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I carabinieri davanti a una delle abitazioni in cui si è tentato di rubare

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POTENZA – Nel giro di poche ore un tentato furto e un altro andato a segno. Tutto quanto nel giro di pochi chilometri, in quella che un tempo era chiamata contrada Piani del Mattino e oggi è divisa in diverse vie. Nella notte tra il 3 e il 4 dicembre un tentativo si è registrato in via Ponte di Sant’Antonio.

Tutti in casa dormivano, erano le 3.30 del mattino. Poi però i cani hanno iniziato ad abbaiare così forte che i residenti, ormai pronti a qualsiasi evenienza, si sono alzati per capire cosa stava succedendo. I residenti raccontano che il proprietario della casa che sarebbe stata scelta – se i cani non avessero funzionato da allarme – è corso al cancello, dove avrebbe visto ben quattro persone, con il viso quasi completamente coperto. I ladri, vistisi scoperti, sono fuggiti per i campi. Quando i carabinieri sono arrivati sul posto, allertati dai residenti, era ormai troppo tardi per fermarli.

Il secondo episodio, dopo poche ore, a via Cavalieri di Malta, intorno alle 22.50 di mercoledì. I proprietari erano usciti e, quando sono rientrati, hanno trovato la brutta sorpresa: oltre alla casa sottosopra, infatti, portati via anche soldi e degli orologi, il tutto per un valore complessivo che si aggira sui 4.000 euro.

E i residenti, a questo punto, vivono nel terrore. Impossibile dormire sereni, pensando che nottetempo, questi ladri senza paura di nulla possono intrufolarsi in casa. «La vita – hanno detto alcuni residenti della zona – è davvero diventata terribile. Prima qui stavamo con le porte aperte, non avevamo tanti servizi, ma a compensarli c’era la grande tranquillità, il fatto che tra noi ci conoscevamo, potevamo vivere sereni».

Ora le porte sono serrate, chiusi i cancelli. Ma, nonostante le misure di sicurezza, nessuno qui è più tranquillo. C’è chi ha installato allarmi, chi le telecamere, ma sembra che fermare questi abilissimi e veloci ladri sia impossibile. «Qui vivono anche diversi anziani – dicono – e si ha paura a lasciarli da soli: e se qualche criminale, vistosi scoperto, facesse loro del male?».

In queste strade piccole e tutte circondate da campi, tutti si conoscono e provano a difendersi con il cosiddetto “controllo di vicinato”. Chiamano le forze dell’ordine, con cui sono in costante contatto, ogni volta che si ravvisa una stranezza. Ma ciò che lascia sconcertati è la precisione dell’azione: c’è chi lascia la casa per un paio d’ore e, quando torna, la trova devastata. «Si nascondono allora da qualche parte, siamo spiati continuamente? È questo che non riusciamo a capire: sono sempre dietro qualche muro o cespuglio e aspettano il momento per agire? O hanno qualcuno che li avvisa. Ed è incredibile anche che siano senza auto. O, se ce l’hanno, la lasciano molto lontano, perché loro scappano per i campi, a piedi. E chissà dove arrivano, dove si ritrovano».

Quello che è certo è che ora qualsiasi movimento sospetto, qualsiasi auto non conosciuta viene osservata e seguita. E l’esasperazione delle persone è a livelli altissimi. C’è chi denuncia malesseri continui, dovuti a uno stato d’ansia prima sconosciuto. E c’è chi già annuncia che si difenderà da solo dovesse trovare un ladro nella sua proprietà. Un’esasperazione generale che sta togliendo il sonno e la serenità.

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