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Il mondo politico lucano in lutto per la scomparsa del senatore Ziccardi

Basilicata
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Il senatore del Pci Angelo Raffaele Ziccardi
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MATERA – E' scomparso ieri sera a Matera il senatore Angelo Ziccardi. E' stato senatore del collegio di Matera per tre legislature dal 1972 al 1983 con il Partito comunista, nato ad Irsina è sempre stato in prima linea nelle “lotte per la terra” a difesa dei contadini.

LE  REAZIONI
«La scomparsa del Senatore Angelo Ziccardi rappresenta la perdita di un altro tassello testimoniale di un periodo straordinario della Repubblica Italiana e del territorio lucano e meridionale» ha detto il sindaco di Matera Raffaello De Ruggieri. «La sua militanza nel Pci, le sue lotte con i contadini del Materano e il suo impegno parlamentare riflettono il suo lavoro per garantire i diritti di un popolo che usciva sconfitto dal regime fascista e dalla guerra».

Molti i messaggi di cordoglio che continuano ad arrivare mentre la Camera Ardente è stata allestita presso la chiesa del Carmine vicino a palazzo Lanfranchi. Domani mattina alle 10 la cerimonia funebre.

«La Basilicata perde uno degli esponenti politici più rappresentativi, protagonista della stagione della riforma fondiaria e di tante altre iniziative a difesa delle fasce più deboli della popolazione”. Lo dichiara la vicepresidente della giunta regionale della Basilicata, Flavia Franconi, commentando la notizia della scomparsa del sen. Angelo Ziccardi, parlamentare lucano dal 1972 al 1983, estensore e primo firmatario della legge n. 285/77 sull’avviamento al lavoro dei giovani, consigliere regionale nella prima legislatura, e prima ancora consigliere provinciale di Matera nel 1952, dirigente dell’associazione provinciale dei contadini di Napoli e nel 1958 dirigente nazionale della Federbraccianti e dell’Alleanza dei contadini a Roma. «Esprimo profonda vicinanza ai familiari del sen. Ziccardi, in particolare alla figlia Anna, dirigente della Regione Basilicata. Sono certa che la sua testimonianza di uomo e di rappresentante delle istituzioni saprà essere da esempio per tanti giovani del Mezzogiorno». 

«L’impegno, l’attività, la passione civile del sen. Angelo Raffaele Ziccardi sono patrimonio storico dell’attuale Cia-Agricoltori, già Cic (Confederazione Italiana Coltivatori) e ancora prima Alleanza Contadina. Di quest’ultima Ziccardi è stato, fin dal 1947, fondatore, dirigente locale e nazionale. A sottolinearlo, in una notra, è la Cia-Agricoltori Basilicata ricordando l’ultima presenza di Ziccardi a Tricarico nel 2017 all’evento promosso da Agia e Cia in occasione del 40ennale di Borgo Taccone. La Costituente Contadina organizzò il 14 - 15 - 16 ottobre 1977, nel Borgo Taccone di Irsina la manifestazione nazionale "Occupazione giovanile e sviluppo dell'agricoltura". Il sen. Angelo Ziccardi fu tra i più attivi protagonisti di questa iniziativa come di iniziative parlamentari a favore del mondo agricolo e rurale del Sud. Nel suo libro “La politica come impegno collettivo”, egli evoca l’iter parlamentare della sua prima proposta di legge sull’occupazione giovanile, presentata al Senato nel 1973 tra lo scetticismo dei suoi colleghi, e il movimento variegato che fu necessario costruire per giungere alla sua approvazione, quattro anni dopo.  L’iniziativa di Taccone – ricorda la Cia - era stata preceduta da convegni organizzati dalla Costituente contadina in quasi tutte le regioni italiane sulla base di piattaforme volte ad ottenere provvedimenti legislativi e la Carta di Tricarico, promossa nel 2017 a 40 anni dalla storica manifestazione nazionale della Costituente contadina a Borgo Taccone-Irsina, ha ottenuto l’apporto del sen. Ziccardi. Essa - aggiunge la nota della Cia Basilicata - rilancia la sfida alla rassegnazione e contiene le proposte più importanti per garantire il futuro ai giovani che vogliono lavorare la terra.  Il messaggio che il sen. Ziccardi affida alle giovani generazioni è attualissimo: quarant’anni fa i giovani si riunirono per discutere, confrontarsi, studiare, e anche divertirsi, socializzando esperienze e passioni. Erano animati dalla convinzione che l’Agricoltura avesse un futuro, e che il loro futuro fosse nella riscoperta della ruralità. In quarant’anni sono cambiate molte cose: è cambiato il Mondo ma per noi l’obiettivo, in continuità con il suo pensiero, resta produrre in modo sostenibile e con equità, generando benessere per chi produce e per chi si alimenta, e dare una speranza a chi ancora non ha accesso al cibo».

