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REGIONALI 2019 | I Cinque Stelle i primi a depositare le liste

Basilicata
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POTENZA – Se i poli di centrodestra e centrosinistra continuano a definire le liste, sono già pronti i nomi del Movimento 5 Stelle che si presenta alle elezioni con il candidato presidente Antonio Mattia: il primo a fare campagna elettorale, al lavoro già da quest’estate dopo l’investitura on line. Attivista del Movimento dal 2012,  ha 47 anni, una laurea magistrale in giurisprudenza e risiede a Vaglio di Basilicata, in provincia di Potenza. Ha lavorato per anni nel commerciale, specializzandosi nel campo della gestione delle risorse umane, del marketing e della comunicazione. Nel 2008 ha aperto un’attività a Potenza nel settore della ristorazione e dell’intrattenimento per famiglie e bambini, attualmente gestita dalla moglie. Per Mattia la Basilicata può «diventare il baricentro dello sviluppo del Mezzogiorno d’Italia» e ci sono «le condizioni e le competenze per una rinascita sociale, economica e culturale da vivere nella propria terra nel pieno rispetto della legalità». 

CINQUESTELLE I primi a depositare le liste provinciali di Potenza e Matera per le elezioni regionali, nei rispettivi Tribunali, sono stati dunque i 5 Stelle.  Sui venti candidati al proporzionale (13 in provincia di Potenza, sette in quella di Matera) le donne sono otto, cinque per Potenza e tre per Matera. Sono ricandidati i consiglieri regionali uscenti Gianni Perrino e Gianni Leggieri.

NEL CENTROSINISTRA Quasi accantonata la lista di Vito De Filippo con gli amministratori locali, si tesse la tela della squadra Pd e “satelliti”, dopo il passo indietro del governatore uscente Marcello Pittella. Non si candidano né l’assessore uscente Carmine Miranda Castelgrande – il quale ha motivato la sua rinuncia con il bisogno di rinnovamento nella persona di Robortella – né Rossella Spagnuolo: entrambi preferirebbero appoggiare Mario Polese nella lista del Partito democratico. Il segretario regionale occupa la casella numero 1 della pattuglia che, salvo cambiamenti dell’ultim’ora, dovrebbe includere il medico Salvatore Gubelli, Claudio Cantiani (sindaco di Villa d’Agri), il medico Andrea Barra, l’ex sindaco di Rapolla Michele Sonnessa, il consigliere regionale uscente Vito Santarsiero, il sindaco di Banzi Nicola Vertone, Maura Locantore (la coordinatrice provinciale del Pd potentino che 10 giorni dopo gli arresti di luglio dichiarò «sono orgogliosa di essere amica di Pittella»), Letizia Mongiello (tra i papabili candidati alle Primarie mai fatte, fu la prima dei non eletti nel 2013 nella lista di Mollica, che la superò di appena 200 voti), la dipendente regionale Marina Pecoriello, Anna Maria Scalise (sindaca di Ruoti famosa per il video virale in cui il suo predecessore Salinardi in un comizio disse «Votate lei, di fatto resto io»), Caterina Fortarezza, dirigente medico, e Giovanni Santarsenio, 40enne vicesindaco di Lagonegro. Sul fronte materano, con Roberto Cifarelli e Achille Spada ci sarebbero Biagio Iosca, anche lui dirigente medico, Giuseppe Labriola (di Tursi, ma solo omonimo dell'ex sindaco e consigliere provinciale), Alessandra D’Angella avvocatessa di Pisticci, Daniele Cascia e Pasquina Bona, già lacorazziana in Fronte Dem.
Per la lista Progressista degli speranziani è in corsa l'ex assessore comunale di Potenza Carmen Celi.
Intanto il passo indietro di Marcello Pittella ha causato, a cascata, un effetto domino di defezioni tra i candidati: è il motivo per cui nelle ultime ore sta saltando più d’una candidatura. Intanto prende forma il soggetto Centro Democratico – Verdi e +Europa.
Sempre oggi il candidato presidente di BasilicataPrima, il dissidente  dem Piero Lacorazza, ha comunicato la sua rinuncia a correre e la volontà di sostenere il candidato unico Trerotola; l'annuncio nel corso di una conferenza stampa inizialmente fissata per ieri pomeriggio e poi “sconvocata” (nel comunicato stampa, Lacorazza si autodefiniva ancora «candidato presidente»).

