrovia sotterranea, un Apecar e si va lentamente nella città senza tempo. Questa via è stata timidamente tracciata in questi anni e ora è arrivato il momento di essere incisivi fino in fondo. Marcare i boulevard dedicando più attenzione all’arredo e al verde, diminuire i disagi di residenti nelle aree pedonali, mantenere gli itinerari consigliati con decoro e in sicurezza, facilitare l’uso delle biciclette con vie dedicate.

Ripeto questo è tracciato, forse timidamente, ma le azioni sono già in campo. Cosa manca? Manca il coraggio di immaginare ora ciò che fino a tre mesi fa pareva impossibile.

Un paio di esempi: riqualificare la Extramurale (via Lucana) come strada a traffico dedicato a mezzi pubblici elettrici, bici, pedoni, piccoli tender elettrici.
Ma immaginate che bello sarebbe arrivare in prossimità del centro, lasciare l’auto e godere del Parco del Castello, del boschetto, del Parco della Visitazione (futuro), della Villa comunale. Entrare in Piazza Vittorio Veneto, Via Ridola, purificati nel corpo e nella mente, predisposti a vivere appieno i Sassi. Solo un sogno? A volte i sogni si avverano. Matera 2019 lo ha dimostrato!!! Serviranno costanza e determinazione. Serviranno anni di buona amministrazione determinata nel perseguire gli obiettivi dati. Vorrei fare un esempio di una volontà di una comunità che ha avuto successo.

Nel 1980 si dismette a New York una linea ferrata nel centro di Manhattan. I cittadini la hanno sottratta alla speculazione edilizia per farne una delle attrazioni della Grande Mela: la High line, una via verde di circa tre km. con terrazze, passeggiate, luoghi di incontro. Non faccio questo esempio a caso. Noi abbiamo la vecchia via ferrata della Ferrovia Calabro Lucana che collegava Matera verso Montescaglioso. Una via tracciata abbandonata che taglia il Parco delle Chiese Rupestri, che attraversa un ambiente ”commovente”.

E allora perché non pensare la nostra High Line,che potremmo definire con la parola italiana Cammino?
Il punto di partenza sarà la stazione di testa delle FAL di Matera Sud collegata con il Campus universitario.Vorrei fare presente che il Cammino Materano è già un itinerario turistico internazionale (consiglio di leggere la rivista Meridiani Cammini).

Vi sembra impossibile? A me sembra solo visione del futuro possibile, ambientale e culturale.

* architetto

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