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I soldi sequestrati

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POTENZA – Oltre 268mila euro nella cassaforte dei due insospettabili fruttivendoli di Palazzo San Gervasio, Umberto e Fabio De Nigris, arrestati agli inizi di marzo con «circa tre chili» di cocaina e «circa 6,5 chili» di marijuana assieme ad altre 5 persone.
E’ la scoperta sorprendente effettuata dai carabinieri della compagnia di Acerenza per cui ieri mattina il gip di Potenza ha spiccato un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per circa 550mila euro considerati «profitto, prodotto o cose che servirono o furono destinate a commettere il reato».

Oltre al contante ritrovato, una cifra record nella storia dell’antidroga lucana, i militari hanno messo i sigilli anche a 2 appartamenti a Palazzo San Gervasio di proprietà di Fabio De Nigris, a un ulteriore immobile commerciale e a 2 terreni seminativi di 140 are complessive a Banzi, sempre proprietà di Fabio De Nigris, più una Suzuki Vitara intestata alla cugina, Anna Loviso, e la Renault Clio della moglie, Marika Castriotti (entrambe sottoposte a loro volta a misure cautelari).

Nella nota diffusa ieri dal procuratore capo di Potenza, Francesco Curcio, si evidenzia che il contante, in particolare, era già stato sequestrato «con finalità probatorie» durante le perquisizioni eseguite la mattina degli arresti.
Quindi inquadra il provvedimento appena eseguito come il prosieguo naturale delle indagini dei fratelli De Nigris, considerati il punto di riferimento per lo spaccio di droga a Palazzo come pure «in altri comuni, pugliesi e lucani, limitrofi».

«Nello specifico – prosegue la nota -, le indagini hanno permesso di evidenziare l’esistenza di una stabile organizzazione a carattere marcatamente familiare, con al vertice i fratelli Fabio e Umberto De Nigris nonché il padre Giuseppe De Nigris, avente sede logistica e operativa nell’esercizio commerciale del luogo, adibito alla vendita di frutta e verdura, intestato alla madre (non indagata, ndr)».

Le indagini, coordinate dal pm Vincenzo Montemurro, ipotizzano l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere dedita allo spaccio che «ogni mese» sarebbe stata in grado di far “viaggiare” circa «2 chilogrammi di cocaina» e «4 chilogrammi di marijuana», acquistati da «canali pugliesi», con «un introito annuo di circa 900mila euro».

L’attività di spaccio è stata documentata dalle telecamere piazzate nel negozio di ortofrutta dei De Nigris che hanno ripreso la preparazione delle dosi, pesate e confezionate una a una, su un tavolino nascosto dalle cassette di verdure impilate una sull’altra. Ed è proprio al bancone del negozio che si presentavano alcuni dei consumatori delle sostanze smerciate, spacciandosi per normali clienti. Mentre altri preferivano incontri in campagna. Monitorando quegli scambi al bancone, inoltre, i militari si sono accorti che talvolta veniva simulato l’acquisto di generi alimentari per utilizzare i soldi il reddito di cittadinanza.

Durante le indagini, stando a quanto riferito dagli inquirenti in una nota diffusa ieri mattina, sarebbero stati 7 gli arresti già effettuati, oltre agli ultimi, col sequestro di circa 140 grammi di cocaina.

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