«Angelo Ziccardi decise di lottare per 'l'estrema precarietà' che si viveva allora. Adesso e quasi impossibile immaginare quali potessero essere le condizioni dei lavoratori e del popolo in quei tempi'. Ziccardi - dichiara Pietro Simonetti, già segretario generale della Cgil Basilicata - si riferisce, come scrive in uno dei suoi ultimi lavori, 'La politica come impegno collettivo', alla miseria che colpiva intensamente Irsina,la Basilicata e il Mezzoggiorno anche nel secondo dopoguerra. Che fare in questa situazione? Scelse di combattere la miseria, assieme a tanti altri, per creare lavoro con la rottura del latifondo, che riquardava l'80%del territorio lucano, e attivare le risorse produttive:riforma agraria, irrigazione, case, risanamento degli abitati, infrastrutture, industrializzazione. Grandi trasformazioni che hanno cambiato la Basilicata e le condizioni di vita della popolazione a seguito di grandi movimenti di lotta. Programmi, disegni di legge, alcuni del 1973 sull'occupazione giovanile, che determino l'assunzione di oltre 3000 giovani in Basilicata, e sul collocamento, oltre alle iniziative su piccoli Comuni, ed il recupero delle aree abbandondate della riforma agraria con l'agricoltura sociale, ecco alcune delle iniziative proposte e attuate da Ziccardi. Una vita spesa nel pensare, proporre, lottare, - sottolinea Simonetti - per far vivere il Movimento sindacale,il Partito,le Istituzioni come organi di rappresentanza e di partecipazione per il lavoro e la democrazia. Costruzione di percorsi unitari del fronte progressista :ecco la pratica e l'agire politico di una vita. Che insegna molto per l'oggi. Non ho potuto riabbracciare Angelo nei giorni scorsi a Matera, per un convegno sul 1968 nelle campagne, posso dire che mi ha insegnato molto assieme ad un altro irsinese, luigi Tammone bracciante, dirigente cgil e della Federbraccianti nazionale. Gli ultimi progetti attuati per i migranti braccianti in Basilicata - conclude Simonetti - portano il suo segno».

La Cgil di Basilicata «esprime il suo cordoglio per la scomparsa del Senatore Angelo Ziccardi. Ziccardi è stato un protagonista per le lotte di emancipazione dei contadini in Basilicata, un grande dirigente politico e sindacale a sostegno delle persone più deboli, leader e organizzatore dei movimenti di lotta per la conquista delle terre nella provincia di Matera e protagonista della scena sindacale e politica, prima come dirigente della Federbraccianti e poi come Senatore del Partito Comunista. Indelebile il tratto umano ed il profilo di un uomo dedito alla politica e alla gente, da dirigente e promotore di grandi battaglie, da uomo delle istituzioni impegnato sul versante del lavoro, sulla legge per l’avviamento al lavoro dei giovani, sui temi dell’occupazione e nel continuo impegno per lo sviluppo dei nostri territori, in ultimo come presidente della Lega per le Autonomie Locali. Per tutta la Cgil Angelo Ziccardi è un esempio di virtù politiche e umane che va ricordato e fatto conoscere ai più giovani».

