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Il verdetto del Tar boccia il rinvio del voto a maggio «Fissare una nuova data più vicina o commissariamento»

Basilicata
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La sede del Tar Basilicata, a Potenza
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POTENZA – Illegittima la proroga di 7 mesi di giunta e consiglio uscenti e il rinvio delle elezioni regionali al 26 maggio, in concomitanza con le europee. La governatrice facente funzioni, Flavia Franconi, deve fissare il voto entro 20 giorni "nella prima data utile", ragionevolmente tra metà e fine marzo, rispettando i 60 giorni di tempo previsti per gli adempimenti di rito (affissioni, raccolta delle firme eccetera), pena il subentro di un commissario ad acta.

E' quanto ha appena deciso il Tar Basilicata accogliendo i ricorsi presentati dal candidato governatore M5s Antonio Mattia e dai consiglieri regionali Gianni Leggieri e Gianni Perrino, dopo la discussione che si è tenuta nell'udienza di ieri mattina.

Il collegio, presieduto da Giuseppe Caruso, ha bocciato la tesi dell'accorpamento obbligatorio delle votazioni, sostenuta dalla dalla governatrice “ff” per giustificare la scelta compiuta lo scorso 20 novembre (3 giorni dopo la scadenza naturale della legislatura iniziata il 17 novembre del 2013), di non indire le consultazioni il 20 gennaio: ultima data utile rimasta dopo il decorso infruttuoso dei termini per votare tra novembre e dicembre.

Il rinvio delle consultazioni era stato duramente contestato dalle opposizioni che avevano parlato di un “furto di democrazia” compiuto da parte della maggioranza uscente di centrosinistra. Un atto senza precedenti, che ha sollevato anche sospetti di una manovra strumentale per guadagnare tempo in attesa di un rovescio favorevole della vicenda giudiziaria sui concorsi truccati nella sanità, per cui il governatore “titolare”, Marcello Pittella, già designato dal Pd come candidato per un secondo mandato in Regione, è tuttora sottoposto al divieto di dimora e sospeso dall'incarico.  

Il Tar ha accolto anche la richiesta di nominare un commissario ad acta, che verrà nominato dal Prefetto di Potenza, in caso di inadempimento entro 20 giorni, ferma restando l'immediata efficacia della sua pronuncia che in caso di mancata ottemperanza rischia di esporre  la governatrice reggente a una contestazione per omissione d'atti d'ufficio. 

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