Salta al contenuto principale

Matera 2019, il rischio di un ingorgo per l'intreccio con le elezioni

Basilicata
Chiudi
Apri
Didascalia Foto: 
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Tempo di lettura: 
2 minuti 46 secondi

POTENZA - Potrebbe essere il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a risolvere l’ingorgo politico-elettorale previsto tra il 19 e il 20 gennaio, con le celebrazioni di apertura della Capitale europea della cultura, a Matera, e, all’indomani, le elezioni per il rinnovo del parlamentino lucano.
Ieri mattina a Potenza il governatore facente funzioni, Flavia Franconi, ha sottoscritto con i prefetti di Potenza e Matera, Giovanna Cagliostro e Antonella Bellomo, un’intesa - che ha ricevuto l’imprimatur del Ministero dell’Interno - per la collaborazione tecnico-organizzativa tra istituzioni in vista delle prossime elezioni regionali.
Nell’occasione Franconi ha annunciato l’intenzione di indire entro la fine del mese i comizi elettorali, con qualche settimana di anticipo rispetto al termine massimo concesso dalla legge, che è di 60 giorni prima dell’ultima domenica utile per il voto. Quindi ha confermato l’orientamento che vede il giorno prescelto per chiamare i lucani alle urne a distanza di meno di 24 ore dalla festa nella città dei Sassi, proprio in quell’ultima domenica utile, il 20 gennaio, sessanta giorni e rotti dopo la data delle ultime consultazioni regionali (17/18 novembre 2013).
La governatrice ha spiegato che la decisione sarà ufficialmente presa «dopo la stipula degli accordi con il Viminale per l’elaborazione dei dati informatici e con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per le schede elettorali». Inoltre ha aggiunto che a seguito dell’approvazione della nuova legge elettorale lucana, sarà la Regione, per la prima volta, a organizzare il voto, «con la collaborazione essenziale - ha sottolineato Franconi - delle due prefetture». A questo proposito, verranno stanziati circa 1,5 milioni di euro e sarà costituto un gruppo di lavoro per il coordinamento della macchina organizzativa con dirigenti, funzionari e informatici della Regione e delle due prefetture.
Rispondendo alle domande dei giornalisti sulla circostanza che le elezioni potrebbero tenersi il giorno dopo l’inaugurazione dell’anno di Matera Capitale europea della cultura, il prefetto della città dei Sassi ha sottolineato che «ai tavoli organizzativi abbiamo portato il grave disagio a cui andremmo incontro» e che «comunque la decisione è politica e spetta alla Regione».
Ma se le forze dell’ordine si preparano a fare gli straordinari, è l’ingorgo politico-istituzionale che rischia di far saltare i piani di via Anzio, per l’annunciata presenza in città del capo dello Stato.
Il Quirinale, infatti, potrebbe non vedere di buon occhio le celebrazioni in pompa magna, e il loro inevitabile rilievo mediatico, in pieno silenzio elettorale. Una concomitanza che trasformerebbe l’evento in un superspot elettorale per l’amministrazione regionale uscente, che considera Matera2019 come il fiore all’occhiello di 5 anni di governo. Aldilà della presenza o meno in prima fila del governatore Marcello Pittella, tuttora sospeso e sottoposto al divieto di dimora nel capoluogo per le accuse sui concorsi truccati nella Sanità (per quella data la Cassazione dovrebbe essersi espressa sul suo ricorso e saranno scaduti 6 mesi dall’inizio delle misure cautelari).
Se dal Colle dovessero arrivare pressioni in questo senso in Regione si pensa già ad anticipare la data del voto al 13 gennaio. L’alternativa sarebbe un decreto legge del governo che consenta, per le circostanze eccezionali legate all’appuntamento internazionale, un rinvio delle consultazioni di una settimana oltre il termine massimo consentito, al 27 gennaio. A quel punto, però, potrebbe tornare sul tavolo anche l’ipotesi di accorpamento con le regionali in Abruzzo, previste per il 10 febbraio.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?