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Non solo Arpab: il Dipartimento ambiente
secondo la Cgil è completamente da rifondare

Basilicata
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POTENZA - “Si continua a dibattere la questione Arpab in merito all’inefficacia o carenza dei controlli: il tema è, e rimane, tutto politico. Infatti, le responsabilità maggiori sono ascrivibili alla Regione ed in particolare al Dipartimento Ambiente. In tutti questi anni si è operato come se fossimo in un quadro di normalità pur essendo in presenza di attività altamente impattanti per il nostro territorio. Il Dipartimento Ambiente, nel corso del tempo, ha continuato ad emettere, senza i dovuti approfondimenti, procedimenti autorizzativi (Aia) per Impianti fortemente impattanti sull’Ambiente come Fenice ed il Centro Olio di Viggiano (Cova)”. È quanto fa sapere Angelo Summa in un comunicato inviato alla stampa. “In tutta leggerezza, la Regione Basilicata, ha concesso Autorizzazioni Ambientali pur consapevole di quali controlli non fosse in grado di svolgere l’Arpab ed ignorando le carenze di strumentazione che le impedivano, tra l’altro di procedere ai controlli in emissione dei microinquinanti nell’aria. Dal 2009 abbiamo denunciato la grave situazione di caos organizzativo dell’ente, la mancanza di laboratori accreditati, l’esecuzione di poche analisi, l’assunzione irregolare di interinali con profili amministrativi, la scellerata gestione economica. Denunce, reiterate anche successivamente sino al 2015 quando le vicende del mancato bilancio hanno comportato la totale paralisi dell’attività tecnico-amministrativa. Con la legge di riforma dell’ente, la Regione, pur avendo introdotto due significativi elementi di responsabilizzazione della dirigenza Arpab (ricognizione delle attività “obbligatorie” e individuazione delle attività che possono essere oggetto di esternalizzazione), non ha colmato la sua maggiore lacuna: l’assenza di efficaci azioni di gestione, controllo e indirizzo da parte della Regione Basilicata e del Dipartimento competente. Purtroppo, da sempre, l’Ambiente è stato trattato con le vecchie logiche delle nomine, applicando esclusivamente il criterio dell’ appartenenza e dell’assoggettamento politico”.

“Se si vuole salvaguardare il territorio e la salute dei lucani” chiude e precisa Summa, “si intervenga in primis sul Dipartimento Ambiente, che oltre ad avere il compito di adottare un piano di Tutela dell’acqua ed un piano di risanamento della qualità dell’aria (di cui non vi è traccia), ha la titolarità della programmazione e del rilascio di autorizzazioni ambientali che minimizzino gli effetti nocivi sul territorio. All’Arpab spetta, certamente il compito di monitorare, e per espletarlo compiutamente sono necessari idonei strumenti operativi e tecnici, a partire dall’accreditamento, dal potenziamento dei laboratori, dall’acquisizione strumentazioni, al fine di garantire il monitoraggio di tutte le matrici ambientali. Solo,con queste azioni, si potrà dare all’Ente la necessaria autorevolezza nei controlli. Il resto rischia di essere l'ennesima discussione per mettere in pasto all' opinione pubblica interventi che sono solo spot/proclami propagandistici. 

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