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VERSO IL VOTO | Mattia (M5S): «La giunta la farò io, non certo Casaleggio»

Basilicata
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Antonio Mattia a Tramutola per una tappa del suo tour elettorale
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POTENZA – Nessuna ingerenza dalla Casaleggio associati né provincialismi nella scelta dei futuri assessori. Per dare ai lucani una giunta regionale composta da tecnici di profilo nazionale ed internazionali capaci di imprimere una svolta al destino di questa terra.
E’ un grande laboratorio la Basilicata del candidato governatore del Movimento 5 stelle Antonio Mattia, che da 3 mesi è in giro sul territorio per incontrare i cittadini.
Dottor Mattia, non si sente solo senza l'ombra di un candidato rivale per un minimo di contraddittorio?
«Il contraddittorio lo vivo, con entusiasmo, ogni giorno incontrando i cittadini durante il mio tour in tutti i comuni lucani. E’ il confronto con loro che ci arricchisce, che ci fornisce gli spunti concreti, reali per il nostro programma di governo. Dunque non mi sento affatto solo. Gli altri litigano sui candidati. Noi lavoriamo per la Basilicata».
La Basilicata potrebbe essere la prima regione a 5 stelle d'Italia, quindi non ci sono precedenti a cui aggrapparsi per capire che accadrà se vincerete le elezioni. Magari si può prendere ad esempio l'amministrazione di una grande città come Roma. I suoi assessori verranno scelti con la Casaleggio associati, a Milano, sulla base di curriculum e colloqui individuali?
«Non servono precedenti. Serve invece avere una visione chiara dello sviluppo che nessuno delle forze politiche di centrosinistra e di centrodestra hanno mai dimostrato di avere. E noi la visione, che si concretizzerà in una precisa proposta politica e programmatica l’abbiamo chiara. La squadra di governo che metterò in campo sarà di alto profilo e verrà scelta da me in relazione al programma che stanno scrivendo i lucani e gli attivisti del Movimento. Metteremo insieme esperienze e competenze di livello anche nazionale e internazionale in grado di interpretare al meglio la visione del M5s e di dare una svolta alla Basilicata. La nostra regione sarà al centro delle politiche di sviluppo del Mezzogiorno. La Basilicata deve uscire dal provincialismo politico che l’ha ridotta a landa desolata in Europa e nel mondo».
Nelle scorse settimane il Movimento e il suo capo politico Luigi Di Maio sono stati oggetto di attacchi di senso opposto da parte di ambientalisti e industriali per la posizione assunta sul tema del petrolio. A Potenza il vicepremier ha parlato di “concretezza e pragmatismo”, e ha dichiarato testualmente (i video sono su Facebook, ndr): «ci sono sentenze del Consiglio di Stato che ci hanno detto che dobbiamo dare concessioni, ci sono concessioni che si aspettano da trent’anni». Quindi le ha dato appuntamento a dopo le elezioni per decidere il da farsi. Siamo passati dallo “stop alle estrazioni subito” al “ragioniamo pure sulle nuove”?
«Su questi temi sono stato chiaro e lo sarò sempre. La Basilicata deve recuperare la propria immagine di terra ad elevata sensibilità ambientale e con una natura rispettata e incontaminata.  Purtroppo non solo le vicende petrolifere ma anche il fatto che di 43 discariche e siti di stoccaggio di rifiuti pericolosi italiani sanzionati dall'Unione europea, ben 23 sono nella nostra regione. Poi c’è l'impianto nucleare Trisaia, l'inceneritore Fenice, eccetera. Se non si potranno chiudere gli impianti petroliferi, a causa delle scelte scellerate, dei vincoli e degli accordi fatti dalla vecchia politica negli ultimi 20 anni, occorre ribaltare il modello petrolifero da quello nigeriano, attualmente in uso, a quello norvegese, fino ad arrivare ad un modello lucano che ci invidieranno in tutto il mondo. Niente più concessioni e permessi. Controllo pubblico sulle quantità estratte. La realizzazione di un sistema di monitoraggio pubblico e indipendente da affidare a figure di alto profilo scientifico e di garanzia per tutelare l'ambiente, le falde acquifere e la salute dei cittadini con fatti e non promesse o proclami. Bonifiche e richiesta di risarcimenti per i danni prodotti. Rinegoziazione e ridistribuzione dei proventi delle estrazioni passando dalle royalties alla tassazione sui canoni di concessioni e sulle emissioni inquinanti. Pretenderemo e otterremo il rispetto delle norme e dei limiti di legge di inquinanti nell’aria, nel suolo e nel sottosuolo da parte dei petrolieri. Sono soltanto alcune delle azioni che riteniamo necessarie. Il nostro programma sarà molto più ricco di proposte. Tuttavia, il nostro obiettivo è una Basilicata libera dall’energia non rinnovabile, vale a dire niente più fossile. Stiamo studiando le carte presso il Ministero per capire dove e come si può intervenire in tempi brevi. Per i contratti in essere e da rinnovare la posizione è una ed una sola: mettere al primo posto il bene comune e il rispetto dei lucani e dei diritti fondamentali. Su questo nessuno ci potrà fermare e saremo intransigenti con chiunque».