NEL CENTRODESTRA Anche nello schieramento di Vito Bardi proseguono febbrili le trattative per “chiudere” le liste i responsabili dei partiti della coalizione, Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, più Idea di Nicola Benedetto. Dopo il “niet” al ritorno a destra di Aurelio Pace (il consigliere regionale uscente fino a lunedì era ancora seduto al tavolo del centrosinistra di Pittella), si continua a valutare se aprire la lista del presidente anche a qualche candidato meno “civico” degli altri, magari con un ruolo da consigliere comunale o amministratore, purché non sia marchiato da appartenenze politiche troppo forti. Nella lista di Benedetto, su cui starebbero convergendo anche altri transfughi del centrosinistra: ma se l’ex presidente della Provincia di Potenza Nicola Valluzzi avrebbe detto no sia al centrosinistra sia alla stessa Idea, perché non vi vedrebbe un “progetto adeguato” al momento, spunta il giornalista Giovanni Rivelli papabile candidato consigliere nella lista di Benedetto (che sta raccogliendo le firme). Bardi avrebbe posto il veto su Paolo Castelluccio (lo stesso Benedetto pare preferisca correre alle Europee del 26 maggio).
Nella lista del presidente si sta vagliando la possibilità di inserire il consigliere comunale materano Rocco Buccico e l’assessore potentino all’Ambiente Rocco Coviello, mentre il ginecologo materano Giovanni Vizziello è dato ancora per incerto tra la lista di Bardi e quella di Fratelli d’Italia. Sorprese arrivano anche dalla lista della Lega, dove avrebbe trovato posto, a Potenza, Carmine Cicala, fratello del sindaco di Viggiano Amedeo, spesso nominato negli ultimi giorni come candidato governatore alternativo allo stesso Bardi. Nel carroccio dovrebbe trovare posto anche Dina Sileo, ex coordinatore vicario di Forza Italia e referente regionale di Italia Madre di Irene Pivetti, che starebbe concludendo un accordo a livello nazionale con Matteo Salvini.
Intanto il neo-coordinatore regionale del Popolo della Famiglia, Antonio Tisci, ha comunicato che – nell'impossibilità di presentare una propria lista – il PdF appoggerà Rosanna Coluzzi (Fratelli d’Italia).

LA COERENZA DI DE LUCA Ma questo è anche il tempo dei “passi indietro” o “di lato” che dir si voglia. Ieri è toccato a Franco Mollica. L’ex presidente del Consiglio ha argomentato su fb che quella di non candidarsi alla Regione è una «decisione presa da tempo. Dopo quattro legislature dove ho rivestito diversi incarichi tra cui quello di assessore prima e poi da presidente del consiglio lascio spazio a donne e giovani perché la politica ha bisogno di alimentarsi di nuove energie e di ricambio. Non lascerò la politica perché chi la sente nel sangue è difficile che ne possa fare a meno e la farò da altro ruolo. Mi candiderò a sindaco del mio comune per mettere a disposizione della comunità la mia esperienza e conoscenza della macchina burocratica e amministrativa oltre che seguirla nelle dinamiche regionali. Ai miei amici auguro in bocca al lupo così come a tutti i candidati che in questa competizione si cimenteranno».
Da segnalare infine il sindaco di Potenza Dario De Luca, coerente con la scelta di non ricandidarsi (nemmeno come sindaco): una volontà che espresse egli stesso nel corso di un forum al Quotidiano del Sud già nel maggio del 2017.

 

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