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POTENZA – Era stato il primo a complimentarsi con Camillo Naborre per la sua nomina alla guida dell’Acta. Una nomina però che il sindaco Mario Guarente non aveva ancora formalizzato. Antonio Di Giuseppe capogruppo di Idea che sostiene la giunta in Consiglio comunale, è il primo anche a chiedere la sua testa. Ieri nel corso dell’assemblea comunale è andato in scena il suo jaccuse contro l’amministratore unico non lesinando critiche anche all’assessore all’Ambiente Alessandro Galella.

Il contesto era rappresentato dalla votazione del nuovo regolamento della Taric. Una votazione che il gruppo di Idea ha votato favorevolmente. E’ nell’intervento poco prima della votazione, Di Giuseppe ha lanciato la stoccata rivolgendosi direttamente al primo cittadino Mario Guarente. «Non si può più gestire l’azienda in questo modo. Ti chiedo sindaco di prendere provvedimenti».

Il capogruppo di Idea esplicita il suo pensiero in maniera chiara: «La città merita altro. Bisogna sostituire questo amministratore con un tecnico che abbia qualità e capacità nella materia ambientale ed energetica». «Come gruppo – aggiunge – pensavamo che l’attuale amministratore avrebbe dato lustro all’azienda. Pensavamo che si andasse oltre e a qualcosa di diverso. Invece bisogna dire la verità: la città è sporca».

Per Di Giuseppe l’Acta dovrebbe essere «il fiore all’occhiello di questa città, ma è diventato un problema. Sono aumentati i costi, ma i servizi sono gli stessi». E rivolgendosi ancora a Guarente, ha aggiunto: «la maggioranza deve fare una riflessione perché l’Acta non può essere gestita in questo modo». La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso, è un avviso che l’amministratore ha affisso sull’albo pretorio qualche giorno fa. Naborre sostanzialmente comunicava ai dipendenti che ci sarebbero stati problemi ad erogare lo stipendio di luglio per mancanza di liquidità. Problema – è bene ribadirlo – poi rientrato con l’intervento del Comune.

Giovedì infatti gli stipendi sono stati regolarmente pagati. Per Di Giuseppe comunque l’episodio dell’albo pretorio: «è stato di una gravità inaudita». Non è mancata poi una stoccata anche all’assessore all’Ambiente Galella. «Sono due anni che diciamo sempre le stesse cose – ha ripreso – Ma abbiamo contezza di che cos’è l’ambiente? Un’assessore dovrebbe curarlo, invece non è cambiato nulla». Il riferimento anche all’ultimo consiglio di qualche giorno fa quando lo stesso Galella ha elencato le criticità del servizio. «Bisogna cambiare passo» ha ripreso il consigliere Di Giuseppe.

E poi usando una metafora calcistica ha concluso: «Non siamo stati capaci di dare lustro a questa azienda e nel calcio quando non si raggiungono risultati si manda a casa – riferito a Naborre – l’allenatore». Di Giuseppe non ha dato ultimatum alla maggioranza anche se sul punto è sembrato fermo. Il sindaco ha incassato a denti stretti. Un po’ come quando scoppiò lo scandalo dei rimborsi Covid. Idea chiese la testa di Marica Padula e la ottenne. Qui non si parla di assessori, ma dell’amministratore dell’Acta. Riuscirà a raggiungere l’obiettivo? La parola passa in mano al sindaco Guarente.

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