Le faccio un esempio concreto. Eni sostiene che soltanto per riuscire a mantenere il livello attuale di produzione in Val d’Agri e gestire nella maniera migliore il giacimento sottostante ha bisogno di perforare qualche altro pozzo. Da governatore come intende regolarsi a riguardo?
«Eni, anziché preoccuparsi di nuove perforazioni, deve preoccuparsi di rispettare le leggi e di rispettare i lucani. Eni, come ho spiegato prima, dovrà fare i conti con il M5s al governo della Regione Basilicata».
Il Movimento 5 stelle ha costituito dei gruppi di lavoro aperti per la scrittura del programma di governo. Ci può anticipare un'idea che l'ha convinta particolarmente sull'utilizzo delle royalty?
«I gruppi stanno ancora lavorando. Ad ogni modo la mia idea è che quelle risorse, fin quando ci saranno, vadano impiegate per creare leve di sviluppo nel quadro della tutela ambientale e del patrimonio naturalistico».
Perché un cittadino dovrebbe votare il Movimento 5 stelle e non la Lega, che è alleata di governo a Roma ma ben piantata nel centrodestra in Basilicata?
«Con la Lega il M5s non ha fatto alcuna alleanza. Date le condizioni politiche dopo il 4 marzo, il M5s, con grande senso di responsabilità, ha condiviso un contratto di governo con la Lega. Noi siamo alternativi a chi ha governato e distrutto la Basilicata e ridotto l'Italia nelle condizioni attuali. Vale a dire che siamo alternativi sia al centrosinistra sia al centrodestra e quindi anche alla Lega. Se i lucani vogliono che la Basilicata svolti verso il futuro, lo sviluppo, la trasparenza, hanno una sola possibilità: votare il M5s. Se i lucani vogliono una sanità vicina alle persone e ai territori, se vogliono contrastare seriamente la povertà, se vogliono una nuova speranza per i giovani, devono necessariamente votare per il M5s. Non ci sono altre possibilità. Gli altri li abbiamo messo alla prova in tutti questi decenni, è l’ora di mettere alla prova le nostre idee, le nostre proposte. La Lega, se in Basilicata vuole essere credibile, deve rompere con il centrodestra che fa parte pienamente del sistema di potere lucano ed è uguale al centrosinistra. Basta poltrone, privilegi e clientele per gli amici degli amici. Non ci possono essere mezze misure».
Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa, che è espressione del Movimento, e diversi senatori 5 stelle si sono detti contrari al condono edilizio a Ischia inserito nel decreto sul crollo del ponte di Genova. Lei che ne pensa?
«Su queste questioni il M5S a livello nazionale saprà cosa fare. Io, personalmente, sono contrario ai condoni».
Ci conferma che intendete tagliare i vitalizi degli ex consiglieri che attualmente sono parametrati allo stipendio di un consigliere regionale in carica ricalcolandoli sulla base dei contributi effettivamente versati come la pensione di un giovane lavoratore?
«Le regole devono valere per tutti. Se il parametro è contributivo per qualunque lavoratore deve essere contributivo anche per i politici, compresi gli ex consiglieri regionali».
Sarà candidato soltanto come governatore, come avvenuto nel 2013 per Piernicola Pedicini, o anche all'interno della lista del Movimento come semplice consigliere?
«Credo che se gli iscritti al M5s mi hanno scelto per rappresentare il programma del Movimento alla Regione Basilicata in qualità di candidato presidente, a maggior ragione tale scelta vale anche come candidato nella lista. Tant'è che al primo turno sono stato scelto come candidato in lista e poi ho vinto il ballottaggio per la presidenza».
A oggi le elezioni non sono ancora state indette, ma ormai restano soltanto due date utili. Si tratta di domenica 13 e domenica 20 gennaio. Lei quale data preferisce?
«Si sarebbe dovuto votare subito, per rispetto ai cittadini e per la dignità della Basilicata. Invece si è fatto di tutto per procrastinare il più a lungo possibile la data del “giudizio”. Prima l’arresto del presidente Pittella il quale si sarebbe dovuto dimettere all’istante, come aveva chiesto il M5s. Poi la modifica della legge elettorale in pieno agosto, cosa che un Consiglio ormai in scadenza avrebbe dovuto onestamente evitare. E ancora dopo, la nuova indagine della magistratura sulla sanità che coinvolge l’intera giunta regionale che anziché dimettersi, come ha chiesto nuovamente il M5s, continua a distribuire prebende e a fare nomine a destra e a manca. Il risultato è che i lucani, nonostante la gravità dei fatti, sono alla mercé di una classe politica che ad ogni costo non vuole sottoporsi al voto dei cittadini. A questo punto per uscire dall’empasse, si voti il 13 gennaio. Nei prossimi giorni faremo tutto quello che è possibile per spingere in questa direzione».

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