Per il coordinatore nazionale di Articolo Uno-Mdp, Roberto Speranza, «piangiamo oggi la scomparsa di un grande uomo della sinistra lucana. L'amore per la sua terra e la difesa instancabile dei diritti dei più deboli hanno rappresentato le coordinate principali della vita politica di Angelo Ziccardi. La sua lezione e il suo impegno saranno scolpite per sempre nella memoria della comunità democratica e progressista della Basilicata». Gli fa eco il coordinatore provinciale di Potenza di Articolo Uno-Mdp, Carlo Rutigliano, secondo cui «la Basilicata piange un gigante della politica e un protagonista della storia lucana ed Italiana, Angelo Ziccardi. Il suo impegno per l’occupazione giovanile è più attuale che mai, in un Paese che ha ormai relegato le nuove generazioni ai margini della società produttiva. Ci lascia un esempio unico e prezioso di tenacia e lungimiranza, di militanza e appartenenza politica. Ne faremo tesoro. Grazie Presidente».

«Ricordare in queste ore tristi la figura di Angelo Ziccardi (del senatore Ziccardi) non è facile. Non lo è per il dolore che lascia in tutte e tutti noi, ma non lo è anche perché, ricordarlo, significa doverne ripercorrere, con la memoria, la vicenda politica e umana, entrambe appartenenti non solo alla storia della sinistra, ma alla più generale vicenda politica della Basilicata e del Mezzogiorno. Significa ricordare la centralità che per lui ha sempre rivestito la sovranità della politica: quella sempre presente ricerca, a tutti i costi, dello sbocco politico senza il quale, qualsiasi azione, anche la più radicale, rischia di risolversi in semplice ribellismo». È quanto si legge in un comuinicato stampa del coordinatore di Sinistra Italiana Basilicata, Gianni Rondinone. «Protagonista delle pagine più significative della storia del Mezzogiorno, a partire dalle lotte per la terra che porteranno allo ‘Stralcio’ di Riforma Agraria, fino alla sua battaglia parlamentare per la legge 285 in favore della occupazione giovanile, vanno oggi sottolineate due sue attitudini, che non lo hanno mai omologato: da un lato la sua indipendenza culturale che, nonostante un lineare percorso tutto dentro al Pci (compresa la frequentazione della scuola di Partito alle Frattocchie), gli permetteva d’immaginare soluzioni non scontate; conseguenza di tale indipendenza, la capacità di guardare sempre più avanti della quotidianità, come dimostrato dal suo impegno nella Lega delle Autonomie a difesa delle comunità e delle aree interne, leggendo con grande anticipo le difficoltà d’isolamento sempre maggiore cui venivano esposte. Ci piace ricordarlo ricorrendo all’immagine di ‘lampiere’ attribuitagli da Piero Di Siena nell’introduzione alla sua autobiografia, e che bene sintetizza la sua consapevolezza della politica come ‘impegno collettivo’. Un abbraccio caro va alla sua famiglia».

«L'agricoltura lucana deve molto ad Angelo Ziccardi, uno dei protagonisti della Riforma fondiaria in Basilicata e delle lotte per la terra nella provincia di Matera, uomo e politico presente sempre, comunque e dovunque, in cui si condensavano i valori che si auspica debbano essere sempre presenti in chi condivide un impegno umano e di rappresentanza istituzionale e politica della nostra terra». E' quanto si legge in una nota dell'assessore regionale all'Agricoltura, Luca Braia. «Con il suo impegno sui temi dell’emancipazione dei contadini, del lavoro e dell’occupazione, non ha mai negato un sorriso e non ha mai perso la lucidità necessaria per suggerire comportamenti consoni alla difficoltà politica del momento. Invitava sempre tutti all'unità e a camminare insieme verso un riscatto della società Materana e Lucana che lo ha visto protagonista nei 30 anni di attivismo politico a tutti i livelli. A nome del Dipartimento Politiche Agricole e Forestali sincere condoglianze alla Dirigente regionale Anna Ziccardi, già dirigente Alsia, al marito, il giornalista Scandiffio, anch’esso dipendente regionale e alla famiglia Ziccardi tutta».

