Salta al contenuto principale

Intervista a Di Maio: «Nuovo regionalismo? Bene se colma i divari»

Ma «la riforma delle autonomie non deve accentuare le disparità»

Basilicata

Su Matera «I governi centrale e locale non hanno fatto nulla in 4 anni»

Chiudi
Apri
Didascalia Foto: 
Luigi DI Maio
Tempo di lettura: 
6 minuti 32 secondi

LA Giunta Bardi è «in piena continuità con il passato e le giunte targate Pd», un partito che a sua volta «ha cambiato le maschere, la facciata, ma in verità è rimasto sempre uguale». È tranciante il giudizio del vicepremier Luigi Di Maio su centrodestra e centrosinistra lucani. Stamattina parlerà di sviluppo e 5G a Matera, intanto non si sottrae nemmeno a un parere sulla Città dei Sassi: fino a un anno fa «il governo del Pd e le amministrazioni locali non avevano fatto praticamente nulla», e in ogni caso adesso la sfida è «che questa grande opportunità non si esaurisca nel 2019», dice il ministro del Lavoro. A due settimane dal voto amministrativo ed europeo, tra temi locali e nazionali Di Maio marca le distanze tanto dai compagni di governo quanto dai Democratici, ridimensionando l’ipotesi che vede 5 Stelle e Dem prima o poi alleati. Molto dipenderà proprio dall’esito delle urne il 26 maggio.

Ministro Di Maio, da settimane i rapporti con gli alleati di governo sono tesi: pensa ci sia lo spazio per ricucire, su temi d'interesse comune o continuerete a marcare le differenze con la Lega sui vostri cavalli di battaglia?

«C’è un contratto di Governo da rispettare. In questi ultimi mesi sono emerse delle differenze su alcuni temi, come la tutela delle istituzioni e la corruzione. C’è anche un gap di concretezza che spero possa essere recuperato, perché il MoVimento 5 Stelle sta facendo segnare numeri positivi su tutti i suoi provvedimenti, basti pensare al decreto dignità e al reddito di cittadinanza. Abbiamo anche progettato il decreto crescita e lo sbloccacantieri, oltre al decreto semplificazione e allo spazzacorrotti. Insomma, stiamo lavorando molto e badando meno agli slogan rispetto ad altri. Naturalmente quando lei parla di differenze da marcare si riferisce alla corruzione: su questo non arretreremo mai di un millimetro, inutile cercare di spostare l’attenzione su altro come è stato fatto nelle ultime settimane. Se qualcuno pensa che il M5S stia zitto su temi così importanti come la corruzione o su una inchiesta legata alla mafia, allora ha proprio sbagliato».

Il tema della sicurezza è dirimente su scala nazionale ma non solo, è stato spesso brandito e cavalcato dalla Lega di Salvini. Come pensa che si innesti nell'idea di Europa propugnata dal Movimento 5 Stelle?

«Il tema della sicurezza è dirimente a patto che non venga brandito a fini elettorali. Bisogna fare le cose, non solo annunciarle. Il tema dei rimpatri è ora fondamentale, non mi interessa se sono 500mila o 90mila, anche se coi numeri bisogna fare attenzione altrimenti si alimentano le fobie. Il tema è che bisogna fare e firmare accordi sui rimpatri e su questo si deve lavorare di più. Certo, l’Europa ci deve aiutare, non può pensare di fare ancora da spettatrice, ma certamente ci sono alcuni Paesi che remano contro, come l’Ungheria di Orban che ha già dimostrato voti alla mano che è contro la riforma del regolamento di Dublino. Ovvero di quell’accordo firmato da Pd e Forza Italia che trasforma l’Italia nel campo profughi d’Europa, obbligandoci a farci carico di tutti i migranti economici. Ecco, pensare di cambiare questo aspetto dell’Europa alleandosi con Orban è abbastanza strano, per non dire paradossale. Non parliamo poi della lotta all’austerità, ma questo è un altro capitolo».

Lei è un uomo del meridione, come il premier Conte: come legge il divario tra nord e sud alimentato da politiche che per anni hanno visto destinare più risorse alle regioni settentrionali? Il regionalismo differenziato accentuerà queste disparità?

