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Una dose di vaccino

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«SIAMO tra quelli che hanno somministrato più dosi».
Ha voluto replicare così l’assessore regionale alla Salute, Rocco Leone, alle ultime polemiche sull’andamento della campagna di immunizzazione in Basilicata. Polemiche che nelle ultime ore hanno visto anche partire alcune lettere ai vertici della Regione, in cui si chiede la rimozione di chi ha gestito finora l’emergenza sanitaria, «Politici e non». Come quella dell’82enne avvocato lauriota, Vincenzo Petrocelli, pubblicata anche nell’edizione di ieri del Quotidiano del Sud.

Leone ha risposto, in primis, alle critiche per i ritardi accumulati in diversi centri lucani nella campagna dedicata agli anziani con più di 80 anni. Tanto più che diverse persone prima hanno avuto notizia dell’appuntamento già fissato per la somministrazione e poi una telefonata in cui venivano avvisate della temporanea sospensione della campagna.

«Senza volerci sottrarre al peso delle nostre funzioni e responsabilità, che dall’inizio del mandato abbiamo onorato con sacrificio e dedizione, vogliamo riferire – ha spiegato Leone – che questo problema legato alla campagna vaccinale riguarda tutta l’Italia e il motivo è semplice: mancano i vaccini a causa dei ritardi nelle consegne conseguenti allo storno che le case farmaceutiche hanno perpetrato a vantaggio di alcuni stati e a scapito di altri, quali l’Italia».
«Per onore della verità – ha aggiunto l’assessore – vogliamo ribadire che la Basilicata, tra mille difficolta, oltre ad avere attivato 131 punti vaccinali, tanti quanti sono i suoi municipi, si posiziona tra le regioni italiane che hanno somministrato più dosi rispetto a quelle ricevute. Non prevale pertanto il vulnus dell’organizzazione, ma piuttosto quello dell’approvvigionamento.

Nelle nostre parole – conclude l’assessore – solo un velo di rammarico, ma soprattutto tanta speranza per il futuro. E, come ama ripetere sempre il nostro presidente Bardi, siamo convinti che restando uniti ce la faremo anche questa volta».
A ieri sera, in realtà, la Basilicata si piazzava ancora di poco sotto la media italiana nel rapporto tra dosi disponibili e già somministrate, indicato nel “cruscotto” messo a disposizione dal governo per il monitoraggio della campagna vaccinale sul territorio nazionale.

Di 62.275 dosi consegnate alle aziende sanitarie lucane, infatti, solo 46.471, risultano già somministrate. Pari al 74,6%. Mentre in Italia delle 6.542.260 dosi disposizione sono 4.909.923 quelle inoculate. Pari al 75%.
Nei giorni scorsi Leone aveva già difeso in Consiglio regionale l’operato del Dipartimento salute nella conduzione della campagna vaccinale dalla critiche arrivate anche dall’interno della stessa maggioranza di centrodestra.

In precedenza, inoltre, l’assessore aveva risposto anche a un’altra lettera indirizzata ai vertici della Regione dal padre di un bimbo disabile, che chiedeva un accesso preferenziale ai vaccini per il figlio e gli altri cittadini nelle medesime condizioni.
In questo senso si era detto disponibile all’inserimento dei soggetti con grave disabilità tra quelli a cui verrà somministrato il vaccino subito dopo la conclusione della campagna di profilassi riservata agli ultraottantenni.

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