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David Sassoli

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ERAVAMO migliaia nella Cava del Sole il 20 dicembre 2019, tutti con le bandierine azzurre dell’Europa, felici di salutare in questo modo il presidente del Parlamento europeo David Sassoli.

Eravamo tutti appagati e soddisfatti di un anno da Capitale europea della cultura in cui ci siamo sentiti protagonisti del nostro futuro. Avevamo negli occhi e nel cuore mille eventi culturali, migliaia di volti incontrati nei palchi e nelle piazze.

Era l’ultima festa nel luogo delle nostre origini: la Cava del Sole. L’accoglienza dei sempre sorridenti ‘volontari’, la distribuzione delle bandierine azzurre, il freddo vinto dal calore della massa. Eravamo lì per la festa, per le musiche, per i balli. Ma eravamo lì anche per sentir parlare del nostro futuro. I discorsi di rito, pensavamo. Tra gli ospiti, il più importante, il padrone di casa Europa, il presidente David Sassoli.
Lo avevamo già visto prima, da “semplice” eurodeputato godersi un bel caffè seduto in Piazza Pascoli al sole, a quel “sole ferocemente antico” da lui citato nel suo discorso.

Stando tra la folla in ascolto ti rendi subito conto se si stabilisce una empatia con chi è sul palco. Tra i tanti discorsi ascoltati in maniera più o meno distratta e rumorosa, accadde una magia: 5000 persone in silenzio a sentire un appassionato saluto (15 minuti) del presidente Sassoli. E’ stato come sentire un amico, un vero amico, stimolarti a continuare, incitarti a cercare un nuovo futuro fatto di cultura, storia, ambiente.

Abbiamo accompagnato il suo discorso permettendoci impunite interruzioni sottolineando con boati ed applausi, i passaggi più intensi. Terminato il suo saluto siamo diventati un mare blu di bandiere che ha commosso tutte le autorità sul palco, in una sorta di controcampo ideale che voleva solo invocare una volontà di non fermarsi, di continuare, di mantenere la promessa “Open future”. Siamo abituati normalmente a sentire i discorsi istituzionali con: faremo, diremo, saremo.

Questa volta li abbiamo sentiti in chiusura e da Sassoli sono arrivati messaggi quali: “fate, dite, continuate, io sono a vostra disposizione, al vostro fianco, per il Sud, per i giovani, per la cultura, per l’Europa”.
Nel suo discorso un riconoscimento a tutti noi, ma anche uno stimolo a continuare. Solo una decina di giorni dopo nel messaggio di fine anno sarà il presidente Mattarella a ringraziare Matera per aver onorato l’Italia in Europa.

Quel discorso nella Cava, risentito oggi, è ancora più emozionante e ci deve ridare energia per riprendere il cammino interrotto. Quel discorso va fatto ascoltare e vedere a chi visiterà Matera. Da qui la proposta di dedicare lo spazio coperto polifunzionale della Cava del Sole al presidente David Sassoli, con una postazione audio/video che, a richiesta, rilanci e renda atemporale il suo messaggio per Matera.
Un atto dovuto per chi ci ha amato disinteressatamente. Facciamo in modo che le sue parole rimangano “scolpite nel tufo”.

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