Salta al contenuto principale

Musacchio pigliatutto: al Crob doppio incarico "in famiglia" per lui e la moglie

Basilicata
Chiudi
Apri
Didascalia Foto: 
L'Irccs Crob di Rionero in Vulture
Tempo di lettura: 
2 minuti 18 secondi

POTENZA - Due mandati nello stesso giorno per marito e moglie, entrambi avvocati, possono capitare.  Ma se a firmarli è il direttore generale del Crob di Rionero, e uno dei due coniugi è a sua volta un dirigente di fiducia dell’amministrazione regionale, la polemica è assicurata.
Non sono passate inosservate due delibere approvate ieri mattina dal dg del Centro regionale oncologico Giovanni Bochicchio, con cui ha conferito mandato di difendere l’ente da due citazioni intentategli il 26 marzo e il 3 aprile agli avvocati Maria Grazia Oliviero e al marito Giuseppe Musacchio, già commissario straordinario in carica del Consorzio unico regionale di bonifica (con retribuzione parametrata a quella dei dirigenti generali della Regione) .
Si tratta di due incarichi dello stesso valore, 6.715 euro oltre Iva e contributi per la cassa di previdenza forense.
Negli atti a firma di Bochicchio si parla di «rispetto del principio di rotazione tra gli iscritti all’elenco dei legali» istituito nel 2015 e aggiornato da ultimo a luglio dell’anno scorso. Al suo interno, però, i legali indicati sono 353 e in ordine rigidamente alfabetico. Quindi, di norma, spetta al direttore la competenza «a promuovere o resistere alle liti, al conferimento degli incarichi difensivi e consulenziali e delle procure alle liti» scegliendo all’interno dell’elenco.
Il regolamento relativo detta soltanto due criteri al dg per restringere il suo arbitrio, assieme alla rotazione tra gli iscritti, che è la «consequenzialità e complementarietà con altri incarichi aventi lo stesso oggetto». Di complementarietà tra soggetti non si parla, anche se un senso Bochicchio pare averglielo trovato.
I due incarichi del Crob di Rionero per lo studio di Musacchio, ex sindaco di Vaglio ma di base a Potenza per lavoro, arrivano a meno di 10 giorni da un’interrogazione alla giunta regionale su un caso simile presentata dal consigliere regionale M5s, Gianni Perrino.
Al centro della richiesta di chiarimenti è finito, in particolare, il mandato da quasi 8mila euro affidato a febbraio dell’anno scorso dall’ex Consorzio di bonifica Vulture Alto Bradano, nella persona dello stesso Musacchio, in veste di commissario, a un avvocatessa che per un certo periodo di tempo aveva fatto parte del suo studio. Un incrocio di interessi che aveva fatto sobbalzare il consigliere 5 stelle, determinato nel chiedere «una volta per tutte un’inversione di tendenza scevra da logiche clientelari e del consenso facile».
Secca la replica, mercoledì scorso, di Musacchio. «Non è più collega di studio del sottoscritto già dalla fine del 2015 - ha dichiarato l’avvocato - commissario straordinario -, mentre l’incarico risale al 2017, e la circostanza era ed è facilmente riscontrabile presso l’Ordine professionale».
Musacchio aveva persino bollato la notizia, riemersa a distanza di mesi, come l’opera «di qualche cacciatore di streghe particolarmente intento ultimamente anche ad avvelenare pozzi».
Così anche al Crob di Rionero nessuno sembra essersene curato.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?