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NON solo disagi e disservizi, ora anche scarsa trasparenza e ritardi nelle comunicazioni. La Basilicata ancora una volta fa notizia in negativo per non aver fornito – insieme ad altre 5 regioni – i dati a Cittadinanzattiva sulle liste d’attesa incrementate a causa del Covid.
Sono «ancora tanti i ritardi delle Regioni nel recupero delle prestazioni sanitarie» rinviate a causa del Covid, nonostante i fondi destinati dal decreto legge dello scorso 14 agosto e previsti anche nel Decreto Sostegni bis. A dirlo è un’indagine realizzata da Cittadinanzattiva tramite lo strumento dell’accesso civico sui piani regionali per il recupero delle liste d’attesa e sui fondi ripartiti dalle Regioni.

I dati indicano per l’Emilia-Romagna il 95% delle prestazioni e il 35% dei ricoveri recuperati al 31 dicembre dello scorso anno. Nella provincia di Trento si è recuperato il 73% delle prestazioni ambulatoriali (18 mila su circa 24 mila), ma solo il 39% degli screening oncologici e appena l’1% dei ricoveri.
In Abruzzo il 64% degli screening oncologici sospesi è stato erogato (su un totale di 60 mila), assieme al 43% delle prestazioni ambulatoriali e a quasi il 25% dei ricoveri. In Friuli Venezia Giulia solamente lo 0,7% delle prestazioni specialistiche ambulatoriali è stato recuperato (su un totale di circa 215 mila), insieme all’1% di circa 6 mila ricoveri.

In Sicilia sono oltre 3 milioni le prestazioni ambulatoriali e 63 mila i ricoveri non erogati, «ma non si sa quanti siano stati recuperati», dicono dall’associazione mentre in Molise, «non si hanno notizie certe sul recupero di circa 10 mila prestazioni, fra specialistica e diagnostica, e di circa 1100 ricoveri». In Valle D’Aosta, è stato invece possibile recuperare il 32% dei ricoveri, il 49% degli screening oncologici (su un totale di circa 12 mila) e il 39% delle prestazioni specialistiche ambulatoriali (su un totale di circa 9 mila). La Marche ha risposto a Cittadinanzattiva dicendo che sono state recuperate tra il 50 e il 70% delle prestazioni e dei ricoveri.


Nessuna risposta è arrivata da Basilicata, Calabria, Lazio, Lombardia, Toscana e Veneto. «Ancora una volta constatiamo, con la nostra indagine, un ritardo sul tema della trasparenza da parte delle pubbliche amministrazioni che, nella gran parte dei casi, sembrano considerare come mero adempimento formale la risposta alla richiesta di informazioni da parte dei cittadini attraverso lo strumento dell’accesso civico», dichiara Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva.

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