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Potenza, l'assessore Celi non lascia e si autosospende dal Partito democratico

Basilicata
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Carmen Celi (foto da fb)
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POTENZA – L’assessore alle Attività produttive, Politiche giovanili e Pari Opportunità del Comune di Potenza, Carmen Celi, rompe il silenzio e interviene - con una nota - in merito alla vicenda politica che riguarda la volontà del Partito democratico di Basilicata, sancita nel corso della direzione regionale di venerdì scorso, di «ritirare la propria delegazione dalla giunta municipale guidata dal sindaco Dario De Luca». 

Una decisione non condivisa da parte di Celi, componente, tra l'altro, dell'assemblea e della direzione regionale del Pd. «Ero fuori Potenza per motivi di lavoro - afferma l'assessore Celi - e non ho pertanto potuto partecipare ai lavori della direzione. Ho appreso subito dopo con indignazione e stupore le determinazioni deliberate dall'organismo di cui ho fatto parte come componente della maggioranza. Circa la decisione unanime del Partito democratico lucano di uscire dalla giunta, dico subito a scanso di equivoci che per quanto mi riguarda non ne ho alcuna intenzione. Ma per correttezza comunico altresì la mia auto sospensione a tempo indeterminato dal Pd».

Celi ne spiega poi i motivi: «Innanzitutto il provvedimento del Pd ha il sapore della epurazione "contra personam", perché non si parla d'altro del fatto che io debba rassegnare le mie dimissioni, ma mai si é parlato del fatto che le sorti dell'amministrazione comunale sono rette dai consiglieri comunali a cui indistintamente va il mio plauso, poiché sono loro a garantire la fiducia al sindaco e ad approvare i provvedimenti tra cui quello fondamentale del bilancio. A tal proposito voglio ringraziare il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, senza la cui sensibilità politica e solidarietà istituzionale non sarebbe stato possibile attuare alcun salvataggio della città». 

«Tornando alla vicenda che mi chiama in causa - prosegue Celi - quindi, non sarebbero le mie dimissioni dalla giunta a "staccare la spina" a De Luca. Allora mi chiedo: a cosa servirebbe uscire dal governo della città, se l'amministrazione De Luca continua il suo percorso di legislatura? Possibile che i problemi del Pd lucano troverebbero la soluzione con la testa della sottoscritta offerta sull'altare di Vito Santarsiero? Qua si sta solamente facendo mobbing politico ad un assessore che ha la sola colpa di aver servito la città al pari di tutta la maggioranza in un momento molto difficile per Potenza. Ora che finalmente abbiamo ritrovato la luce, raggiungendo l'obiettivo prefissato del risanamento, dovrei andare via per accontentare il diktat di un ex sindaco di lungo corso, con la cui eredità amministrativa l'amministrazione in carica ha dovuto fare i conti (sigh!), tra l'altro costui attualmente é leader della minoranza della minoranza interna al Pd. Ed a farne le spese, in virtù di una ritrovata tregua armata chiamata unanimità, dovrei essere io che al contrario suo, invece, ho sostenuto l'attuale segretario regionale Mario Polese. Da quest'ultimo, così come da altri onorevoli componenti della maggioranza mi sarei aspettata un trattamento migliore. Il mio ex partito esca dalle ipocrisie, e la smetta di cercare capri espiatori che nuocciono soltanto all'immagine esterna e creano alibi a chi detta la linea senza un riscontro con il consenso ormai perduto. Inoltre voglio ricordare ai maggiorenti del Pd lucano, che a Matera (dove proprio oggi si è dimessa da assessore al Turismo Adriana Poli Bortone) vi è  un caso amministrativo analogo alla città di Potenza, poiché anche lì, il Pd amministra direttamente, con tanto di vice sindaco, con un sindaco, Raffaello De Ruggieri, sostenuto e portato alla vittoria dal centro destra. Nessun deliberato però, sul caso Matera in direzione. Solo tanto livore nei confronti della sottoscritta da parte di chi, per mesi andava sostenendo che in giunta ci stavo a titolo personale. E adesso ha cambiato idea».

«Io – incalza Celi – non mi muovo dal mio assessorato, fino a quando lo deciderà il sindaco, non per attaccamento alla poltrona, perché chi mi conosce sa che non é questo il motivo, ma per affermare un principio che é quello della trasparenza e corret-tezza, nonché linearità dei rapporti politici e con le persone che ne fanno parte. Non mi faccio "vendere" da nessuno. Questo sia chiaro. Per tutti questi motivi e per non inficiare il clima di ritrovata “unità” del Partito democratico mi auto sospendo a tempo indeterminato dallo stesso e d’ora in avanti guarderò solo e soltanto ai progetti politico-amministrativi che susciteranno il mio interesse. Nessuna operazione di plastica – conclude l'assessore – potrà mai compensare la perdita di chi, con entusiasmo come la sottoscritta, si è spesa per la causa generale trovando invece tanta ingratitudine». 

LE REAZIONI «Come preannunciato, nei giorni scorsi, la posizione assunta dal Pd sulla città di Potenza è solo espressione del Pd e non di altre forze politiche»: a dichiararlo sono il coordinatore regionale di AP, Vincenzo Taddei, i consiglieri regionali Aurelio Pace, Paolo Galante (segretario regionale di Realtà Italia), il segretario regionale Idv Angelo Rosella e il consigliere comunale di Potenza Fernando Picerno. «La città di Potenza non può e non deve essere utilizzata per “sistemare” le questioni interne al Pd lucano. Potenza, al contrario - hanno concluso Taddei, Pace, Galante, Rosella e Picerno - merita una maggiore attenzione ed un rilancio rispetto alle complesse problematiche economiche e sociali che la attanagliano». 

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