«Siamo italiani e rappresentiamo le istituzioni del popolo italiano. Non esiste una Italia di serie A e una di serie B, non esisterà mai. L’Italia è unica e indivisibile, quindi chi pensa che la riforma delle autonomie regionali possa avvantaggiare il Nord a scapito del Sud si sbaglia di grosso. L’Italia vince quando gioca di squadra, non quando si arrocca su posizioni assurde. Ma davvero qualcuno pensa che ci possa essere una sanità di serie A e una di serie B, scuole di serie A e di serie B? La riforma delle autonomie regionali va bene se punta a colmare i divari, non se li vuole accentuare».

Visita una Regione che, al pari della vicina Calabria o dell'Umbria, ha di recente vissuto scandali giudiziari ai livelli più alti dell'amministrazione: potrebbe essere proprio la questione morale uno dei motivi per cui potreste non essere mai alleati del Pd, come pure qualcuno ipotizza magari dopo il 26?

«Il Pd ha cambiato le maschere, la facciata, ma in verità sono sempre gli stessi. Fanno a gara con Forza Italia da ormai vent’anni per avere il maggior numero di indagati e la più alta percentuali di scandali. È un gioco triste che ha svuotato le tasche degli italiani e li ha privati dei servizi. Poi, parliamoci chiaro, un partito che come nuovo corso propone l’innalzamento degli stipendi dei parlamentari, il ripristino dei vitalizi e che vota contro la riduzione del numeri dei parlamentari è un partito rinato stanco».

La ministra Lezzi è stata spesso critica a proposito dell'avanzamento dei lavori di Matera Capitale. Lei che città vorrebbe o pensa di trovare ora che il 2019 è in pieno svolgimento?

«Quando il ministro Lezzi si è insediata insieme al governo nel giugno 2018, a Matera era tutto fermo: il governo del Pd e le amministrazioni locali non avevano fatto praticamente nulla. Eppure Matera era stata designata Capitale europea della cultura quasi 4 anni prima del nostro arrivo. Il ministro per il Sud ha trovato una situazione allo sfascio, tanto che è dovuta andare ogni mese in città per spronare, controllare, trovare soluzioni. Il suo intervento è stato di grande utilità e questo i materani lo hanno capito e apprezzato. Matera capitale europea della cultura 2019 potrebbe segnare l’avvio di un percorso di straordinario sviluppo per tutta la Basilicata e per il Mezzogiorno. Bisogna evitare però che questa grande opportunità si esaurisca nel 2019 senza lasciare un segno profondo e concreto nel corso dei prossimi anni. Le difficoltà e i ritardi emersi nel corso degli anni di preparazione dell’evento devono essere completamente superati, così come sta già avvenendo, grazie alle azioni e al supporto dei ministri Lezzi e Bonisoli, e da un atteggiamento più efficiente della Regione Basilicata, del Comune di Matera e della Fondazione Matera 2019. Sono certo che si possa lavorare tutti insieme per un piano di sviluppo capace di mettere a sistema e a valore economico tutti gli asset caratteristici e inimitabili di Matera in una logica di connessione con le principali infrastrutture culturali, innovative e fisiche dell’intero Mezzogiorno. Occorre una strategia generale che, partendo dal grande patrimonio offerto, guardi alla Basilicata come finestra del Sud aperta sull’Italia, l’Europa e il mondo. A partire dai problemi di trasporto pubblico e dalla mancanza di collegamenti efficienti».

In Basilicata la Giunta Bardi è stata presentata da qualche giorno, dopo una lunga gestazione: cosa si sente di indicare idealmente al neogovernatore fra le priorità della Basilicata, regione che lei conosce bene, dall'emergenza spopolamento alla questione petrolio?

«I ritardi per il varo della giunta dimostrano come il centrodestra lucano sia diviso e che a prevalere sia il calcolo politico e clientelare, un male che affligge particolarmente questa terra. Rispetto alle priorità aspettiamo la giunta Bardi alla prova dei primi atti che varerà, ma gli inizi non sono nel segno del cambiamento: i cittadini lucani ancora non sanno cosa il nuovo governo regionale intenda fare. Sappiamo però che intendono aumentare le estrazioni petrolifere dai giacimenti lucani. Insomma siamo in piena continuità con il passato e le giunte targate Pd. Ci si dovrebbe invece concentrare su questioni come lavoro, spopolamento e servizi per la Basilicata. Per quanto riguarda il governo centrale, stiamo dando risposte concrete attraverso il Reddito di cittadinanza, il decreto dignità e con altre misure che, come ministero dello Sviluppo e del Lavoro, abbiamo in cantiere per il Mezzogiorno. A questo va aggiunto l'impegno per le infrastrutture al Sud e la Zes Jonica, che rappresenta una opportunità lavorativa e imprenditoriale».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?