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Il set di "007 No time to die"

Tempo di lettura 3 Minuti

MATERA – Sarà anche la giornata uggiosa, il cielo grigio che determina una luce senza ombre, ma la lettura dell’articolo “Matera, un ciak nel buio” su Long Form di La Repubblica a firma di Carlo Bonini e Simonetta Sciandivasci, mi ha colpito nell’anima vestendo la mia domenica di un profondo senso di impotenza e tristezza. Per la mia città.

Sono tra quelli che in piazza San Giovanni piansero di felicità e di commozione il giorno della proclamazione a Capitale Europea della Cultura per il 2019.

Che anni belli e stimolanti sono seguiti, che bello sentirsi ospitanti dei ‘cittadini temporanei’, vedere e commentare, anche con severe, ma certamente costruttive, critiche, le tante attività dell’anno della Capitale.

Che bello era sentire i giovani che stavano realizzando la loro formazione fuori dalla città non escludere nel proprio futuro un lavoro a Matera. Poi, come in un sogno, il risveglio nel buio della pandemia. E siamo tornati al nostro “piccolo mondo”.

Andiamo orgogliosi e curiosi a vedere i Sassi nel film di Bond o in Tv con Imma Tataranni; vediamo ormai tutti i giorni i turisti attraversare la città senza renderci conto che non stiamo costruendo noi il nostro futuro bensì consumando il nostro passato. Il consumo non solo fisico ma anche culturale, emotivo, di appartenenza ai luoghi e alle storie: attendiamo fatalisticamente un nuovo film, una nuova serie televisiva, ospiteremo qualche evento internazionale, senza mai essere noi stessi gli sceneggiatori, gli autori del film del nostro futuro.

Ho consumato la mia vita professionale in una città che aveva una grande ambizione ‘Matera si progetta’ era il progetto/programma di una generazione di amministratori, di politici, di professionisti, di cittadini che hanno speso gli anni della loro vita costruendo un futuro in uno scenario con tante luci ma anche con tante ombre (ora è uscito il sole e allora provo a rallegrare la mia scrittura!)

Open future era il nostro slogan programmatico del 2019. E apriamolo allora.

Ci dicono tutti giorni che il PNRR ha i soldi ma non i progetti. Ma siamo diventati così rassegnati a non credere alla politica, abbiamo smesso di sognare?

Di opportunità ne avremmo e provo a fare solo un parziale elenco che titolerò “infrastrutture culturali”:

– Matera e il cinema

– Area Padula/Barilla. Solo il mese scorso il Presidente della Regione ha inviato ai giornali una nota in cui disegna uno scenario per l’area, da acquisire al pubblico e realizzare la sede per produzioni creative e cinematografiche. Una sollecitazione da cogliere al volo, da acquisire come progetto strategico della città, che farebbe fare a Matera “un ciak nella luce” (registrando il senso del titolo su Repubblica).

È stata presentata la prossima apertura della ‘Casa del Cinema’ nel palazzotto Ex Enel di via Lucana: speriamo arrivi presto in piena operatività!

– Matera e il turismo

Non nascondiamoci più, non facciamo gli snob infastiditi: Matera è una città turistica. E allora deve presentare tutte le opportunità che la storia ci ha affidato.

Non basta più concentrare i flussi sugli assi consolidati, iniziano ad essere invadenti e massicci. Bisogna inventare nuove destinazioni d’interesse che serviranno ad arricchire l’offerta e a diluire i flussi, nonché a far lavorare meglio gli addetti all’ospitalità. Alcuni esempi: Il Castello Tramontano, gli ipogei di Piazza Vittorio Veneto, il Parco delle Chiese Rupestri, le vie naturalistiche, La Vaglia e le Cave settecentesche, il Cine Teatro Duni.

– Matera e lo Sport

Le grandi stagioni del volley, dell’hockey, del basket, del calcio, non vanno dimenticate bensì ricordate ed esaltate come motivo di orgoglio di una piccola città senza tessuto imprenditoriale che ha saputo tenere nei massimi campionati le squadre con ottimi risultati sportivi, partendo dallo sport di base. Bisogna provare ad essere attrattivi anche programmando la rigenerazione delle strutture sportive che abbiamo, utilizzando i fondi PNRR. “I soldi ci sono, i progetti no”.

La rigenerazione fisica si determina a valle di un progetto concettuale di destinazioni d’uso e di aggiornamenti organizzativi con un serio approfondimento sulle successive gestioni per l’utilizzo immediato da parte della comunità.

-Matera e i materani

abbiamo dimostrato al mondo che la città ha degnamente rappresentato la Capitale Europea della Cultura. La città è fatta anche dei cittadini residenti. E allora: orgoglio gente! Abbiamo il dovere di creare una opportunità di vita ai nostri figli e a chi vorrà venire a vivere qui. Riprendiamoci il presente, impariamo dal passato, costruiamo il futuro.

Riscriviamo sui muri ‘Matera si progetta!’ non dimenticando che la cera si consuma, anche se la processione non cammina.

*architetto 

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