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REGIONALI 2019 | Pittella: «Un passo indietro per la Basilicata e il Sud»

Basilicata
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La conferenza stampa di Pittella ieri al Park Hotel per ufficializzare il suo ritiro e la candidatura di Carlo Trerotola (foto da facebook)
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POTENZA – Un passo indietro per evitare che la divisione del centrosinistra «avvantaggi la secessione silente che è in atto a danno della Basilicata e del Mezzogiorno e il populismo».
Ha spiegato così la rinuncia alla corsa per il secondo mandato da governatore Marcello Pittella, ieri durante la conferenza stampa convocata al Park Hotel per annunciare la candidatura in sua vece del farmacista potentino Carlo Trerotola (LEGGI LA NOTIZIA ANTICIPATA DAL QUOTIDIANO DEL SUD).
Pittella ha rievocato l’inchiesta sui concorsi truccati nella sanità che, nel luglio dello scorso, lo portò agli arresti domiciliari, e un certo punto si è persino commosso interrompendo il discorso e riprendendolo con la voce rotta dal pianto. «Credo - ha detto - che non si fermi una Regione in questo modo, che non si fermi un uomo in questo modo».
Quindi si è detto «fiero» di alcuni risultati raggiunti durante la sua presidenza: «Matera Capitale europea della cultura 2019, di aver salvato tanti Comuni dal dissesto finanziario, di aver deciso tanti investimenti, di aver portato a Potenza il Frecciarossa e di aver chiuso il centro oli Eni di Viggiano, cosa che rifarei altre cento volte».
«Sono stati molti mesi dedicati al silenzio assoluto e avrei da dire molte cose non solo il mio successore». Così il governatore uscente si è rivolto a giornalisti e simpatizzatizzanti presenti in sala assieme ai vertici del centrosinistra.
«Ogni mia scelta è stata dettata dagli eventi e sono fiero e cammino a testa alta per mia storia, nonostante sia stato punito più di quanto meritassi o qualsiasi persona può aspettarsi o immaginare». Ha proseguito.
Pittella ha rivendicato lo slogan della “rivoluzione democratica” con cui si era presentato e ha vinto le elezioni nel 2013, «che ancora porto nel cuore e credo che in parte ci sia stata».
«Nonostante tutto - ha aggiunto - provo a mantenere la ragionevolezza che è la traccia su cui un uomo impegnato nelle istituzioni e in politica deve mantenersi. Divento presidente per una congiuntura che voleva il rinnovo delle classi dirigenti e quelle classi dirigenti nuove, che un tempo erano seconde linee sono ancora le uniche che possono darci un futuro. Per questo non lavorerò per tornare indietro».
Così ha giustificato anche le trattative condotte nelle ultime ore per preservare nel prossimo Consiglio regionale una rappresentanza significativa del gruppo dei fedelissimi.
«Mi avete chiamato “gladiatore”, amato e odiato, ma ci sta. E’ la politica e il mercato della politica». Ha continuato Pittella rivolgendosi ai giornalisti. «Immagino mai per un atteggiamento di ostilità personale. Ne io vi ho risparmiato carezze e stilettate. Ma ci sta».
Quindi tornando alla sua esperienza come governatore, ha parlato di «5 anni di un viaggio senza respiro, spesso solo con pochi temerari. Abbiamo vissuto ogni anno 4 stagioni non sempre coincise con quelle meteorologiche. Sono stati fatti tanti errori, chi di noi non li fa, e se dovessi esercitarmi su cose che non rifarei vi confesso che avrei dovuto dire qualche “no” in più. O sugli atti amministrativi come l'opposizione all’articolo 38 (riforma in materia di estrazioni petrolifere del governo Renzi, ndr) avrei dovuto avere una posizione più netta. Ricordo l’assedio alla Regione mentre provavamo a motivare la nostra scelta mentre la tempesta mediatica dipingeva le nostre mani di nero petrolio. Ma abbiamo memoria per ricordare anche il resto? Pensiamo alla Basilicata del 2013 e a quella di oggi. E’ un bambino che dal gattonare ha inizato a camminare. Sono fiero di Matera 2019 che non cade dal cielo. Non ci sono altri che l'hanno costruita se non noi e la nostra fatica. Sono fiero di aver salvato comuni e Potenza dal disastro finanziario. Sono contento di viaggiare sul Frecciarossa e richiuderei il Centro olio di Viggiano. Sono entusiasta di aver investitito 200 milioni di euro sui bandi per l’artigianato, le imprese giovanili, l’occupazione. Oltre 400 milioni di euro in agricoltura. Tutto emendabile, migliorabile, certo. Ma noi abbiamo fatto registrare un avanzamento. Non abbiamo temporeggiato né soprasseduto, ma sposato una linea coraggiosa».
Quanto al bagaglio che si porta dietro, Pittella ha spiegato che «non c’è stata maggiore soddisfazione per me di aver rappresentato ai massimi livelli la Regione. Chi è stato presidente lo resta per sempre, per la capacità di incidere la terra che ha dimostrato. Io ci ho creduto e ci credo anche se non sono candidato presidente. Spero sia questo un monito a tanti che dovrebbero anteporre la politica con la maiuscola ad altro. E’ questo che mi ha fatto sopportare la detenzione e tante cattiverie. Sono stati mesi complicatissimi per la vicenda giudiziaria. Mi sembra che sia stato tutto assurdo, abnorme, incomprensibile. Ma non credo che si fermi una regione e un uomo in questo modo». E qui si è commosso.
«“Gladiatore”, ma uomo fatto di carne e ossa». Ha ripreso. «E io ho osservato lo spettacolo di questi mesi. Ho guardato con sofferenza anche in queste settimane quanti cancellavano con leggerezza disarmante il grande lavoro fatto, il portato sentimentale, il valore dell’amicizia. Spero che possano ripensare nel tempo ad atteggiamenti e parole consumate. Non si vive politica così. Tutti pronti per scappare, a tagliarti strada, a salire carro del vincitore direi di no, su questo voglio rassicurarvi. Ma il lavoro fatto resta una pietra miliare perché la scuola di restauro a Matera si può toccare e a Tinchi c'è la dialisi e all’ospedale di Villa d'Agri sono stati fatti passi da gigante. Il nostro lavoro in piedi e in attesa di giudizio».
Rispondendo a qualche domanda Pittella ha assicurato anche l’autonomia che avrà il nuovo candidato governatore Trerotola già in queste ore sulle liste che lui aveva attrezzato per se stesso.

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