Geppino sul braccio del falconiere

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Si chiama Geppino e servirà ad impedire che i volatili continuino a nidificare

POTENZA – Nel giorno della consegna delle liste con i nomi dei candidati alle prossime elezioni politiche, a rubare la scena, in Corte d’Appello, è stato Geppino, l’aquila reclutata per dare la “caccia” ai piccioni che da tempo immemore sono di casa nel Palazzo di Giustizia. Piccioni che nidificano ovunque negli anfratti della struttura giudiziaria del capoluogo lucano creando problemi igienici il cui costo è diventato insostenibile. Da qui la decisione di “assumere” Geppino che porterà a casa 19.000 euro per dodici mesi di servizio.

Ad accompagnare Geppino, che ha annunciato la sua presenza nel tribunale squarciando con un grido il silenzio dei corridoi, gli esperti falconieri della società cooperativa Cantiere di Potenza che si è aggiudicata l’appalto.

E così da ieri l’aquila reale è stata “assunta” dalla Corte d’Appello di Potenza che ha deciso di eliminare i piccioni con un metodo naturale e non cruento di “bird control”. L’aquila, come detto, ha fatto la sua apparizione nel pomeriggio, al terzo piano del Palazzo di Giustizia, attirando l’attenzione di decine di persone che stanno affollando gli uffici della Corte d’Appello per la presentazione delle liste elettorali. Alcuni hanno pensato a un sequestro giudiziario mentre altri – ironicamente – al simbolo di un partito.

Il “mistero” è stato però immediatamente risolto dai dirigenti della Corte d’Appello: si tratta di un’idea «naturale», che fa fuggire i piccioni (che così non nidificano più per paura dei rapaci), senza utilizzare l’elettrificazione o mezzi chimici. L’aquila è di proprietà di una società cooperativa, «Cantiere» di Potenza, messa in piedi da un gruppo di giovani, «e in questo modo – hanno spiegato – si rispetta la natura provando anche a creare un’opportunità di lavoro

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