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Anziani in una casa di cura - foto di archivio

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CERSOSIMO – Domenica Paglia, sindaca di Cersosimo, ha firmato un’ordinanza con la quale ha disposto la chiusura della locale casa alloggio per anziani denominata “Villa Mary”, in «Via Primo Vico Roma». Il provvedimento è stato emesso in seguito a quanto segnalato dai carabinieri per la Tutela della Salute (Nas) di Potenza, che hanno trasmesso al Comune un verbale nel quale erano state riscontrate «gravi carenze funzionali e strutturali».

All’interno della struttura, gestita da una società con sede proprio a Cersosimo, nel momento dell’ispezione dei militari, «erano presenti 18 persone anziane» e, adesso, affinché possa avvenire la riapertura, sarà necessario effettuare gli interventi richiesti.

La stressa prima cittadina ha anche messo in evidenza che con lo stesso verbale «viene chiesta l’adozione del provvedimento di chiusura ad “horas” con trasferimento degli anziani presso analoghe strutture idonee ed autorizzate o presso abitazioni dei propri familiari», tenendo tuttavia presenti «eventuali procedure di assicurazione relativa alla vaccinazione eseguita nonché possibili tamponi di controllo atti a scongiurare eventuali contagi e diffusione del Covid».
In caso «di inottemperanza si provvederà d’ufficio a spese della società».Paglia ha ritenuto necessaria la disposizione per «tutelare la salute e la sicurezza degli anziani presenti nella struttura».

L’ordinanza della sindaca è stata emessa sulla base di una legge regionale risalente al 2007 che disciplina, tra l’altro, le competenze dei Comuni, in merito «all’esercizio delle autorizzazioni, dell’accreditamento, della vigilanza e controllo dei servizi socio-assistenziali e delle strutture a ciclo residenziale e semiresidenziali a gestione pubblica o privata».

Inoltre, la legge quadro del 2000 per «la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali», stabilisce «che i servizi e le strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale (…), sono autorizzati dai Comuni e che l’autorizzazione è rilasciata in conformità ai requisiti stabiliti dalla legge regionale che recepisce ed integra, in relazione alle esigenze locali, i requisiti minimi nazionali determinati con decreto del Ministero per la solidarietà sociale».

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