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«In poco più di due ore abbiamo raccolto oltre duemila firme di persone offese e turbate da una condotta deprecabile di un personaggio pubblico. Andiamo avanti fino al raggiungimento del nostro obiettivo: il presidente della Regione Basilicata deve prendere provvedimento seri e severi».

Le parole  del segretario generale della Cgil Basilicata, Angelo Summa, in un pomeriggio animato dalle reazioni al commento di Angelo Tisci alla morte di Gino Strada, la dicono lunga sul clima che ha seguito una vicenda nata sui social e ampliata fino a diventare un vero caso politico scoppiato fra le mani del presidente della Regione Vito Bardi che continua a preferire il silenzio. Fra i primi  a reagire  il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Giovanni Vizziello:  «Mi dissocio da questo sterile e pericoloso tentativo di suscitare polemiche. Nel metodo e nel merito. Non è questo lo stile di Fratelli d’Italia, da sempre votato alla moderazione e al confronto, giammai  allo scontro».

Infastidito dalle reazioni alle sue parole, lo stesso  Tisci in una nota tra l’altro svela di aver ricevuto minacce di morte rivolte anche  sue figlie: «Io rispondo delle mie azioni e delle mie parole,  non di quelle che i dementi hanno capito e nelle mie parole non c’è e non ci sarà nessuna parola di gioia per la morte di nessuno ma solo di chiara condanna storica per la violenza politica».  

A sostenere Antonio Tisci si esprimono solo i rappresentanti di Gioventù Nazionale Basilicata, Giordano e Russo: <Quello subito dal Direttore è  un vile attacco da parte di chi, dimenticando qualeprova di tolleranza abbiano dato i propri antenati politici con i barbari omicidi di Falvella,Ramelli, Di Nella e dei fratelli Mattei, vorrebbe estromettere chi non si omologa alle loro idee dal dibattito pubblico e politico e dall’azione amministrativa, in nome di una tanto pretenziosa quanto inesistente superiorità morale>. 

I tre consiglieri del Movimento 5 stelle, Perrino, Leggieri e Carlucci non usano mezzi termini: «Il Presidente Bardi e lo stesso Gianni Rosa (sponsor principale di Tisci) dovrebbero riflettere a fondo sulla deriva che sta prendendo il corso del loro filone politico improntato sul presunto cambiamento.  Approfittino di questa pausa estiva per apportare seri aggiustamenti, rimuovendo chi, come Tisci, si sta dimostrando assolutamente non all’altezza di ricoprire determinati ruoli istituzionali».

A riportare il confronto sul valore umano e professionale di Strada, pensa il sottosegretario all’Editoria e vice presidente dei senatori di Forza Italia, Giuseppe Moles: «Si può non aver condiviso alcune delle sue posizioni politiche ma non può essere messo in dubbio il suo generoso impegno e la sua grande umanità  che ha contribuito a salvare tante vite». Antonio Guglielmi e Giuseppe Verrastro, segretario regionale e aggiunto di Uil Fpl prendono le distanze  «Da chi, in un momento di grande dolore, si lascia andare a considerazioni  sconsiderate ed inopportune».

Usb Basilicata chiede: «L’immediato allontanamento dalle cariche amministrative ricoperte da Tisci. In ultimo, chiede le dimissioni immediate di colui che gli ha assegnato l’incarico».

Parole dure anche dal coordinamento di Libera Basilicata: «Le parole sono pietre. E non possiamo restare indifferenti e non far sentire la nostra voce e la nostra indignazione nei confronti di quanto accaduto ieri. Tisci ha espresso e consentito di esprimere sul suo spazio social, parole indicibili nei confronti del Fondatore di Emergency». Aggiunge il consigliere regionale del Pd, Piero Lacorazza: «Non si perda un minuto tempo: mozione di sfiducia ad Antonio Tisci per le sue non uniche  dichiarazioni molto fuori luogo. Una premessa morale alla richiesta di sfiducia non sarebbe male».

E dal capogruppo Pd, Roberto Cifarelli: «Antonio Tisci ha di nuovo voluto ricordare al mondo di essere uomo di estrema destra e che sogna di fare politica e poiché non ce la fa a stare in silenzio  eccolo che si lancia a capofitto e per ribadire al mondo le sue idee razziste se l’è presa con Gino Strada». Dimissioni necessarie anche per otto consiglieri di centrosinistra ( Andretta,  Blasi, Falotico,  Flore,  Fuggetta,  Pergola,  Smaldone e Telesca): «Tisci dimostra quotidianamente di non essere adatto a ricoprire ruoli pubblici, il Presidente Bardi ne prenda atto. Tisci deve dimettersi immediatamente.»

Nota di cordoglio dell’Unibas che ne ha ricordato le doti avendo conferito nel 2004 la laurea Honoris Causa in Ingegneria per l’ambiente e il territorio. »Costruttore di pace è stato il miglior interprete della concezione di ingegneria al servizio dell’uomo». 

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