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Pd, la galassia lucana dei "frondisti"
Da Sinistra Italiana alla fondazione dalemiana

Basilicata
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di EUGENIO FURIA

POTENZA – «Crediamo nel Pd ma vogliamo cambiarlo»: se quello di Roberto Speranza non è uno slogan per la corsa alla segreteria nazionale del partito poco ci manca. E ancora: «Noi non restiamo nel Pd, noi siamo il Pd. Il che è una cosa più profonda». A margine della seconda giornata di lavori di Sinistra riformista, a San Martino in Campo a Perugia, Speranza gongola per la riuscita dei forum tematici, «gruppi di lavoro» ideati per «costruire una nuova agenda per l'Italia e per il Pd». Ma ieri era il giorno di Massimo D'Alema, «è stato ministro degli Esteri ed era inviato a Gerusalemme, mi aspetto un contributo frizzante» ha commentato Speranza. A chi gli domandava dell’intervista dell’ex premier al Corriere della Sera, lui rispondeva "alla D'Alema": «Ha parlato di scissione? Non mi risulta, non ho letto quell'intervista». 
L'idillio tra i due è proseguito in serata. Ringraziando Speranza, D'Alema dal palco ha voluto «esprimere il mio apprezzamento per il lavoro di elaborazione che si svolge qui» ma non ha inteso «rispondere su altri aspetti: ci sarà tempo, ci saranno luoghi. Ho espresso le mie preoccupazioni sul Partito democratico, ci sono state delle risposte. Ci sarà il tempo, un momento per replicare. Oggi sono qui per dare il mio contributo a queste giornate di riflessione sui temi della politica internazionale».

LA GALASSIA DALEMIANA E infatti i temi sono macro (Libia, Regeni, Lula) proprio come il giorno prima era stato per il potentino ex delfino di Bersani, che – vista la platea e le premesse della tre giorni – aveva giustamente glissato sulle cose di Basilicata. Ma chi ci sarebbe nel fronte lucano di un fantomatico «Partito della Sinistra» per la cui leadership Gianni Cuperlo s'è candidato via twitter – tra il serio e il faceto – la mattina che tutti i social iniziavano a condividere e commentare l'intervista del lìder Massimo al Corriere della Sera
Anzitutto bisogna dire che a Potenza ha sede BasilicataFuturo, un think tank dalemiano figlio della fondazione ItalianiEuropei. Sito fermo a maggio 2015 ma militanti alquanto attivi sui social benché trasversali per età, incarichi e provenienze. Nell'orbita della fondazione stanno a braccetto Giovanni Casaletto, ex Sinistra Giovanile giovane ricercatore dell'Ires-Cgil, e il deputato Vincenzo Folino, vecchio volpone della politica lucana di area ex Pci e oggi tra i fondatori di Sinistra Italiana (l'altroieri D'Alema si è fatto vedere proprio a un congresso di politica internazionale di SI), Filippo Bubbico (ex ds, viceministro pd all'Interno, che domani sarà a Potenza con Alfano) e il presidente del Consiglio regionale Piero Lacorazza. Insomma: giusto per rimanere nel campo della fantapolitica, saremmo di fronte a un aspirante iscritto al nuovo partito (Casaletto), un già-fuoriuscito (Folino) e due esponenti convintamente organici al Partito, anche con importanti ruoli istituzionali fatte le dovute proporzioni. 
Ma c'è davvero lo spazio per un nuovo partito a sinistra del Pd? Se nella famosa intervista di due giorni fa ad Aldo Cazzullo – quella che Speranza dice di non aver letto –, D'Alema aveva sentenziato che «sta crescendo un enorme malessere a sinistra del Pd, nessuno può escludere che nasca un nuovo partito», da Perugia l'ex capogruppo alla Camera che si dimise per l'Italicum si era affrettato a precisare che «noi stiamo con due piedi dentro il Pd, per costruire un'alternativa nel partito», riferimento sibillino al congresso su cui la minoranza dem spinge ora più che mai. Il concetto della battaglia dentro il recinto dem è stato ribadito ieri, e in un certo senso la frase di Speranza su un impegno – affatto scontato – della sua minoranza nelle liste del Pd alle amministrative di giugno illumina anche il versante lucano della faccenda: in Basilicata gli speranziani Lacorazza e Cifarelli, al netto degli scenari in fieri sul doppio fronte rimpasto-presidenza del Consiglio, non rinuncerebbero mai alla visibilità e ai ruoli di cui godono, e naturalmente sotto le insegne del Pd proprio come salmodia il loro capocorrente. Il congresso regionale farà il resto.
Chiude il quadro il melfese Alfredo D'Attorre: anche lui con Folino in SI, ieri ha fatto sapere che Sinistra Italiana ha rinviato il suo congresso a fine dicembre «in attesa di nuovi arrivi», aggiungendo che «il referendum costituzionale sarà lo spartiacque e il vero congresso del partito della nazione», congresso che invece è previsto per l'autunno 2017 anche se qualcuno, Giovani turchi compresi, suggerisce che si faccia a gennaio, proprio dopo il referendum costituzionale di ottobre. Il dibattito è più che aperto, dunque, e non solo su un fronte: stamattina si chiude anche la scuola di formazione dem e non sono esclusi sviluppi (parlerà Orfini), all'ora di pranzo toccherà invece al protagonista assoluto di questi giorni: Speranza sarà intervistato da Lucia Annuniziata nella sua striscia domenicale "In mezz'ora" (inizio ore 14,30). Ma prima c'è un aneddoto, a cui forse la mente di molti lucani è andata nel sentire gli ultimi strali dalemiani contro il premier: sembra una vita fa ma parliamo di poco più di due anni fa.

UN PRECEDENTE Massimo D'Alema era in Basilicata per sostenere Cuperlo alle Primarie: con lui Vito De Filippo e Piero Lacorazza. Ma già allora, più che sulle Primarie, D'Alema si concentrò su Matteo Renzi, al tempo – siamo al 3 dicembre 2013 – semplicemente uno dei competitor. Il sindaco di Firenze? «Giovanotto dalle troppe ambizioni», «pericolo per il Pd e per il Paese», «politico dal lessico distruttivo. Capisco – tuonava D'Alema – che Renzi sa comunicare, ma la comunicazione non è tutto, anzi. Ve lo immaginate Cuperlo che va a cena con Briatore o in visita ad Arcore? No. E io voglio un segretario che faccia il segretario e che sappia dire di no agli inviti privati di Berlusconi. Renzi ha sbagliato. Per me doveva restare in riserva aspettando di essere il candidato premier di tutti noi. Invece ora questo rischia di essere il trampolino sbagliato. Perché non c’è l’acqua in piscina (le elezioni subito) e rischia di logorarsi». Di lì a pochi mesi, le cose dimostreranno il contrario.

e.furia@luedi.it

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