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Elezioni 2018, clamorosa sconfitta del Pd. Al M5S  i tre collegi uninominali lucani, centrodestra secondo

Basilicata
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Le operazioni di voto ieri a Potenza (foto A. MATTIACCI)
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POTENZA –  La notte elettorale in Basilicata ha fatto segnare la sconfitta, clamorosa nei numeri, del Pd, partito alla guida della Regione e, con la coalizione di centrosinistra, ora addirittura terza forza alle spalle del Movimento Cinque Stelle e della coalizione di centrodestra.

È il primo responso che esce dalla domenica elettorale segnata anche dalla morte di un'anziana signora in un seggio di Matera.

Al Senato il Movimento 5 Stelle al 41,3% (i pentastellati vincono i 3 collegi uninominali lucani), al secondo posto il centrodestra

In particolare è stata netta la sconfitta della coalizione di centrosinistra nell'unico collegio uninominale al Senato: a scrutinio completato in 540 sezioni su 681, Gianni Pittella (presidente del Gruppo Socialisti e democratici al Parlamento europeo e fratello del governatore lucano, Marcello) è fermo al 22,5%, lontanissimo dal 41,3 del vincitore Saverio De Bonis (M5S) e distaccato anche dal candidato del centrodestra Pasquale Pepe (26,3). Ancora peggiore il dato della lista dei dem, al 17,9%. Con il 5,6% della candidata Cristiana Coviello, Leu, invece, in Basilicata, quasi "doppia" il risultato nazionale ma non si avvicina alla doppia cifra auspicata alla vigilia dai dirigenti lucani del partito.

BOOM A 5 STELLE
In Basilicata - dove ha votato il 71,1% degli aventi diritto rispetto al 69,2 del 2013 (in provincia di Potenza, 98 Comuni su 100, ha votato il 71,3%, rispetto al 68,9% nel 2013, in quella di Matera il 67,5% rispetto al 66,5 nel 2013) - è netto, ben oltre il 40%, il successo del Movimento cinque stelle, che eleggerà alla Camera anche il presidente del Potenza calcio, Salvatore Caiata, espulso una decina di giorni fa dal Movimento perché indagato per riciclaggio. A oltre metà dello scrutino Caiata è in netto vantaggio, con il 42,1% nel collegio uninominale Potenza-Lauria della Camera. Il M5S ha vinto anche gli altri due collegi uninominali lucani.

Capitolo a parte per lo stesso Pittella, che è stato eletto in Campania al Senato con il sistema proporzionale: «Per quel che mi riguarda, alla luce della mia elezione al Senato della Repubblica, non posso che rinnovare e rafforzare il mio impegno per il Sud. Voglio ringraziare i cittadini della Basilicata e della Campania che - aggiunge Pittella - si sono impegnati in queste settimane di campagna elettorale, e che hanno espresso il loro consenso per il Partito Democratico e la coalizione di centrosinistra. Prendo atto del risultato. I cittadini hanno fatto una scelta chiara, e hanno affidato la loro fiducia al Movimento 5 Stelle e alla coalizione di centrodestra. Che si assumano la responsabilità di governare il Paese».

Allo stesso modo, Roberto Speranza (LeU) viene eletto in Toscana.

GLI SCONFITTI ECCELLENTI  
Le sconfitte elettorali di Francesca Barra (giornalista e scrittrice) e Guido Viceconte (parlamentare prima europeo poi italiano dal 2001 e anche Sottosegretario con Berlusconi premier) sono due emblemi dell'esito negativo delle elezioni politiche per il Pd in Basilicata, terra da sempre generosa di successi per il centrosinistra. Barra fu annunciata dallo stesso leader del Pd, Matteo Renzi.

CHI PASSA
In Basilicata il Movimento cinque stelle è passato dai due eletti del 2013 agli otto sui 13 parlamentari complessivamente usciti dalle urne lucane: lo ha reso noto l'europarlamentare pentastellato Piernicola Pedicini, sottolineando che "il M5s diventa il primo partito in Basilicata con uno straordinario e schiacciante 44,35% alla Camera e il 43% al Senato". Nel comunicato Pedicini ha espresso "un grande in bocca al lupo e ringraziamento al nostro capo politico Luigi Di Maio, a Beppe Grillo e ai nostri eletti Mirella Liuzzi, Vito Petrocelli, Saverio De Bonis, Gianluca Rospi, Agnese Gallicchio, Arnaldo Lomuti e Luciano Cillis", senza quindi fare riferimento a Salvatore Caiata, vincitore del collegio uninominale della Camera Potenza-Lauria da espulso dal M5s dopo il suo coinvolgimento in un'inchiesta della Procura di Siena. Al Senato sono stati eletti De Bonis (uninominale), Petrocelli, Gallicchio e Lomuti (proporzionale); alla Camera Caiata, Rospi (uninominale), Liuzzi e Cillis (proporzionale).

