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POTENZA – Sulle strade che portano al parco Baden Powel c’è bisogno di un’illuminazione più sicura, più potente ma anche più bella: lo dicono dalla Provincia di Potenza in un provvedimento con cui è stata decisa la rimozione degli impianti attuali e contemporaneamente l’acquisto e la posa in opera di venti nuovi lampioni.
E’ un atto del settore Edilizia e patrimonio con cui l’ente impegna le somme necessarie alla spesa e affida a una ditta locale i lavori di sostituzione degli “organi illuminanti” e la revisione dell’impianto d’illuminazione esterna del parco.


La ditta si occuperà – per 12.760 euro, comprensivi di Iva – di fornire e installare gli organi oltre che di adeguare e certificare l’impianto (la somma è stata giudicata dagli amministratori provinciali «congrua e conveniente rispetto alle prestazioni richieste»).
Il tutto nasce dopo un «sopralluogo» effettuato al parco Baden Powell da parte «del referente della Cooperativa “Venere” di Potenza, gestore del parco stesso, congiuntamente a funzionari di questo Ufficio per la verifica della sussistenza delle condizioni di sicurezza necessarie per lo svolgimento di manifestazioni estive».
Dalla verifica «è stata riscontrata la necessità di eseguire alcuni interventi di manutenzione straordinaria per rendere i percorsi esterni idonei e funzionali sotto il profilo della sicurezza».


Tra gli interventi decisi anche «i lavori per la sostituzione di 20 organi illuminanti e la revisione dell’impianto elettrico, poiché gli organi esistenti si presentano obsoleti, mancanti dello schermo protettivo e non più rispondenti alle norme di sicurezza».
Dunque è urgente «procedere alla sostituzione e revisione dell’impianto, al fine di rispettare la normativa in materia di sicurezza e consentire lo svolgimento delle numerose manifestazioni previste nell’anno 2021, provvedendo altresì all’installazione di organi ad alta efficienza, per conseguire un maggior grado di illuminamento e, nel contempo, assicurare il risparmio energetico».
Ma essendoci nel parco in questione un «vincolo storico-artistico» non si possono installare lampioni di qualsiasi tipo: bisogna scegliere «necessariamente organi luminosi di tipologia adeguata al contesto, di alto valore estetico».


Così dall’amministrazione provinciale hanno voluto rivolgersi alla valutazione della figura istituzionalmente preposta a queste tematiche, ossia il Soprintendente ai beni culturali della Basilicata, Francesco Canestrini, che ha individuato un modello preciso di lampione.
Si tratta di un organo in alluminio (pressofuso all’attacco e al telaio, tornito nel corpo, estruso nei cosiddetti “dissipatori di calore”). Il gruppo ottico a Led è chiuso con vetro temperato da cui può uscire una luce bianca, fredda o calda, a seconda di come sarà richiesta dal committente. Questi lampioncini color grafite, di nemmeno dodici chilogrammi di peso, terminano con un braccio che si curva verso terra e fa piovere la sua brava luce.


Ora – considerando che siamo nel cuore dell’estate e delle affollate manifestazioni stagionali che vedono ogni sera una significativa frequentazione dell’area – bisognerà solo aspettare che questo provvedimento preso il 14 luglio scorso sia eseguito.

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