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E’ accusato di truffa. Il gip non crede alla “trappola” di due donne a Miami: «Attività regolarmente retribuita»

POTENZA – Sospeso dal servizio e a giudizio disciplinare per un film porno girato sotto il sole di Miami, mentre era in congedo per assistere un familiare. Almeno così sostengono gli investigatori della procura di Potenza. E’ di ieri pomeriggio la decisione del gip Amerigo Palma sul caso di un agente del Corpo forestale dello Stato accusato di truffa per aver abusato dei permessi retribuiti della legge 151 del 2001. Infatti, per il pm Antonio Natale, avrebbe viaggiato all’estero e fuori regione per 36 giorni dei 268 di congedo, che gli sono stati concessi tra il 2015 e il 2016, intascando poco più di 2.800 euro che non gli spettavano.

L’inchiesta nasce da un video a luci rosse, un “trailer” per la precisione, come migliaia del genere che vengono immessi su internet ogni giorno da ogni angolo del globo. Solo che in questo, ambientato appunto in Florida, qualcuno di Potenza (per un improbabile caso del destino) avrebbe riconosciuto l’atletico forestale, navigando sul sito – a pagamento – di una prosperosa “diva” hardcore. Così è iniziato a girare sugli smartphone di amici e colleghi, quindi la “notizia” si è materializzata davanti agli occhi del suo superiore. A giugno, poco prima che gli fosse chiesto di consegnare il passaporto per verificare le date delle sue trasferte oltreoceano, il forestale si era presentato dalla polizia postale ammettendo di essere lui l’uomo ripreso nel video. Quindi ne aveva denunciato la diffusione come una banale violazione della privacy.

Agli agenti aveva spiegato di essere un habitué di Miami da diversi anni, e soltanto un attore “involontario” del film. In pratica due signore spigliate, alquanto mature, lo avrebbero realmente “adescato” a bordo piscina, in un albergo della capitale della Florida, come si vede nel “trailer”. Mai pensato, però, all’industria che si è messa in moto dopo quell’incontro in camera. Anche perché tutto sarebbe avvenuto senza un compenso, tantomeno la firma di una liberatoria. Una “trappola” per turisti (decine quelli ritratti sul sito della pornodiva) vietata ai minori. Tutt’altro il quadro che si sono fatti gli inquirenti. Per loro il forestale sarebbe stato ben consapevole di partecipare. Pertanto avrebbe utilizzato il permesso dal lavoro per assistere il familiare «per altri e diversi scopi» da quelli previsti: «in un caso (inerente le riprese del film porno) addirittura in evidente violazione dell’espresso divieto di svolgere, in concomitanza del congedo, qualsiasi altra attività lavorativa (le circostanze di tempo e di luogo sopra richiamate, gli impegni economici sostenuti dall’indagato, il profilo professionale dell’attrice protagonista, la pubblicazione e pubblicizzazione online, fanno evidentemente ritenere che l’attività sia stata regolarmente retribuita)».

«Prendiamo atto del provvedimento del gip». Ha commentato la decisione l’avvocato del forestale, Pantaleo Chiriaco. «Allo stato mi limito ad osservare che tale vicenda verrà analizzata giuridicamente nelle opportune sedi». Intanto il film resta in vendita sul sito della pornoattrice americana, che ha base a Las Vegas, anche se nella pagina dedicata risulta immesso in rete un anno prima della trasferta americana contestata. Secondo il gip c’è il rischio che il forestale continui a usufruire in maniera indebita dei permessi della legge 104. Di qui la decisione di sospenderlo per 3 mesi.

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