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Dal primo dicembre resteranno a casa: per loro nessuna rassicurazione. Mario Polese (Italia Viva) rilancia i timori di una delegazione di infermieri e operatori sociosanitari


POTENZA – “Bene la soluzione ponte per i precari del San Carlo fino al 31 dicembre in attesa che la Regione risolva definitivamente il problema di circa 70 dipendenti che avevano ricevuto lettera di licenziamento. Chiediamo però che vengano messi in sicurezza i posti di lavoro di tutti e non solo di una parte di loro”. Così il vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, Mario Polese sul recupero da parte del Dipartimento regionale alla Sanità di un residuo sulle spese del personale che ha consentito di parare l’emergenza scoppiata al San Carlo di Potenza, polo più importante della regione che si dimena tra contratti in scadenza per gli operatori e interventi che slittano a data da destinarsi
“Rimane intatto però, il problema per altri 43 precari – aggiunge l’esponente di Italia Viva –. Ho ricevuto stamani una nutrita delegazione dei 39 operatori socio sanitari  e 4 infermieri che dal primo dicembre resteranno a casa. Si tratta di quel personale, oltre i 70 circa a cui è stata concessa la proroga, che hanno maturato un’anzianità di servizio presso il nosocomio potentino superiore ai 36 mesi. Sono 43 persone tra uomini e donne che non hanno ricevuto nessun tipo di rassicurazione”.
“Per loro evidentemente non sono state trovare le risorse. Comprendo che avendo superato i 36 mesi la normativa prevede percorsi di stabilizzazione definitiva, ma questo non può certamente essere una scusante per mandare a casa personale qualificato che ha maturato dei diritti”, prosegue Polese che conclude: “Chiedo pertanto all’assessore al ramo, Rocco Leone, di mettere in campo tutte le azioni per non creare gravi discriminazioni. Oltretutto non va taciuto che questi 43 professionisti rimangono vitali per il buon funzionamento di numerose Unità operative che altrimenti rischiano di andare, come è noto, in grande affanno”.

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