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UFFICIALMENTE non parla nessuno. Ad eccezione di chi chiede chiarezza o dimissioni, attraverso comunicati o sui social.
Ma dall’amministrazione, della “topica” costata 700 mila euro non fa cenno nessuno, nonostante sia evidente l’imbarazzo creato dalla situazione.
Dopo aver letto, questa volta con attenzione, le carte ed aver compreso che effettivamente un errore è stato fatto ed è abbastanza marchiano, l’amministrazione comunale pare abbia deciso di non produrre nessun ricorso avverso l’esclusione dalla graduatoria del bando “sport e periferie”, per il progetto su Macchia Giocoli.


In un primo momento, rispondendo in commissione alle sollecitazioni di alcuni consiglieri, l’assessore all’impiantistica sportiva Patrizia Guma aveva manifestato l’intento dell’amministrazione di chiedere ufficialmente all’Ufficio Sport della Presidenza del Consiglio le motivazioni che avevano spinto all’esclusione della richiesta comunale.
Ieri, invece, dopo aver sostanzialmente riconosciuto che è stato commesso un errore nel formulare la domanda, sembra si sia valutata effettivamente l’opportunità di non presentare un ricorso, oggettivamente fondato sul nulla.

Dopo attenta analisi, è apparso chiaro che il responsabile unico del procedimento, che è anche il progettista dei lavori, non avrebbe dovuto firmare la verifica preventiva e la validazione del progetto. Invece è accaduto, per cui come scrivevamo ieri: se l’errore è questo non avrebbe proprio senso fare quel ricorso che, in prima battuta, i consiglieri comunali della Lega avevano annunciato.


Resterà la macchia (non Giocoli) e l’impossibilità di ristrutturare l’impianto sportivo che è e resterà chissà per quanto tempo in stato di degrado e abbandono.
EX ENAOLI- Definita malamente la questione del bando “sport e periferie” all’amministrazione comunale non resterà che dedicarsi a un’altra questione pendente. Premettiamo che del bando per la manifestazione di interesse per ristrutturare il Viviani, ormai, non c’è più traccia: solo l’ennesimo annuncio disperso nel vuoto, per cui appare persino superfluo approfondirne i temi.
Quella che maggiormente pesa è un’altra: lo “scambio”, diciamo così, tra Regione Basilicata e Comune di Potenza, di beni di proprietà.

La Regione cede al Comune la palestra “ex Gil”, in via Manhes, e l’impianto di calcio dell’Ex Enaoli, mentre farebbe percorso inverso l’area del parcheggio di via Verrastro, che serve al massimo ente territoriale.
Il giorno 6 agosto la giunta regionale ha deliberato all’unanimità (assente solo Cupparo) di procedere alla stipula di un protocollo d’intesa per questo passaggio, ed ha inviato al Comune anche la bozza dell’accordo preliminare.
Servirebbe adesso la delibera della giunta comunale per procedere, ma ad oggi nessuna novità: sul sito del Comune di atti di Giunta in merito non c’è traccia.

A meno che non sia stata fatta in assoluto silenzio e non pubblicata.
Ribadiamo, era il 6 agosto. Terminate le ferie, probabilmente, sarebbe il caso di accelerare, per una duplice ragione: innanzitutto una palestra in città serve come il pane; poi perchè c’è già un’intesa di massima per la cessione dell’ex Enaoli al Potenza Calcio, che deve però presentare formalmente il progetto che ha in mente per la ristrutturazione completa dell’area dismessa. Progetto che è strettamente collegato a una concessione pluriennale di questa struttura e del Viviani a chi gestisce la società di calcio. Per la qual cosa servono una serie di atti amministrativi, redatti per bene.

A meno che non si stia tardando per un’altra strategia di carattere politico che – senza prenderci troppo in giro – inevitabilmente vede il partito che guida la città e quello a cui appartiene il presidente del Potenza, su posizioni assolutamente distanti. Ma questa è un’altra storia.

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