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POTENZA – Lo avevamo scritto in tempi non sospetti dei mal di pancia all’interno della coalizione che guida il Comune di Potenza. Del resto il titolo di un articolo del 14 agosto scorso era esplicativo: “Maggioranza in fibrillazione”. L’ultimo consiglio comunale ha, se vogliamo, fatto emergere palesemente qualcosa di molto simile a una crisi. L’assenza di ben sette consiglieri di maggioranza (4 di Fratelli d’Italia tra cui il capogruppo Michele Napoli e tre di Idea tra cui il capogruppo Antonio Di Giuseppe) sulla votazione per la questione del debito fuori bilancio relativa ai cosiddetti “Padroncini” (le ditte che spalarono la neve nell’inverno 2018 e 2019) è ben esplicativa su quanto sta succedendo (o succederà) nella maggioranza. E se da una parte a “salvare” la maggioranza ci ha pensato “Basilicata Possibile” (la stessa compagine che solamente due anni fa ha conteso la guida del governo della città a Guarente), dall’altra è indubbio che da ora in avanti per la stessa giunta la strada si fa tortuosa. Del resto le premesse c’erano tutte.

La forte presa di posizione del consigliere Di Giuseppe nell’ultima assemblea. Un jaccuse senza peli sulla lingua alla gestione dell’Acta e quindi anche all’assessorato all’Ambiente. Poi il caro mensa (rientrato successivamente) con la nota congiunta Fratelli d’Italia e Idea che avevano dato un vero e proprio ultimatum a Guarente. «Da oggi – avevano scritto in un comunicato stampa – non ci sarà più spazio per iniziative assunte in maniera del tutto autonoma. Saremo vigili e attenti affinché il ruolo per cui siamo stati eletti possa essere svolto nel pieno delle nostre funzioni. Non ci saranno sconti per nessuno. Questo è un momento molto delicato per la città ed è necessario l’impegno di tutti per dimostrare quanto sia concreta e tangibile la voglia di cambiamento premiata dai cittadini». Questa nota era stata firmata da tutti i consiglieri delle due compagini politiche. Nell’ultimo consiglio comunale la sola a rimanere in aula per il voto favorevole di Fratelli d’Italia è stata Mary William.

Per il primo cittadino dunque si apre una nuova fase assai difficile da gestire. I rumors parlano di un rimpasto e l’aggiunta di un assessore per Fratelli d’Italia. Ma che farà Idea che non ha mai lesinato critiche allo stesso Guarente? Il primo cittadino, raggiunto telefonicamente nella giornata di ieri nel sottolineare l’importanza del provvedimento approvato ha fatto notare che erano assenti «proprio coloro che nel 2018 amministravano questa città» (riferito ovviamente al centrosinistra). Sull’assenza invece di ben 7 consiglieri di maggioranza non ha nascosto un certo fastidio dal loro atteggiamento e ha aggiunto: «sarà oggetto di un confronto politico nel prossimi giorni».

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