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POTENZA – “Entro e non oltre le 12 del decimo giorno successivo a quello di pubblicazione”. Così nel testo dell’avviso di manifestazione a partecipare alla procedura negoziata mediante richiesta di offerta sul Mepa (Mercato elettronico della pubblica amministrazione) per la conclusione di un accordo quadro triennale per l’affidamento dei lavori di manutenzione da eseguire sugli immobili adibiti ad uffici della Regione Basilicata. Prezzo: 412mila euro più Iva. Fino a qua nulla da eccepire. Data della pubblicazione lo scorso primo luglio.

La determinazione dirigenziale da cui è scaturita la procedura negoziata risale al 22 maggio scorso e prevedeva espressamente “di stabilire che la procedura negoziata senza bando sia preceduta da avviso pubblico di indagine di mercato da pubblicare sul sito www.basilicatanet.it alla sezione BANDI E AVVISI, finalizzato alla selezione di 15 operatori economici, se sussistono in tale numero soggetti idonei; di approvare i seguenti documenti finalizzati all’espletamento dell’indagine di mercato: avviso pubblico di indagine di mercato, modello di domanda per la manifestazione di interesse e informativa sul trattamento dati e di stabilire che il termine per la presentazione delle domande per la manifestazione di interesse sia pari almeno a 10 giorni a decorrere dalla data di pubblicazione dell’avviso pubblico.

Le istanze di partecipazione, quindi, potevano essere inviate già da mercoledì alle 8. Sul portale istituzionale della Regione, tra l’altro, è indicata la data di inizio presentazione istanze (01/07/2020 ore: 8) e la scadenza (13/07/2020 ore: 12).

Tutto chiaro almeno a parole visto che qualcuno interessato a partecipare alla procedura negoziata si è accorto di una stranezza. Lo scorso primo luglio di quell’avviso a quanto pare non c’erano tracce. Ieri mattina, invece, alle 8.30 risultavano già protocollate sei istanze che all’ora di pranzo sono diventate sette.

Insomma o qualcuno ha passato la notte a cavallo tra ieri e il primo luglio davanti al computer e, come è apparso l’avviso, si è immediatamente “precipitato” a protocollare la sua domanda o almeno i primi sei probabilmente sapevano già cosa fare.

Una tesi, quest’ultima, che sarebbe avvalorata da un particolare non di poco conto.

L’avviso esplorativo di indagine di mercato che ha dato esecuzione alla determinazione dirigenziale del 22 maggio scorso non riporta alcuna data per cui non non è possibile sapere se sia stato predisposto e fatto circolare nei giorni precedenti il primo luglio scorso in modo da consentire agli interessati di essere pronti per il giorno della pubblicazione dell’avviso sul sito, che però, in teoria, nessuna impresa avrebbe dovuto conoscere in anticipo.
In teoria. Ma dalla teoria alla pratica spesso ce ne passa e quindi è almeno lecito sospettare che, proprio perché sull’avviso esplorativo non è riportata alcuna data che nel lasso di tempo intercorso tra il 22 maggio scorso – data della determinazione dirigenziale – e il primo luglio di quell’avviso esplorativo qualcuno sia stato messo a conoscenza in anticipo concedendo così il tempo per “battere” sul tempo e sulle date la concorrenza.

Da escludere che la persona interessata non si sia accorta che già il primo luglio l’avviso era stato pubblicato a meno che non sia stato colto da un improvviso attacco di sonno.

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