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REGIONALI 2019 | Bardi (centrodestra) verso la vittoria

Basilicata
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Vito Bardi
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POTENZA – Il centrodestra ipoteca la vittoria anche in Basilicata. Dalle prime proiezioni (campione 20%) Vito Bardi con il 42,4 per cento si avvia verso la presidenza della regione, con la Lega sempre più nazionale di Matteo Salvini che si afferma ora al Sud con il 17%. Secondo è Carlo Trerotola del centrosinistra al 33%, staccato di quasi 10 punti. Seguono Antonio Mattia di M5S al 20% e Valerio Tramutoli (Basilicata Possibile, lista civica) al 4,6%.

LA PRIMA DICHIARAZIONE DA GOVERNATORE
“I lucani hanno risposto presente. La Lucania è pronta per il cambiamento. Oggi abbiamo scritto la storia”. Lo ha dichiarato il generale Vito Bardi, avviandosi alla vittoria delle elezioni alla guida del centrodestra. “Dopo tanti anni di centrosinistra - ha proseguito - il centrodestra ha scelto la via del riscatto. Sono lucano e uomo delle istituzioni e sono onorato. Chiamerò Berlusconi, Salvini e la Meloni subito. La campagna elettorale è terminata. E’ stata un’esperienza splendida, sono felice. Scusatemi, sono emozionato. Al primo posto nella mia agenda ci sarà il lavoro”. 

Come già in Molise, Abruzzo e Sardegna, la coalizione della Lega con Forza Italia (11,5%) e Fratelli d’Italia (6,3%) paga a livello amministrativo, se saranno confermati questi dati fino alla fine, nonostante i partner siano divisi dal governo a Roma. Esperienza quest’ultima che sembra pesare sul M5S, che registra, sul parziale, il 20%, meno della metà delle politiche di un anno fa (44%), ma 7 punti sopra le regionali 2013, restando comunque primo partito in Basilicata.

Dal voto lucano sembra uscire così così il Pd, intorno al 9%, non spinto più di tanto dall’effetto Nicola Zingaretti, due volte nell’ultima settimana in regione. Assieme alla lista Avanti Basilicata (oltre 10%) dell’ex presidente dem Marcello Pittella si arriva quasi al 20%. L’affluenza é del 53,58%, 6 punti in più del 47,60% del 2013 (quando si votava in due giorni). L’affermazione dell’ex generale della Finanza Bardi (candidato indicato da Forza Italia), se confermata dai dati definitivi, avrebbe carattere "storico": l’ex Casa delle Libertà espugnerebbe una roccaforte del centrosinistra da 24 anni, finora mai messa in discussione. «Evviva, la #Basilicata si è data finalmente un buon #governo!», esulta Silvio Berlusconi. E' il rivale di centrosinistra Trerotola a riconoscere per primo la sconfitta. «Farò opposizione», dice. Una vittoria che segna comunque un altro exploit della Lega al Sud. Un successo «pesante» del partito di Salvini (che ha rotto il silenzio elettorale invitando a votare per mandare a casa il Pd). Tonifica la linea del leader e lo lancia verso le europee e le regionali in Piemonte da una posizione di forza. Così sicuro Salvini da annunciare a urne aperte «la Lega governerà la Basilicata».

Il centrosinistra uscirebbe sconfitto con uno stacco che viaggia intorno a 10 punti, sempre se sarà confermato fino in fondo il trend registrato dalle prime proiezioni, ma terrebbe complessivamente con un dato sopra il 30%. Alla prima prova elettorale del segretario Zingaretti, che ha chiuso la campagna in una piazza gremita di Matera. Un’altra sconfitta onorevole come in Abruzzo e Sardegna.

«Il voto ribadisce, con il crollo del M5S, il riproporsi di un nuovo bipolarismo, con un centrodestra guidato dalla Lega di Salvini ed un centrosinistra che conferma la sua netta ripresa rispetto alle politiche - commenta Marina Sereni, responsabile Enti locali Pd -. A pochi giorni dal voto c'erano 4 candidati e sembrava impossibile per noi recuperare. La strada è ancora lunga, ma è quella giusta: cambiare, ricostruire e radicare una nuova alleanza». Da leggere in due modi il risultato del M5S che il 4 marzo scorso conquistò in Lucania la quota record del 44%. Il calo al 20%, sempre se confermato da dati definitivi, sarebbe netto, ma rispetto alle regionali 2013 guadagnerebbe 7 punti. Molti pentastellati temono che un calo dei consensi in Basilicata potrebbe anche essere collegato alla delusione degli elettori dopo la vicenda che ha portato all’arresto di Marcello De Vito, nello scandalo sul nuovo stadio della Roma. «Ma siamo il primo partito», sottolinea il senatore Arnaldo Lomuti.

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