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«Basilicata Svizzera d'Italia? Impossibile
per colpa di disoccupazione e inquinamento»

Basilicata
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“Chi come me ha un amore sfrenato per la propria terra d'origine, non può non intervenire per la sua salvaguardia e la sua integrità. Da sempre noi lucani, anche se in punta di piedi, siamo partiti per assicurare un futuro alle nostre famiglie, ma soprattutto alla nostra regione, per poi ritornare e goderci i sapori e saperi della nostra amata terra. In parte, bisogna dire, che negli anni  ’60 ’70 ‘80 ci siamo riusciti, visto che le nostre rimesse sono state la prima voce d'entrate in regione e in Italia e, in contemporanea,  abbiamo fatto grandi anche i paesi che ci hanno accolto. In tantissimi casi, abbiamo avuto e abbiamo corregionali che si sono distinti e si distinguono  nel mondo della finanza, della politica, nella ricerca, nel cinema, nella musica, nello sport, nell'imprenditoria e nella grande industria.  Quando qualcuno di noi si fa strada e sale agli onori della cronaca mondiale, in regione, a tutti i livelli Istituzionali, diventa momento d'orgoglio per tutti”. E’ quanto afferma il vice presidente della Federazione dei lucani in Svizzera, Giuseppe Ticchio. Rivolgendosi ai rappresentanti istituzionali, sottolinea che “oggi la Basilicata avrebbe dovuto essere la ‘Svizzera d'Italia’, e invece siamo una delle regioni più povere d'Italia. Anziché salire agli onori della cronaca nazionale per presentare ‘Matera 2019’ io aggiungerei anche ‘Basilicata 2019’, emergono, gli scandali, e problemi legati allo spopolamento della regione, con tanti giovani che emigrano alla ricerca di un futuro migliore”.

“A questo punto  continua Ticchio  - c’è da chiedersi che cosa non funziona in Basilicata? La politica, le istituzioni, magari una non capillare programmazione? Sicuramente la classe dirigente di questo ultimo quarto di secolo ha avuto un ruolo determinante nella disfatta della nostra regione, visto che lo Stato ci ha tolto tutto ciò che poteva toglierci, regalandoci in cambio inquinamento territoriale e ambientale. Due ultimi atti ci restano da vivere: il sito per il deposito delle scorie radioattive che da qua a qualche mese ci troveremo in regione e il progetto delle macroregioni che smembrerebbe definitivamente la nostra amata Basilicata”.

“Come lucano nel mondo – conclude Ticchio - faccio appello al nuovo Presidente del Consiglio, Franco Mollica, unitamente a tutti i Consiglieri regionali di vigilare con attenzione su questi ultimi attacchi alla nostra Regione, preservando la nostra identità lucana. Vista l'esperienza e la forza di volontà che ha manifestato nel suo intervento d'insediamento, il Presidente Mollica, sono certo darà un'impronta nuova a tutto il Consiglio regionale e a tutta la Regione”.

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