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Pd Basilicata, la bufera espulsioni si abbatte sul congresso regionale SCEGLI IL TUO SEGRETARIO

Basilicata
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I tre candidati alla segreteria regionale del Pd: da sin. Polese, Purtusiello e Santarsiero
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POTENZA – «Chiederò al segretario nazionale Matteo Renzi di annullare tutti i provvedimenti di espulsione e sospensione dal Partito democratico adottati per gli iscritti di Rapolla»: nel giorno in cui la Commissione nazionale di Garanzia esclude dall’anagrafe 2 tesserati per l’intero 2018 e ne sospende altrettanti fino al 21 dicembre 2017, Vito Santarsiero urla le proprie ragioni, difende chi lo ha ospitato nella famosa visita di domenica scorsa davanti alla porta d’ingresso (sbarrata) del circolo di Rapolla e rilancia: «Sarebbe appena il caso di ricordare che a voler prendere provvedimenti di tale tipo nella regione Basilicata si dovrebbe partire da quanto accaduto nelle scorse elezioni amministrative a Potenza e Matera dove vertici e pezzi consistenti e significativi del Partito democratico hanno determinato la sconfitta dei  candidati e delle liste dello stesso partito, così come si dovrebbe intervenire per quanto accaduto in tanti altri comuni dove sono state messe in campo liste ammantate di civismo ma nate per essere contrapposte al Pd».

UNA LETTERA PER RENZI  Il consigliere regionale del Pd, candidato alla segreteria contro Mario Polese e Vittoria Purtusiello, ha annunciato l’invio di una nota all’ex premier. Nel pieno della contesa congressuale – e con il presidente della Commissione regionale Donato Riserbato che invitava ad abbassare i toni – domenica scorsa, proprio da Rapolla, Santarsiero aveva ironizzato sulla proposta di Polese di riaprire le sezioni per celebrarvi feste di compleanno: «Incontro con amici per parlare di Pd... a proposito di partito con porte chiuse che ha bisogno di aprirsi ed essere plurale». Questa la sarcastica e amara didascalia alla foto social del gruppo di democratici infreddoliti.

Per Santarsiero il caso Rapolla è «una vicenda paradossale che interessa persone degne che hanno fondato il Partito democratico, che lo hanno servito e  guidato per oltre un decennio e che sono stati addirittura selezionati per la scuola nazionale di formazione politica».

E aggiunge: «È stata proprio l’assenza per anni di guide e di organi a livello regionale e provinciale a far sì che a livello locale, invece di avere la sintesi tra gruppi dirigenti, si sono determinate situazioni di contrasto e contrapposizione su cui meditare piuttosto che intervenire con tali provvedimenti.  Situazioni che continuano ad avere gravi riflessi come il caso della segreteria locale del Pd proprio del comune di Rapolla che ha rifiutato di aprire le porte del partito ad un incontro congressuale da me richiesto nella veste di candidato alla segreteria regionale». Non manca un appello finale a «unire e non dividere» perché «non si può nel pieno di un congresso adottare atti di questo tipo. Il partito per il quale sono sceso in campo e per il quale chiedo il voto è un partito dalle grandi radici, plurale, aperto ed inclusivo, presupposti indispensabili per avere consenso e fiducia nella gente. Dovremmo fare nostra una frase del Vangelo – conclude il consigliere dem – che dice: “Un regno diviso in se stesso non può reggersi”».

IL CASO RAPOLLA Intanto, resta un fatto il ricorso del segretario di Circolo di Rapolla che ha chiesto e ottenuto a Roma (la firma è di Roberto Montanari, presidente della Commissione nazionale di Garanzia) l’esclusione dall’Anagrafe degli iscritti del Pd e il divieto di registrazione per il 2017 e 2018 per Aldo Francesco Fensore e Gabriele Cristofaro («in quanto candidati in una lista contrapposta a quella del Pd nelle ultime elezioni amministrative locali») e per Giuseppe Larotonda e Massimo Latocca (delegati della lista contrapposta a quella del Pd) sospesi fino al 21 dicembre 2017. Dal circolo di Rapolla non manca un riferimento proprio alla visita di Santarsiero organizzata «dai destinatari del provvedimento sanzionatorio». L’«appartenenza», secondo il segretario che parla di «zavorre che creano problemi e alimentano solo inutili contrapposizioni», è stata usata per «affossare» il Pd e «strumentalizzare la vicenda congressuale» per «creare ulteriori tensioni nel circolo».

GLI ALTRI SFIDANTI In questo clima, Mario Polese invita alla distensione: «Il nostro viaggio di ascolto delle #comunitademocratiche  non conosce soste ma solo tappe. Ieri (mercoledì – ndr) a Melfi e a Palazzo San Gervasio abbiamo vissuto due bei momenti di confronto franco, diretto, democratico. Il nostro popolo ci chiede coesione e responsabilità, per questo non dobbiamo usare questo congresso per dividerci ma per unire territori e persone. Dal 3 dicembre inizierà una nuova storia in cui i veri protagonisti saranno i lucani che si riconoscono nei valori della libertà, della democrazia, del rispetto, e che hanno a cuore il futuro della propria terra».

Ma i toni non sembrano per niente svelenirsi, dopo che – tra le altre cose – nei giorni scorsi su facebook un iscritto Uil aveva offeso la stessa Purtusiello definendola «ragazzina» salvo poi scusarsi, dopo che il governatore pugliese Michele Emiliano e il segretario generale della Uil lucana, Carmine Vaccaro,  avevano stigmatizzato il comportamento solidarizzando con l’esponente dem.

Ora si aggiunge la vicenda di Santarsiero che sicuramente non sarà indolore, mentre a Matera tiene banco il caso Scarola.

LA CONSULTAZIONE DEL QUOTIDIANO E c’è un’altra settimana per partecipare alla consultazione promossa dal Quotidiano del Sud: sul sito, la situazione vede al 37% Mario Polese (819 voti), al 46% Vittoria Purtusiello (1031 voti) e al 18% Vito Santarsiero (393 voti). Si può esprimere una preferenza anche ritagliando il coupon in prima pagina e consegnandolo o spedendolo alle nostre redazioni. Intanto, Polese alla radio Br2 di Sant’Arcangelo ha dichiarato che non farà il confronto pubblico che la Purtusiello gli chiede da giorni.

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