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REGIONALI 2019 | Tar: illegale il rinvio del voto, abusivi la Giunta e il Consiglio

Basilicata
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I banchi della Giunta regionale lucana nel palazzo del Consiglio
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POTENZA – Il rinvio delle elezioni regionali dal 20 gennaio al 26 maggio, con la proroga di giunta e consiglio uscenti per 7 mesi complessivi, è stato un atto illegittimo, e a dir poco «eccentrico». Ora quindi a porvi rimedio, entro 20 giorni, dovrà essere la stessa governatrice facente funzioni che lo ha sottoscritto con un nuovo decreto che fissi le consultazioni «nella data utile più ravvicinata». Pena il subentro del Prefetto di Potenza o di un suo delegato come commissario ad acta.
Lo ha stabilito ieri pomeriggio il Tar Basilicata (LEGGI LA NOTIZIA) accogliendo il ricorso presentato dal candidato governatore M5s Antonio Mattia e dai consiglieri regionali Gianni Leggieri e Gianni Perrino, dopo la discussione in udienza di mercoledì mattina.
I giudici, nel rispetto delle prerogative dell’autonomia regionale non hanno indicato una data precisa per il voto ma soltanto le norme a cui dovrà attenersi la governatrice “reggente” Flavia Franconi, a meno di un ritorno in carica del “titolare” Marcello Pittella (sospeso da luglio per le accuse sui concorsi truccati nella sanità). Pertanto anche nel caso che il nuovo decreto venga emesso alla scadenza dei 20 giorni di tempo concessi, il 30 gennaio, si dovrebbe tornare alle urne il 31 marzo (nel rispetto dei due mesi necessari agli adempimenti previsti come affissioni, raccolta liste eccetera). Se alla sentenza verrà data esecuzione più velocemente, invece, potrebbero tornare utili anche domenica 17 e domenica 24 marzo, che al momento pare l’opzione preferita. In caso di decorso inutile dei 20 giorni, infine, spetterà al Prefetto di Potenza procedere nei 20 giorni successivi, quindi la data del voto potrebbe slittare fino al 21 aprile.
Il verdetto ha raccolto i rilievi avanzati - anche su questo giornale - contro la tesi dell’accorpamento obbligatorio di consultazioni regionali ed europee, come avviene ormai da anni per le comunali. Sia per contrasto con la legge elettorale regionale, approvata soltanto ad agosto dell’anno scorso, in cui è fissata in due mesi e una settimana la proroga massima consentita di giunta e consiglio uscenti, che con la legge nazionale del 2004 di attuazione del dettato Costituzionale sui sistemi elettorali regionali, dove è comparso per la prima volta il termine ultimo di durata degli organi in scadenza, «senza contemplare deroghe di sorta».
«L’impugnato decreto - scrive l’estensore della sentenza Benedetto Nappi - risulta eccentrico rispetto allo stesso articolo 5 della legge 165 del 2004 che, come si è anticipato, reca i “principi fondamentali” in materia».
I giudici hanno anche sottolineato l’assenza di una norma di recepimento in Basilicata del dettato sulla legge che nel 2011 ha introdotto nell’ordinamento italiano il principio dell’ “election day”, come quella che permise l’accorpamento nel 2014 in Abruzzo (unico precedente in tal senso). Una circostanza già evidenziata in un parere dell’Avvocatura di Stato del 2013, che pure era stato citato nel decreto appena annullato, ma epurato proprio della parte in cui raccomandava l’adozione di una legge regionale ad hoc.
In conclusione il rinvio delle elezioni a maggio ha travalicato «gli stretti limiti temporali imposti dalle norme effettivamente applicabili», imponendo «l’esigenza di assicurare il più celere ripristino della piena legittimazione democratica e dell’ordinaria funzionalità dell’ente (...) avuto riguardo al principio della sovranità popolare sancito dall’articolo 1 della Carta fondamentale e ai canoni costituzionali di efficacia e buon andamento».
Il Tar ha disposto la compensazione delle spese «in considerazione della novità e delle peculiarità della questione».
Gli stessi giudici hanno dichiarato inammissibile, invece, il ricorso presentato dal segretario regionale di Idea, Francesco Pagano, in quando presentato dallo stesso Pagano come cittadino senza la necessaria assistenza di un avvocato.
Ancora da decidere, infine, quello del consigliere comunale di Ruoti, Franco Gentilesca, per conto dell’Associazione nazionale consiglieri e assessori comunali.
Il decreto di indizione delle elezioni a maggio appena annullato era stato firmato dalla governatrice facente funzioni il 20 novembre, 3 giorni dopo la scadenza naturale della legislatura iniziata nel 2013. Al suo interno viene citato anche il parere unanimemente favorevole espresso da tutti gli altri membri della giunta regionale, Roberto Cifarelli, Miranda Castelgrande, Luca Braia e Francesco Pietrantuono.

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