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Verso il voto, Muscaridola (Pd): «Il Governatore? Ora spetta a Matera»

Basilicata
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La sede della Regione in via Verrastro a Potenza
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MATERA - Le primarie, la scelta di una presidenza materana nel segno dell'alternanza, un rafforzamento della coalizione di centrosinistra nel suo complesso e un ringraziamento per il “passo di lato” del presidente Pittella che dovrà essere coinvolto nelle scelte future. Se dal fronte potentino il socialista Valvano aveva proposto un "fronte repubblicano" aperto anche ai delusi del centrodestra (LEGGI L'INTERVISTA), dal fronte materano sono questi i punti fondamentali che il segretario cittadino del Partito democratico Cosimo Muscaridola porta all'attenzione politica regionale nei mesi decisivi per la scelta del candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione. “Non ho preferenze tra un uomo di partito e uno espressione della società civile sono due opzioni da valutare senza pregiudiziali”.
Quale è il momento in cui si trova la regione e il centrosinistra oggi in Basilicata alla vigilia della scelta del candidato governatore?
“Bisogna apprezzare il senso di responsabilità dimostrato nella sua lettera dal presidente Pittella che ha fatto questo passo mettendo a disposizione del partito la sua scelta. Una decisione che va  anche messa a frutto e tenuta in debito conto. Non possiamo disperderla in nessuna maniera. Il Pd deve ripartire dalla scelta di Pittella e arrivare con lui alla scelta del nuovo candidato presidente. Noto invece nel partito che questo passo viene dato quasi per scontato, non ci si rende conto della sua importanza”.
In quali condizioni volete arrivare all'appuntamento elettorale?
“La data delle elezioni in maniera quasi inevitabile sarà il 20 gennaio, penso si debba puntare alla formazione di una coalizione più ampia possibile e vogliamo anche tenere in considerazione  l'ipotesi di un candidato che possa essere espressione della società civile”.
La scelta di Pittella aveva in qualche modo “sedato” alcune delle tensioni interne al Partito Democratico regionale, adesso trovare la quadratura del cerchio potrebbe essere più difficile. Forse sarà inevitabile ricorrere ad una scelta esterna della società civile?
“Certamente attorno al nome del presidente Pittella si erano addensati una serie di consensi che hanno coagulato le posizioni. Oggi dobbiamo partire tutti quanti da una consapevolezza  cioè che ognuno deve essere pronto a fare un passo di lato per poter fare gli interessi del Pd. Serve un candidato riconoscibile che faccia riferimento al Pd e a cui si arrivi mettendo da parte gli egoismi personali per fare l'interesse generale del Partito”.
In questo senso le scelte sulla Provincia di Matera non sono sembrate andare in questa direzione tanto che il Partito Democratico è arrivato alla presentazione delle candidature spaccato e con due diversi candidati?
“Una gran parte del partito ha avuto un'interlocuzione con il segretario provinciale da cui è scaturita una posizione chiara cioè quella di andare verso il cambiamento e puntare su Piero Marrese espressione di un documento votato dalla direzione provinciale. Il tutto ringraziando Francesco De Giacomo per il lavoro svolto. A questo punto per senso di responsabilità ci aspettiamo che De Giacomo faccia un passo indietro. Comunque da qui al 30 di ottobre si continuerà a lavorare per cercare una soluzione unitaria. Sarebbe una iattura arrivare al momento elettorale con due candidati rischiando magari di perdere”.
Parliamo di coalizione. In questi giorni si è presentato Progetto Popolare che guardando dal centro al resto degli schiaramenti ha manifestato le difficoltà avute nell'attuale consiliatura a stare con il Pd. E anche i Socialisti qualche malessere sembrano palesarlo. Di che coalizione stiamo parlando?
“In questo momento bisogna guardare al risultato e non essere miopi. Non dobbiamo guardare al singolo orticello. Con tutto il rispetto per il dottor Bradascio ma dopo 4 anni da consigliere scopriamo che si candida. Forse è il momento di mettere da parte la corsa alle poltrone e ai personalismi. Anche per i Socialisti non capisco di che parliamo. In tutte le principali realtà regionali governiamo insieme. Si sta andando avanti insieme. Di che parliamo, non capisco. Di sicuro non penso che il Pd possa accettare veti da chicchessia”.
Come si sceglie il candidato del Pd e con quale identikit cucito addosso?
“Io dico facciamo le primarie, mettiamo i candidati in corsa e procediamo ad una scelta. Ma facciamolo subito. I tempi ci sono se ci muoviamo immediatamente. Invito in questo senso il segretario regionale a verificare il perimetro della coalizione, condividere i candidati e fare le primarie. Se poi non si dovesse, per un motivo qualsiasi, fare in tempo ed allora io credo che la provincia di Matera abbia gli uomini e le donne da poter candidare e andremo ad individuare le nostre proposte”
Quindi lei è per l'alternanza nella scelta del governatore. Tocca a Matera?
“Non è una questione di campanilismo ma è una questione di poter esprimere nell'ottica di un equilibrio tra i territori un nostro candidato. Per questo dico facciamo le primarie, così ognuno potrà mettere in campo il suo o comunque partiamo da una posizione paritaria tra i due territori”.
Non teme che qualcuno pensi “a Matera vogliono fare l'asso pigliatutto”?
“In che senso. Matera 2019 non ce l'ha regalata nessuno. Stiamo lavorando con l'Amministrazione attuale, la Fondazione è ripartita. Il lavoro mette in risalto poi di conseguenza l'intera Basilicata. Sul piano politico poi i presidenti della Regione sono tutti espressione di un territorio da molti anni, anche i parlamentari lucani del Pd sono espressione di uno stesso territorio che non è il materano”.
C'è un altro problema, la popolarità della giunta di Matera non era alta a marzo e non sembra aver recuperato particolare terreno adesso. Cosa ne pensa?
“Il consenso non si misura con le impressioni ma con i fatti. A marzo abbiamo subito una pesante sconfitta, non lo neghiamo. Inoltre i materani nel 2015 ci hanno mandato all'opposizione e io ero uno di quelli che più convintamente pensava dovevamo rimanerci, all'opposizione. Poi però siamo stati trascinati per i capelli in questa maggioranza per salvare Matera 2019. Adesso le cose si muovono. Si sta lavorando. I cantieri sono partiti, il presidente della Fondazione lavora senza sosta. Ci sono stati tolti i soldi come quelli del bando Periferie  che ancora oggi non sappiamo quando potremo avere esattamente a disposizione. Ma l'Amministrazione ha reagito. Sono stati trovati i fondi, 600.000 euro di risorse comunali, per il cantiere della villa comunale che speriamo sia pronta per gennaio. Presto sarà pronta anche piazza Vittorio Veneto. Le cose stanno procedendo meglio. Questi sono i fatti”.

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