In Liberi e Uguali – a fronte di un deludente risultato generale (i leader Grasso e D'Alema perdono nei loro territori Sicilia e Puglia) in cui però passa "in trasferta", come detto, il potentino Speranza –  è ancora in forse il melfese Alfredo d'Attorre.   

LE REAZIONI
Uno dei primi a parlare è il radicale Maurizio Bolognetti, candidato nei prodiani di Insieme: «Oggi non è il momento di leccarsi le ferite, ma il momento di rilanciare, di discutere, riflettere e cambiare davvero. Al posto di alcuni degli attori in campo inizierei a farlo partendo da una frase di Carlo Rosselli, che nei suoi scritti dell'Esilio affermava: "E' questa assenza di vita, di fede coerente, di combattività che spaventa. Si creda pure nella luna, ma che si combatta per la luna". Per il resto, mi sia consentito di poter ringraziare i circa 3500 lucani che hanno voluto sostenere con il loro voto chi ha inteso innalzare, anche in queste presunte elezioni, la bandiera dello Stato di diritto, della Democrazia, della strenua difesa del dettato costituzionale, del diritto di un popolo a poter conoscere per deliberare».

Caiata "cancellato" dai grillini, Pittella eletto in Campania. Lacorazza (Fronte Dem): «Miope avere pregiudizi per il M5S» 

Il segretario egionale del Pd, Mario Polese, prende «atto del risultato che ci hanno consegnato le urne e che interessa la Basilicata come tutta Italia. Da subito apriamo un'approfondita riflessione.  Non si può non riconoscere la vittoria del Movimento 5 Stelle e della colazione di Centrodestra. Poco conta che nella nostra regione tanto alla Camera con il Pd al 16,4 e la coalizione al 19,6 quanto al Senato con il Pd al 17,25 e il centrosinistra al  21,37, il Partito democratico abbia ottenuto il miglior risultato di Sud, isole e parte del centro.  Credo, come ho già avuto modo di dire in questi primi tre mesi della mia segreteria, che sia inequivocabile la necessità per il nostro partito di riannodare il rapporto con i cittadini attraverso processi di autocritica e rigenerazione che passino, a partire dai prossimi giorni, da un dibattito negli organismi di partito, nelle sezioni e soprattutto tra le tante comunità democratiche di questa regione.  Colgo l’occasione per ringraziare i tanti volontari e attivisti che si sono spesi con abnegazione in questa campagna elettorale, i candidati che non hanno risparmiato energie e i cittadini che credono in noi.  I miei migliori auguri a tutti i parlamentari lucani eletti, fiducioso che sapranno spendersi per il bene della Basilicata».

A stretto giro il commento di Vittoria Purtusiello (Fronte Democratico): «Il popolo ha rottamato le primarie del 3 dicembre!  Alle elezioni abbiamo raccolto migliaia di voti di meno..e sono passati solo 3 mesi!  La “dichiarazione silenziosa” di Polesesembra piuttosto un modo per vivacchiare aspettando che passi la nottata. Ancora nessuna assunzione di responsabilità. Siamo alle solite..al rito ormai stanco.  E intanto..che fine ha fatto la Rivoluzione? Quella democratica l'ha fatta il popolo! È il caso di prenderne atto e di smettere di far finta che non è accaduto nulla». Le fa eco, dalla stessa corrente (Emiliano) il consigliere regionale Piero Lacorazza in un tweet con l'hashtag #attograve: «La linea non la decide Renzi ma la direzione del Pd dopo aver ascoltato il presidente Mattarella e i gruppi parlamentari. Avere un pregiudizio per il M5S senza ascoltarne le proposte è miopia politica». 