«È difficile esprimere il senso di tristezza e di vuoto che produce la scomparsa di Angelo Ziccardi. Con lui – si legge in un comunicato del presidente della Fondazione Basilicata Futuro, Giovanni Casaletto – se ne va non solo un pezzo di storia, di impegno politico e sindacale di questa regione, ma viene meno un inossidabile punto di riferimento, un uomo di straordinaria intelligenza e carisma che fino all'ultimo giorno non ha mai fatto mancare il suo contributo onesto, appassionato, di idee, di ragionevolezza. Ha fatto sentire la sua voce e fatto conoscere il suo pensiero nelle diverse e tribolate fasi di vita della sinistra politica, da attento conoscitore di quest'ultima e in un costante e mai interrotto dialogo con le persone, nelle passeggiate materane con amici e compagni, con l'autorevolezza e l'avvedutezza del dirigente politico di primo piano e di lungo corso. Sono tanti i ricordi che mi legano ad Angelo, è stato un amico della Fondazione Basilicata Futuro ed un insostituibile riferimento morale e politico, ideatore e promotore di tante nostre iniziative, in ultimo quella svolta a Matera lo scorso 14 dicembre sul '68 nelle campagne, con un punto di vista mai banale e sempre inedito sui tanti aspetti e temi trattati, dall'organizzazione del movimento di lotta per la terra alle tante chiacchierate, più volte scambiate, sulla politica e sull'attualità. Fino all'ultima telefonata che mi ha fatto, convalescente, per commentare l'iniziativa sul '68 ed i progetti in corso sugli archivi locali del Partito Comunista e del movimento operaio. Voglio rivolgergli un sentito grazie per ciò che ci lascia, per quel nobilissimo bagaglio di umanità e di saggezza, per la straordinaria tenacia di combattente, di militante e dirigente. Tra i tanti istanti ricordo aneddoti e insegnamenti, a volte pronunciati, altre volte consegnati con una battuta, con ironica esortazione.  Porto il rimpianto di non aver mai dato seguito all'invito, più volte rivolto, per una approfondita chiacchiera su intuizioni e limiti dell'esperienza politica del PCI in Basilicata, per un incontro con giovani e studiosi sulle fasi dell'insediamento industriale nella Val Basento e sul senso della lotta politica negli anni del suo impegno in prima fila. Ai familiari rivolgo un pensiero di cordoglio, sentito e affettuoso, perché grandi sono state l'ammirazione, la simpatia e la stima per una persona bellissima e da esempio per i militanti di ieri e per i cittadini di domani».

«Ci lascia un uomo straordinario e un politico illuminato”. Così il consigliere e segretario regionale del Pd, Mario Polese, sulla scomparsa del senatore lucano, Angelo Ziccardi. «Pur se alfiere di una generazione molto lontana dalla mia - prosegue Polese - ho sempre riconosciuto in Angelo Ziccardi un riferimento vero e importante per le lotte, di cui fu protagonista a partire dagli anni ‘40 del secolo scorso, a favore della libertà e della giustizia per gli oppressi e per gli ultimi nella difficile realtà sociale di allora non solo della Basilicata ma di tutto il Mezzogiorno». Per il consigliere regionale del Pd «la nostra regione e i cittadini lucani devono molto a Ziccardi. Fu uno dei protagonisti della Riforma agraria nella nostra Basilicata che tanto ha significato per il tessuto lavorativo e produttivo della nostra regione. Ma non solo: è stato uno dei ‘padri fondatori’ dell’ente Regione agli inizi degli anni ’70 e poi da senatore della Repubblica fu capace di orientare il Parlamento italiano sulle tematiche del lavoro essendo estensore e primo firmatario della legge sull'avviamento al lavoro dei giovani. Ci vorrebbe un  romanzo per ricordare tutto quanto fatto dal senatore Ziccardi – conclude - come ad esempio la creazione della Consulta nazionale dei piccoli Comuni. Io lo voglio ricordare come uomo dal grande cuore e dall’impegno infaticabile a favore degli ultimi. La sua esperienza oggi ci deve orientare in un tempo in cui la solidarietà e i diritti degli oppressi non sono più, purtroppo, principi assolutamente garantiti».

