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La droga e i soldi sequestrati

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POTENZA – Uno resta in carcere e l’altro va ai domiciliari. Ma riavranno entrambi il denaro sequestrato nelle relative attività commerciali, perchè non ci sarebbe la prova della provenienza dello stesso dallo spaccio di cocaina.
E’ quanto deciso, giovedì, dal Tribunale del Riesame di Potenza, accogliendo, ma soltanto in parte, i ricorsi presentati dai legali di Enzo Giordano, (31 anni) titolare de “La boutique du barbier” di via del Gallitello, e Umberto Lopiano (32 anni) proprietario del “Madison caffè” di via Mazzini (di fronte all’ingresso della villa del Prefetto).

Il collegio presieduto da Aldo Gubitosi (giudici a latere Maria Stante e Filippo Palumbo) ha concesso gli arresti domiciliari a Lopiano, assistito dall’avvocato Massimo Maria Molinari, che era stato arresto dagli agenti della sezione criminalità organizzata della Squadra mobile di Potenza il 5 febbraio dopo la scoperta, sotto il bancone del suo bar di 130 grammi di cocaina, 200 grammi di hashish, già suddiviso per lo spaccio e 2mila euro in contanti di provenienza sospetta (appena dissequestrati).

Resterà in carcere, invece, Giordano, che è assistito dall’avvocato Fabio Di Ciommo, ma ha ottenuto il dissequestro di ben 16 mila euro in contanti trovati nel suo salone da barbiere, sempre il 5 febbraio, assieme a «800 grammi di “cocaina”, suddivisa in più involucri, alcuni già pronti per l’attività di spaccio».
Le motivazioni dei due provvedimenti verranno depositate nelle prossime settimane dal Riesame, dove a breve è prevista anche una nuova udienza sul sequestro del locale della “La boutique du barbier” di Giordano.

L’operazione messa a segno dalla Squadra mobile di Potenza è stata ribattezzata “Black&white” e ha portato al sequestro di un quantitativo record di stupefacente per la storia del capoluogo lucano.

Al vaglio degli investigatori ci sarebbero, ancora, possibili legami con la criminalità organizzata dei due commercianti, che prima del blitz risultavano incensurati o quasi.

Le verifiche sul loro conto sarebbero partite anche da strani movimenti registrati nei locali che ospitano le rispettive attività nel pieno del lockdown deciso la scorsa primavera per contenere il contrasto del covid 19. Movimenti che non sono passati inosservati, permettendo agli agenti di individuare due fiorenti piazze di spaccio.

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