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Il luogo della frana

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POTENZA – Sono ancora ospitate al Park hotel le cinque famiglie (18 persone in tutto) residenti nella abitazioni al di sopra della strada comunale di via Trentacarlini sgomberate in via precauzionale, con ordinanza del sindaco, la sera dello scorso 10 febbraio quando il muretto di contenimento della strada privata che portava alle abitazioni è venuto giù portando con sé gran parte della carreggiata oltre a terreno, arbusti e pali della luce.

Famiglie che per il momento – si parla almeno di un’altra settimana o decina di giorni – rimarranno in albergo a spese dell’amministrazione comunale visto che il loro rientro a casa al momento sembrerebbe escluso.

E questo non perché le abitazioni abbiano riportato danni strutturali ma perché quello che è rimasto della stradina privata – stradina dove le auto non possono transitare – potrebbe essere pericoloso anche se percorso a piedi. Quindi sarà necessario creare un passaggio pedonale utilizzando la stradina privata di un’altra abitazione che si trova poco più sopra rispetto al punto in cui si è verificato lo smottamento.

Non solo. A quanto pare dovranno anche essere effettuate verifiche sull’altro muretto di contenimento realizzato a monte della stradina privata e che delimita il piazzale antistante le abitazioni. Ci sarebbe, infatti, il timore che anche questo muretto come quello che ha ceduto potrebbe non essere stato realizzato a regola d’arte e quindi ci potrebbe essere il rischio che anche questo possa venire giù portando poi con sé quel poco che rimane della stradina e con effetto domino provocare un ulteriore smottamento a valle di quanto già crollato la sera del 10 febbraio scorso. Intanto la settima prossima dovrebbe essere redatta e consegnata la prima relazione geologica commissionata dopo lo smottamento. Relazione che ha anche monitorato se da dopo lo smottamento si siano o meno verificati ulteriori movimenti verso valle del terreno.

E dal 10 febbraio scorso sono proseguiti anche i sopralluoghi dei tecnici comunali e degli uomini della Protezione civile comunale e anche regionale. Sopralluoghi da cui sarebbe emerso che quel muretto di contenimento posto margine della stradina privata non avrebbe avuto proprio fondamenta a differenza di quanto si ipotizzava in un primo momento: ovvero che le fondamenta sarebbero state poste a poca profondità. Per quanto riguarda gli interventi che dovranno essere effettuati – messa in sicurezza di quello che rimane della stradina privata e concomitante sgombero dalla strada comunale di quanto venuto giù – si prospettano tempi lunghi (almeno sei mesi) e al momento la cifra si aggirerebbe almeno suo 200 mila euro.

A farsi carico di tutto al momento l’amministrazione comunale anche se poi si potrebbe aprire un contenzioso visto che il danno sulla strada comunale è stato comunque provocato dal cedimento di una stradina e di un muretto di contenimento di proprietà privata. E se da un lato è vero che le piogge abbondanti dei primi giorni di febbraio possono avere peggiorato la situazione bisogna comunque prendere atto che le opere che erano state realizzate intorno agli anni ‘70 probabilmente non erano state eseguite a regola d’arte come non si può neanche escludere che nel corso degli anni non si sia provveduto alla manutenzione. Insomma accusare l’amministrazione comunale – come purtroppo sta accadendo – per quanto avvenuto non è propriamente corretto. A cedere, ribadiamo, sono stati un muretto di contenimento e una stradina privata.

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