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Un panorama di Fardella (PZ)

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FARDELLA (Potenza) – Una fine orribile, tra atroci sofferenze, è quanto ha dovuto subire un povero cane vittima della cattiveria umana. Tutto è successo a Fardella. «Giovedì mattina – racconta una testimone oculare del posto – ad un certo punto ho visto due coniugi arrivare a bordo del loro furgone. Solo quando il furgone è ripartito mi sono resa conto che, nella parte posteriore del mezzo, c’era una corda bianca alla fine della quale era legato, dalla zampetta posteriore, un cane. Sembrava esanime, non si muoveva. Ma, lì per lì, sono rimasta attonita senza realizzare».

Ad accorgersi di quanto stava avvenendo è stata anche un’altra persona, che ferma il mezzo e si capisce che il cane era ancora vivo. «Ho cominciato a corrergli dietro. La reazione di tutto il paese è stata bellissima – continua la testimone – perché tutti hanno subito cercato di aiutare il povero cane, liberandolo e offrendogli le prime cure». L’uomo alla guida del furgone, prima di commettere la violenza, era andato al Comune a chiedere l’intervento del canile perché, diceva, era un randagio che si introduceva nel suo terreno. E dallo stesso Comune avevano provveduto a chiamare il canile, tanto che un operatore è effettivamente arrivato a Fardella.

«Sono stato chiamato per recuperare questo cane – conferma Antonio Milione, del canile di Latronico – prima ancora che si verificasse il maltrattamento. Quando sono arrivato ho trovato tutta la gente lì intorno, i carabinieri e il povero animale ferito. L’ho portato nel canile e il dottor Di Sirio, veterinario dell’Asp, lo ha curato facendo tutto il possibile. Ma le ferite erano troppo profonde e il cane, che avrà avuto almeno una decina d’anni, era troppo denutrito. Sicuramente, però, se non avesse subito quella cattiveria lo avremmo salvato. E la malvagità nella malvagità è stata di averlo legato dalla zampetta posteriore, facendo in modo che il povero cane non tentasse nemmeno di correre. E’ morto nella notte tra giovedì e venerdì».

L’orribile gesto è stato fermamente condannato anche dalla sindaca e dall’Amministrazione Comunale, la prima cittadina Domenica Orofino si è detta «sconvolta» per quanto accaduto. «Abbiamo subito provveduto ad allertare il canile, ma nel giro di nemmeno mezz’ora è accaduto tutto. È stato un gesto infame, indescrivibile. Siamo pronti a fare tutto ciò che c’è da fare», osserva l’assessore Giuseppe Guarino, che aveva chiamato il canile dopo le lamentele dell’uomo.

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