Dal fronte speranziana parla invece Antonello Molinaricoordinatore regionale della campagna elettorale: «Il responso elettorale è stato netto ed inequivocabile, soprattutto nel Mezzogiorno ed in particolare in Basilicata, con il corpo elettorale che, con un’affluenza superiore alle precedenti consultazioni, ha espresso una chiara volontà di cambiamento ed un severo giudizio negativo sulla gestione della Cosa Pubblica a qualsiasi livello istituzionale, di cui democraticamente e doverosamente occorre prendere atto. In tale contesto, è risultata complessivamente penalizzata anche la proposta di Liberi e Uguali, un soggetto politico sorto a ridosso delle elezioni, evidentemente purtroppo ancora accomunato agli occhi dell’ opinione pubblica, nonostante la scissione, alle deludenti esperienze governative del Pd. In ogni caso, Liberi e Uguali, sebbene con un risultato al di sotto delle aspettative e delle sue oggettive potenzialità di radicamento elettorale, ha conseguito l’obiettivo minimo di un’autonoma presenza nel Parlamento Italiano, che oggi rappresenta il punto di ripartenza per la ricostruzione di un nuovo centrosinistra. In Basilicata - grazie anche alla candidatura di personalità autorevoli e rappresentative come Filippo Bubbico, Cristiana Coviello, Vincenzo Folino e Roberto Speranza - Liberi e Uguali, con il 6,44%, cifra quasi doppia rispetto a quella nazionale, ha ottenuto la percentuale più alta d’Italia, con un significativo picco di quasi il 10% nella città di Potenza, che ha fatto registrato il dato più elevato per Liberi e Uguali tra i capoluoghi di regione». Per Molinari «nonostante ciò e al generoso impegno profuso dagli altri candidati a questa tornata elettorale, dai dirigenti e da tantissimi militanti, che ringrazio di cuore uno ad uno, non è stato centrato, per qualche centinaia di voti, l’obiettivo di eleggere un deputato ed un senatore nella nostra regione. In Parlamento saremo rappresentati dal nostro leader, Roberto Speranza, eletto in un’altra circoscrizione. Insieme a lui, non disperdendo il patrimonio di cittadinanza attiva e di passione politica aggregatosi attorno alle nostre idee e proposte in questi mesi, ci adopereremo per rifondare in Basilicata un nuovo campo progressista, democratico e civico, che fornisca risposte all’altezza delle aspettative di cambiamento e di rinnovamento della politica emerse dal voto di domenica scorsa, proponendo ai lucani, a partire dalle elezioni regionali del prossimo autunno, una credibile ed innovativa alternativa politica e programmatica all’attuale desolante stato in cui versa la Basilicata. Il progetto politico di Liberi e Uguali prosegue, gli oltre 20.000 voti ricevuti dai lucani rappresentano solo la prima pietra per la costruzione di una nuova ed accogliente casa progressista, democratica, civica ed ambientalista per riconnettere sentimentalmente la politica con i bisogni e le esigenze del popolo lucano».

ROSA (FDI) SI DIMETTE: «DA SOLI NON ANDIAMO DA NESSUNA PARTE»
Per il capogruppo di Lb-Fdi Gianni Rosa «il voto in Basilicata è stato influenzato dalle dinamiche nazionali, come è giusto trattandosi di elezioni politiche, e dal voto di opinione che ha spinto gli animi esasperati dei cittadini verso posizioni più estremiste. Al contempo, nonostante Fratelli d’Italia abbia tenuto più di altri partiti incrementando la propria percentuale passando dal 2,3 alla Camera delle politiche 2013 al 3,7, dal 2,4 al Senato al 3,7, ho ritenuto opportuno rassegnare le mie dimissioni da coordinatore regionale. Il nostro partito è maturo per darsi una strutturazione politica, dimostrando di avere una classe dirigente pronta ad assumere un ruolo di primo piano nella politica regionale e nazionale. Il partito regione è stato abbattuto, finalmente – continua - ma il centrodestra, che conferma il proprio elettorato, ha dimostrato di non essere polo attrattivo sufficiente a guidare la Regione. Per questo ci impegneremo ancora di più a dimostrare che, oltre il disfattismo dei cinquestelle c’è di più. Che i lucani possono contare su persone per bene, che al di là del fine di distruggere il sistema Basilicata costruito dal centrosinistra c’è chi vuole e può costruire un futuro per questa nostra Terra. Per questo, senza polemiche – dice Rosa - facciamo un appello bonario a Pasquale Pepe, prima ancora che per il suo ruolo istituzionale, all’uomo Pasquale Pepe, eletto anche grazie ai voti di Fratelli d’Italia. Il nostro partito non è decisamente una ‘frattaglia’, come sa bene, ed è grazie ai 10.628 nostri elettori che adesso andrà a rappresentare la Basilicata in Senato. Continueremo come sempre nella nostra azione politica – conclude – cercando di creare un centrodestra unitario, alternativo al centrosinistra e ai cinquestelle. Queste elezioni politiche hanno dimostrato, se ce ne fosse stato ancora bisogno, che solo uniti i partiti di centrodestra possono rappresentare una reale svolta. Da soli non andremo da nessuna parte».

 

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