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Una lezione di danza

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MATERA – Le porte del Centro Danza di Matera si sono aperte 31 anni fa e non si sono ancora chiuse, anche se da marzo 2020 le scarpette a punta si muovono sul pavimento di casa e davanti a uno schermo. E’ la svolta che molte scuole di danza sono state costrette a affrontare e che la combattiva Mary D’Alessio ha compreso essere l’unica via d’uscita alla rassegnazione e alla chiusura definitiva.
«Sperimento questa nuova situazione che è paradossale, complicata e difficile, perchè i movimenti degli allievi devono essere osservati – spiega – ma dobbiamo fare i conti con la realtà, i ragazzi e i più piccoli che non devono essere demotivati». Le lezioni di danza si aggiungono così al carico digitale che i ragazzi affrontano già ogni giorno con la dad, in un età compresa fra i quattro e i 30 anni.

«Per fortuna molti di loro sognano questa professione e quindi ci siamo reinventati per garantire una offerta adeguata. Questo ha voluto dire – prosegue – rimodulare l’approccio alle lezioni e la didattica che deve essere anche un po’ ludico. L’aspetto molto entusiasmante è che i bambini anche per le lezioni on line si vestono con tutù, scarpette e chignon e questo ha aumentato ulteriormente la mia responsabilità. Per loro, in particolare, ho tenuto lezioni di approfondimento sulla storia della danza, mostrando balletti coinvolgenti che li possano coinvolgere».

La seconda fase del lockdown, per Mary, è stata anche una occasione per progettare, immaginare già alla ripresa e a nuove opportunità. «Il lavoro con gli allievi che studiano e devono affrontare concorsi e audizioni è andato avanti in modo regolare senza mai risentire di una alcuna pausa». Il gruppo degli insegnanti è composto da Mary e altri tre collaboratori che proseguono, ogni giorno, a tenere lezioni nelle diverse classi. «Molti erano spaventati dalla dad svolta a scuola, poi si sono resi conto che queste lezioni possono essere attive, dinamiche, interessanti. La mia giornata -tipo ormai è dedicata alle lezioni da preparare per la settimana, accendere il pc e davanti a uno schermo seguire una decina di allievi alla volta».

La formula trovata da Mary D’Alessio, però, non alleggerisce il peso di una difficoltà seria che in molti casi è coincisa con la chiusura delle attività.
«E’ difficile, non lo nego, ma è anche molto bello. Penso ai bambini che si fidano di noi e ogni volta mi commuovono per il loro impegno ma anche al fatto che le scuole di danza hanno modalità talmente sicure da non essere un rischio, così come i teatri. Spero che Draghi ci faccia tornare al lavoro. Io nel frattempo progetto e programmo. Sarò pronta per il momento in cui riapriremo».

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