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Tempa Rossa, il Centro olio Total a Corleto Perticara (PZ)

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POTENZA – Avrebbe taglieggiato alcuni lavoratori impegnati sul cantiere del Centro olio di Total a Tempa Rossa, nel comune di Corleto Perticara. Costringendoli con metodi mafiosi a consegnargli parte dello stipendio.

Dovrà restare agli arresti domiciliari a disposizione dell’autorità giudiziaria Vincenzo Pistritto, 52enne pluripregiudicato di Gela che ieri è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare del gip di Potenza per estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Stando a quanto emerso dall’inchiesta della sezione criminalità organizzata della Squadra mobile di Potenza, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza, Pistritto avrebbe approfittato della qualifica di «addetto alla gestione del personale» di una delle ditte, la «Tc srl», impegnate sul cantiere da oltre 500 milioni di euro del nuovo Centro olio Total, entrato in funzione soltanto l’anno scorso.

Il 52enne avrebbe preteso con «metodi intimidatori», e in qualche caso «anche con l’uso di armi», un vero e proprio «corrispettivo» per l’assunzione degli operai, «quasi tutti suoi conterranei». Così da ottenere «mensilmente, ogni volta che ritiravano lo stipendio, una consistente somma di denaro».

Il gip di Potenza ha disposto anche il sequestro della somma di 62.179 euro, ritenuta l’illecito profitto di quelle attività estorsive. Mentre gli investigatori hanno approfittato dell’esecuzione della misura per effettuare una perquisizione nei locali riconducibili a una ditta di montaggi industriali, la «Steelbiz mounting srl», con sede a San Donato Milanese, dove Pistritto avrebbe spostato i suoi affari più di recente. Dopo essersi trasferito a Milano.

Secondo la Dda lucana, guidata dal procuratore Francesco Curcio, l’uomo avrebbe acquisito «una posizione monopolistica nel setore dell’impiego e del reclutamento della mano d’opera» impegnata sul cantiere di Corleto, realizzando «un’attività estorsiva stabile, duratura e sistematica».

Nella nota diffusa ieri mattina per illustrare i risultati dell’operazione compiuta Curcio evidenzia anche la considerazione di cui nutre Pistritto «dalle forze di polizia», che lo ritengono «contiguo ad esponenti della criminalità organizzata operante a Gela».

Basta digitare il suo nome su un qualsiasi motore di ricerca su internet, d’altronde, per trovare memoria di precedenti inchieste che hanno preso di mira le sue attività. Anche sulla base delle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, che lo hanno indicato come un esponente di vertice della Stidda di Gela, la mafia dei ribelli che a un certo punto hanno avuto l’ardire di mettersi contro “cosa nostra” siciliana. Come nel 2009, quando è stato accusato di aver pianificato una serie di rapine a mano armata e il rapimento di un noto banchiere siciliano assieme a un ex delle Brigate rosse.

Nel comunicato del procuratore antimafia lucano si aggiunge che altre due persone sarebbero indagate per aver compiuto una serie di atti e disposizioni patrimoniali finalizzati al trasferimento fraudolento di beni riconducibili proprio all’arrestato, che ora è ai domiciliari in Lombardia nel suo Comune di residenza.

Il sospetto di infiltrazioni mafiose sul cantiere del centro olio Tempa Rossa era emerso in particolare nel 2017 dopo una serie di episodi poco chiari, con sparatorie, risse, auto e mezzi bruciati. Sospetto che a distanza di due anni pare aver trovato conferma.

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