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Il presidente della giunta regionale lucana Vito Bardi

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POTENZA – La Basilicata resterà arancione almeno per un’altra settimana, con bar e ristoranti costretti a lavorare soltanto per l’asporto, e il divieto di spostarsi dal proprio comune senza un giustificato motivo.

E’ quanto deciso ieri sera dal ministro della Salute Roberto Speranza, nonostante il precipitoso calo dell’indice di contagiosità dei pazienti lucani affetti da covid 19 registrato dai dati consolidati della scorsa settimana (aggiustati con le ultime informazioni trasmesse nella giornata di mercoledì).

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La decisione di lasciare la Basilicata in zona arancione, mentre passano in zona gialla la vicina Puglia con Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche e Umbria, ha scatenato la protesta del governatore Vito Bardi. Tanto più che soltanto questo martedì il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, in visita al Crob di Rionero, aveva prospettato una retrocessione al giallo anche del livello di rischio assegnato alla Basilicata.

«Mi dicono che l’algoritmo classificherebbe la Basilicata ancora come zona arancione». Così il governatore ha annunciato, prima di tutti, la conferma delle restrizioni in vigore dalla seconda settimana di novembre, quando i 21 indicatori elaborati dall’Istituto superiore di sanità hanno lanciato l’allarme sulla situazione lucana. A partire dal più importante di quegli indicatori, vale a dire l’indice di contagiosità o Rt, che nella settimana tra il 26 e il 1 novembre aveva raggiunto un valore record di 1,99, che significa il raddoppio dei contagi in lasso di tempo molto breve.

Bardi ha reso noto che l’ultima rilevazione Iss ha fissato a 0,86 il valore dell’indice Rt lucano calcolato sulla base dei dati della scorsa settimana. «In forte calo rispetto alle settimane precedenti e comunque al di sotto della media nazionale (0,91, ndr)», ha aggiunto.

Il governatore non ha ricordato, per intuibili ragioni, il primato nazionale nell’infausta classifica degli Rt, raggiunto 2 settimane fa, già degradato a un quarto posto la scorsa settimana, e a un undicesimo posto ieri. Ma neppure un altro indicatore particolarmente positivo tra quelli presenti nell’ultimo report Iss, ovvero la «classificazione complessiva di rischio», che vede Basilicata e Campagnia da sole in Italia, almeno fino a prova contraria, con un livello «basso».

«Abbiamo ulteriormente ampliato – ha proseguito Bardi – i posti per ricovero covid presso le strutture preposte e rafforzato il monitoraggio avviando uno screening massicciò con test rapidi (20.000 su Potenza e 20.000 su Matera)». Quindi ha confermato che «se le cose proseguiranno così, nei prossimi giorni è prevista anche la riapertura delle scuole», dopo l’ulteriore proroga del divieto di didattica in presenza anche per medie ed elementari fino al 9 dicembre (per le scuole superiori il divieto è stato disposto a livello nazionale).

Poi l’attacco al governo. «Mi chiedo, e mi unisco ai colleghi governatori che già hanno espresso perplessità in merito, perché essere schiavi di un algoritmo che sembra non tenere conto dei progressi raggiunti, dei sacrifici dei cittadini e dello stato dei territori». Sono le parole di Bardi in un comunicato diffuso ieri in serata. «I lucani anche in questa seconda ondata hanno risposto in maniera esemplare rispettando le regole, la Regione e gli enti locali hanno fatto la loro parte in maniera efficace. Meritiamo la zona gialla».

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