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SI TERRA’ con ogni probabilità lunedì il primo sopralluogo lungo la strada che, a salire, dopo il Cimitero Nuovo conduce verso la popolosa contrada di Trinità Sicilia, la Strada Provinciale n.84. Lo ha chiesto nelle scorse ore il sindaco Guarente agli uffici tecnici della Regione Basilicata, che non ha però la competenza sull’arteria (provinciale), dal momento che – come testimoniano in maniera eloquente le foto – la strada sta cedendo.


Il massimo ente territoriale è stato coinvolto direttamente in quanto competente sulle ipotesi di dissesto idrogeologico. Non esisterebbe infatti altra causa allo stato di fatto delle cose dal momento che non più di un paio di anni fa l’amministrazione comunale intervenne con propri fondi (oltre 200 mila euro) e un lavoro di messa in sicurezza della strada, ma questi interventi non hanno migliorato la situazione.


Anzi, è proprio dall’ispezione tecnica che si dovrebbe risalire alla causa del vero e proprio smottamento che, se trascurato, oltre a rappresentare un pericolo evidente per la viabilità, rischierebbe seriamente di mettere in isolamento la contrada nella quale risiedono non meno di 800 abitanti, visto che si tratta dell’unica strada di collegamento diretto con la città.

Della questione, sollecitando l’intervento del massimo ente regionale, si sono occupati in maniera bypartisan sia il consigliere di Prospettive Lucane, Ercole Trerotola, che ha chiesto alla Regione di attingere all’apposito fondo in dotazione al Dipartimento Infrastrutture per fronteggiare calamità ed emergenze territoriali straordinarie, sia il consigliere di centrodestra Dino Bellettieri che ha promesso un impegno diretto con il Comune e l’Acquedotto Lucano per superare questa fase critica.


La situazione di dissesto idrogeologico in diverse zone periferiche della città – ricordiamo – ha spinto il Comune a candidare, attraverso un bando ministeriale, cinque progetti (per un totale di 5 milioni di euro) che riguarderanno interventi nelle zone di San Luca Branca, Rossellino e Bosco Grande, Dragonara e Poggio dell’Oro, e Tufaroli.

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