Il Centro Olio Val d'Agri a Viggiano (PZ)

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POTENZA – Per l’inquinamento provocato nel 2017 da una perdita di idrocarburi dal Centro Oli della Val d’Agri (Cova) a Viggiano, in provincia di Potenza, in un’inchiesta della Procura di Potenza un dirigente dell’Eni è stato arrestato e posto ai domiciliari dai Carabinieri del Noe di Potenza. Sono indagate in tutto tredici persone e l’Eni come persona giuridica per i reati, a vario titolo, di disastro, disastro ambientale, abuso d’ufficio, falso ideologico commesso da pubblico ufficiale.
Tra gli indagati ci sono dirigenti della compagnia e pubblici ufficiali facenti parte del Ctr (Comitato tecnico regionale) della Basilicata il cui compito era quello di controllare l’attività estrattiva dell’Eni sotto il profilo della sicurezza e dei rischi ambientali. Le indagini hanno ricostruito “la contaminazione e la compromissione di 26mila mq di suolo e sottosuolo dell’area industriale di Viggiano e del reticolo idrografico a valle dell’impluvio denominato Fossa del lupo”, dichiara il procuratore di Potenza Francesco Curcio.
Secondo le indagini, inoltre, si sarebbe creata “una situazione di incombente pericolo per uno dei più importanti bacini idrici dell’Italia meridionale ma anche la compromissione di una vasta area che si trova a cavallo degli impianti Eni e dell’invaso del Pertusillo”. L’opera di bonifica dell’area contaminata, con l’estrazione delle acque di falda dell’area, ha impedito la propagazione della contaminazione ma per l’altro verso ha privato una vasta area delle risorse idriche, con “inevitabili gravi conseguenze sulla matrice ambientale”.

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