«Con la scomparsa del senatore Angelo Ziccardi la nostra regione perde una delle figure più rappresentative della politica e della comunità lucana del dopoguerra» commenta il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Vito Santarsiero, per il quale Angelo Ziccardi che, tra le altre cariche,  ha rivestito quella di consigliere regionale nella prima legislatura e di parlamentare lucano dal 1972 al 1983, «ha sempre improntato il suo agire politico  a difesa della comunità lucana e delle aree interne». Santarsiero ha inoltre aggiunto che «Ziccardi è stato protagonista della storia recente del Mezzogiorno, con le sue indimenticabili lotte per la terra, fino alla sua battaglia parlamentare per la legge 285 in favore della occupazione giovanile; egli  ha sempre guardato avanti, oltre la quotidianità, occupandosi della marginalità delle aree interne di cui, con anticipo rispetto a tanti, aveva compreso il pericolo dell’isolamento. E’ anche grazie al suo impegno, alla sua passione, alle iniziative a favore dei piccoli Comuni ed al recupero delle aree abbandonate della riforma agraria con l’agricoltura sociale, che in Basilicata sono cambiate le condizioni di vita. Nell’esprimere il cordoglio a nome mio e dell’intero Consiglio regionale della Basilicata, sono certo che il messaggio contenuto nel suo libro ‘La politica come impegno collettivo’ sia quanto mai attuale e utile per le giovani generazioni. Personalmente – ha concluso il presidente Santarsiero, che domani sarà presente ai funerali del senatore Ziccardi a Matera – in qualità di Sindaco e presidente dell’Anci Basilicata, ho avuto il piacere di vederlo al fianco degli amministratori locali lucani nelle battaglie a favore del completamento della ricostruzione post sisma 1980».

Per il sindaco di Irsina, Nicola Morea, «Angelo Raffaele Ziccardi, irsinese, è stato uno dei protagonisti della politica italiana del secondo dopoguerra. Ha difeso e lottato, nelle differenti vesti di senatore, consigliere regionale, rappresentante sindacale, le classi più deboli. Fermamente convinto della necessità di adottare modelli sociali che consentissero il progresso dei più deboli, l’autonomia dei contadini, la sperimentazione di modelli cooperativistici, al fine di determinare un riscatto del Mezzogiorno di Italia e della Basilicata in particolare. Con la sua morte va via un pezzo di storia di Irsina e della Basilicata. Non vanno certamente via l’opera del Sen. Ziccardi, i suoi sogni, le sue speranze ed i progetti di riscatto della nostra terra per i quali tutti, amministratori e cittadini, siamo chiamati a lavorare».

«Ho conosciuto il Sen. Angelo Ziccardi in occasione delle elezioni comunali del 1994 quando fu tra i principali sostenitori del primo e vero esperimento politico ovvero la costituzione dei progressisti con cui vincemmo le elezioni a Matera». Lo afferma l'assessore regionale alle Politiche di sviluppo, lavoro, formazione e ricerca, Roberto Cifarelli. «L’ho conosciuto - aggiunge - come persona che non ha mai posto questioni personali, capace sempre di lavorare per unire le anime e le personalità del centro sinistra, Nazionale, Regionale e Materano. Persona che ha sempre creduto nella forza creativa dei giovani e non ha mai smesso di animare attività perché potessero essere protagonisti del territorio. L’altra eredità politica di cui farci carico è la battaglia per i piccoli comuni, con la Carta di Matera sottoscritta nel 2004, che rimane un vero testamento. Di Lui ricorderò la sua autorevolezza e la misura con cui l’ha sempre esercitata».

 

 

 

 

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