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Toderica, il ragazzo di 22 anni trovato morto in un casolare a Brienza

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BRIENZA (POTENZA) – Mentre ieri pomeriggio all’ospedale San Carlo di Potenza veniva effettuata l’autopsia sui corpi dei due giovani operai romeni trovati morti venerdì scorso, sia la comunità burgentina sia il mondo dei social stanno tentando di esprimere la loro vicinanza alle famiglie.

«Toderica – si legge sul profilo Facebook di Mihai Cimpoesu – ha perso la vita in Italia a soli 22 anni. È stato trovato senza fiato con il suo compagno di stanza e lavoro. Qualche mese fa, è andato in Italia per lavorare nella foresta, per costruirsi un futuro e aiutare sua madre, l’unica a crescerlo, dal momento che aveva perso il padre. Ma purtroppo il suo sogno è stato infranto, lasciando alle spalle un dolore immenso: quello della mamma, del fratello e delle persone vicine. Quest’anima è di Nistoresti, Vrancea. La notizia che sarebbe deceduto intossicato da gas da una bombola che probabilmente veniva usata per riscaldarsi è caduta come un fulmine alla sua famiglia».

Famiglie povere, in cui i figli sono stati costretti a lasciare le loro case alla ricerca di lavoro. E in questo momento tragico, invece di poter piangere un figlio, la madre deve anche preoccuparsi di come poter far tornare la salma a casa.

Molto costoso il trasporto, i funerali, la bara. Ecco perché si prova, attraverso la rete, di raccogliere la cifra necessaria a garantire il rientro in Patria. Riportare i corpi in Romania, è stato calcolato, ha un costo di circa 7.000 euro e per questo si chiede di contribuire attraverso un conto corrente dedicato (RO 6 RZBR 0000 0600 2203 Raiffeisen – intestato a Lucian Mirzea, zio del ragazzo).

Ma solidarietà alle famiglie è stata espressa anche dal Comune di Brienza. Il sindaco, Antonio Giancristiano, ha assicurato che si stanno valutando una serie di ipotesi per aiutare le famiglie a riabbracciare i loro cari in questo tragico momento. E sembra che anche il datore di lavoro dei due ragazzi abbia espresso la volontà di contribuire.

Sul fronte delle indagini sembra sempre più probabile che la morte dei due giovani, avvenuta nel sonno, sia stata causata dalle esalazioni di monossido di carbonio fuoriuscite da una stufetta che non funzionava bene. Il casolare era isolato e in questi giorni le temperature si sono abbassate molto. E i ragazzi sono morti tentando di scaldarsi in una gelida notte, come nella storia della Piccola fiammiferaia.

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